lunedì 12 luglio 2004

Interviste Personali Vol. II: Dea Verna

Dea Verna, 29, vj, giornalista, scrittrice

Le interviste sono sempre un pretesto per fare qualche altra cosa: per Claudio Sabelli Fioretti sono un pretesto per fare soldi, per Maurizio Costanzo un pretesto per ramazzare un'altra moglie, per me un pretesto per arrivare a fare qualche domanda a Dea Verna (per cui la serie Interviste Personali finisce qui, e comunque se ce ne saranno altre saranno soltanto per legittimare questa).
Dea Verna, 29 anni, vj, giornalista e scrittrice, esperta di costume & società, arte/cultura, è l'icona della Maison Labranca un po' come Nico per la Warhol Factory.

E-DO: Dea Verna, si sente parlare di te sui blog, si leggono i tuoi articoli, eppure di te non si sa niente: è studiata questa gretagarbosità? E che cosa si dovrebbe sapere di te?
D-EA: Meno si sa, meglio è! Sono di una riservatezza patologica, ogni volta che qualcuno dice: "parlami di te" ho un blocco neuronale. Cercate di capirmi: passo la vita a fare domande imbarazzanti a presunti single metropolitani, aperitivisti milanesi & Co., e non sono assolutamente abituata a parlare di me. Sono già in crisi per quelle quattro righe di autobiografia che dovro scrivere per la quarta di copertina del libro. Cosa posso scrivere? Vive tra Milano, Pescara e Pantigliate? Ama i gatti, i libri antichi e le Bigbabol blu?

E-DO: Sentirti conversare è un po' come vedere giocare Ronaldinho: anche la frase più banale che ti rivolgono, tu riesci a trovare una risposta intelligente, a darle un po' d'effetto, e sembra quasi che ti stia divertendo. Ma quali sono gli argomenti che veramente ti annoiano?
D-EA: Naturalmente tutti gli argomenti cari alle Borsette, vale a dire: l'infibulazione delle donne somale, l'immaturità psicologica degli uomini italiani, la difficile emancipazione delle donne afgane, quanto è difficile trovare un uomo oggi a Milano, ma quanto è bravo Michael Moore etc... etc...

E-DO: Un posto dove ti piacerebbe davvero andare in vacanza, e che non consiglierai mai al popolo di bor7 che ti legge sui patinati, per evitare di ritrovartele tutte lì a passare le ferie con te.
D-EA: Lasciate alle borsette la Toscana e Formentera (sì, ora a Formentera ci vanno anche le borsette) e scappate in Abruzzo (in effetti sono sul libro paga dell'Apt abruzzese, ho perfino convinto due olandesi ad andare in vacanza a Loreto Aprutino). Luoghi dannunziani a parte, ho un debole anche per la Grecia. Evitate le isole e scegliete il Peloponneso: sarete gli unici italiani nel raggio di 400 km.

E-DO: Odio Paola Maugeri di Mtv, perché è sempre amica di tutti, è un po' la Mollica dei poveri/giovani: tu che sei stata vj, come evitavi di dire sempre "adoro le vostre canzoni, splendido questo nuovo disco, etc"?
D-EA: Semplice: mi facevo scrivere i testi da Labranca che, notoriamente, odia tutti. Un giorno dovevo intervistarlo nei panni dell'autore di Charltron Hescon. Si scrisse le domande da solo. Ed ebbe anche il coraggio di dirmi, in diretta: ma che domande stupide mi fate...

E-DO: La domanda che tutti vorrebbero farti e nessuno osa quando c'è T-LA in giro: dicci tutto quello che puoi sul tuo progetto letterario con Labranca.
D-EA: Ah, sì il libro, dunque...
Visto da sinistra è una sapida critica della società dell'immagine che ha trovato nel reality show il suo ultimo feticcio. Visto da destra, è un interessante manuale che aiuta i giovani a inserirsi nel mondo dei reality show, l'ultima frontiera della lotta alla disoccupazione. Dal nostro punto di vista, è il modo più facile che ci è venuto in mente per fare soldi....

E-DO: In che cosa ha cambiato la tua vita l'incontro con T-LA?
D-EA: Perché, avevo una vita prima di T-LA?

E-DO: Nella filmografia di Jodi Foster, uno dei primi film risulta essere Casotto di Sergio Citti, un film trucidissimo in cui lei è una 14enne corteggiata da Michele Placido e Gigi Proietti che si esibiscono in una serie di sudicie gag: quando sarai ricca e famosa, guarderai a questa intervista con lo stessa ripugnanza con cui ora Jodie ricorda quel suo lontano film italiano?
D-EA: Te lo dirò tra una decina di interviste....

8 commenti:

Anonimo ha detto...

"Cosa posso scrivere? Vive tra Milano, Pescara e Pantigliate?"

Noto un po' di distonia fra l'icona ed il vate. Questi ha infatti manifestato il suo odio per l'espressione "tra/fra" nel post del 2 luglio scorso su labranca.co.uk (a proposito, che peccato non gli si possa più scrivere, dovrò surrogare con più commenti su e-blog). Magari D-Ea ha già pronta la risposta "io può" (ci credo, che icona sarebbe?).

Z-Onker

P.S.: Diamonds Are For Eva, Diamonds Are For Eva, ma io nelle foto di Diamonds non ho visto l'ombra. Tirchi, neppure due euri per un solitariuccio avete cacciato!

E-doardo ha detto...

Cara amica vulcaniana Z-Onker, mentre sul vostro pianeta avete cancellato le emozioni, qui sulla Terra sussistono ancora manifestazioni primitive dell'intelletto, quali ad esempio la nostalgia, l'amore e la cosiddetta "ironia".
Se D-EA si descrive come essere vivente tra/fra Milano, Pescara e Pantigliate, è appunto un "ironico" richiamo alla mania dei giovani scrittori di vivere tra/fra, allo stesso modo quando io mi descrivo "intrigante e solare" (io, poi), è sempre un tentativo di essere "ironici".
Piccoli divertissement che si prestano a tre livelli di lettura: le persone normali non li notano, gli iniziati li notano e si compiacciono dell'averli riconosciuti che attesta il loro appartenere a una qualche aggregazione esoterica, i vulcaniani come te osservano con compassione indistinta dall'infinità delle stelle le piccole formiche umane che strisciano ogni mattina lungo le strade di questa palla di fango chiamata Terra.

Anonimo ha detto...

Touché.

Per espiare ti ho messo fra i preferiti. A proposito, se era un tentativo di approccio ti è andata male, sono masculo. Vulcaniano, ma masculo. :-(

Zonker

Anonimo ha detto...

che storia, anch'io ho la vita divisa tra milano (la mia città.. che mi manca!), pescara (la mia ragazza.. che mi manca..), e pantigliate (mio fratello.. che mi manca.. cribbio..) cazzarola, mi sono intristito.. (bella intervista..) -spad-

Anonimo ha detto...

Ma Dea non somiglia un po', di musetto, ad Orson Welles?

Anonimo ha detto...

Più la guardo e più mi convinco di quello che ho scritto, Dea Verna è uguale uguale a Orson Welles.
Ciao da Pepper

heathen ha detto...

D-EA in the rock garden, dublin

Anonimo ha detto...

Pepper sei matto. Dea non c'entra niente con Welles.
E' semplicemente bellissima.
Anonimo siracusano

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