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venerdì 6 novembre 2009
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martedì 27 ottobre 2009
  PONZI
Ponzi torna a Boston, dove incontra una ragazza italiana, Rose Gnecco, che ne rimane affascinata. Benché Ponzi non racconti a Rose del suo passato in carcere, la madre invia alla ragazza una lettera in cui descrive il passato burrascoso del figlio. Nonostante questo, Rose decide di restare con Ponzi, con cui convola a nozze nel 1918.

Nei mesi successivi Ponzi si occupa di diversi affari. Scrive una «Guida del commerciante», una sorta di vademecum per promuovere i rapporti commerciali. La guida contiene le pubblicità e gli indirizzi di una serie di inserzionisti, di tutti i generi merceologici. Il volume viene spedito agli interessati, su richiesta. La Guida passa pressoché inosservata, finché alcune settimane dopo Ponzi riceve una lettera da una società spagnola che chiede informazioni in merito al volume. Dentro la busta c'è un Buono di risposta internazionale (IRC), che Ponzi non aveva mai visto prima. Chiede allora informazioni e scopre qualcosa che gli può permettere di fare molti soldi.

La busta conteneva un buono da scambiare con il francobollo da appiccicare alla risposta. E, dato il diverso costo della vita in Spagna rispetto agli Stati Uniti, il buono (spagnolo) valeva di meno del francobollo (americano). I buoni hanno un costo diverso in ciascun Paese ma il loro controvalore in francobolli è lo stesso dappertutto.
Gli accordi postali internazionali prevedono che il destinatario non possa utilizzare i francobolli della nazione del mittente, né il mittente può, nel proprio paese di residenza, acquistare i francobolli del paese estero di residenza del destinatario.
Bisogna utilizzare i buoni internazionali, che hanno la funzione di pagare i costi postali tra due persone che vivono in stati diversi, con un diverso costo della vita.

Ponzi capisce che, se riceve i buoni da un paese dove costano di meno, come la Spagna o l'Italia, la sola transazione può generare un profitto. 100 buoni possono originare 100 francobolli, ma se un buono spagnolo (costo in dollari = 10 centesimi) è cambiato negli Stati Uniti con francobolli da 15 o 20 centesimi l'uno, ecco che il profitto è del 50% o del 100%.

Il sistema è dunque: inviare soldi in Italia; far acquistare da un mandatario gli IRC; farglieli inviare negli USA; scambiare gli IRC con francobolli statunitensi; vendere i francobolli. Ponzi sostiene che il saggio di profitto realizzabile, tenuto conto dei transazioni e dei tassi di cambio, è del 400%. Inoltre questa forma di arbitraggio non è illegale in quanto tale. Ponzi incoraggia amici e colleghi a scommettere sul suo sistema, promettendo loro un tasso di rendimento sugli investimenti del 50% in 90 giorni.

Costituisce una società, la Securities Exchange Company, per promuovere il suo sistema. Alcuni investono e sono ripagati come promesso. Si sparge la voce e gli investimenti cominciano ad affluire ad un tasso crescente. Ponzi assume degli agenti e paga provvigioni molto generose.

Nel febbraio 1920, il capitale di Ponzi ammonta $5.000, una somma abbastanza cospicua per il tempo. A marzo ha 30.000 dollari. Ponzi inizia ad assumere altri agenti per raccogliere fondi dal New England e dal New Jersey. Chi investe denaro nella compagnia in quel periodo guadagna moltissimo e questo incoraggia altri ad investire i propri fondi. A maggio Ponzi ha raccolto 420.000 dollari e inizia a depositare il denaro nella Hanover Trust Bank. Una volta che il suo deposito sia diventato grande abbastanza, spera di poter prendere il controllo della banca. Riesce infatti nell'intento. A luglio arriva ad avere diversi milioni. Le persone ipotecano le proprie case e investono nella compagnia tutti i loro risparmi. Molti reinvestono nella compagnia tutti gli utili.

Ponzi incamera fondi a tassi favolosi, ma un'analisi finanziaria abbastanza semplice poteva mostrare come in realtà la compagnia era in forte perdita. Nonostante questo, fino a quando i soldi continuano ad affluire a tassi crescenti, è possibile per Ponzi remunerare gli investitori ai tassi promessi.

Ponzi inizia a vivere nel lusso: compra un palazzo con l'aria condizionata e una piscina riscaldata, fa viaggiare sua madre dall'Italia in prima classe in una nave da crociera di lusso. Diventa un eroe presso la comunità italiana ed è acclamato dovunque vada.

Un rivenditore di mobili, che aveva venduto a Ponzi mobili quando questo non poteva permettersi di pagare, lo cita in giudizio per il dovuto. Ponzi vince la causa, ma le persone cominciano a chiedersi come egli abbia fatto da nullatenente a diventare un milionario in così poco tempo. Alcuni investitori decidono così di ritirare i loro fondi dalla Securities Exchange Company. Ponzi li remunera profumatamente e la corsa all'uscita dalla compagnia si esaurisce.

Di fatto, nel 24 luglio 1920, il Boston Post pubblica un articolo positivo su Ponzi e il suo schema, che riesce a fare incetta di fondi come mai prima d'allora. In quel periodo Ponzi riesce a raccogliere 250.000 dollari al giorno. Ma uno dei redattori del Post, non convinto, ingaggia un investigatore per fare luce sulla società di Ponzi.

Il Post contatta Clarence Barron, un famoso analista finanziario, per esaminare lo schema di Ponzi. Barron osserva che, nonostante i rendimenti fantastici realizzati dalla Securities Exchange Company, Ponzi non sta investendo nella società. L'analista nota poi che le attività della Securities Exchange Company avrebbero dovuto mettere in circolazione 160.000.000 Buoni di risposta internazionale, mentre ne risultano in circolazione solo 27.000, e le Poste statunitensi affermano che non ci sono stati acquisti ingenti di Buoni né in patria né all'estero. Inoltre, se è vero che il margine lordo di profitto nella compravendita di ciascun Buono è enorme, le spese che occorre affrontare per gestire l'acquisto e il successivo riscatto di tutti i Buoni, ciascuno di valore estremamente basso se preso individualmente, sono tali da erodere gran parte dei profitti.

Gli articoli causano un'ondata di panico tra coloro che hanno investito nella compagnia. Ponzi risarcisce $2.000.000 in soli tre giorni alla folla assiepata davanti al suo ufficio. Ponzi esce tra la folla, discute con le persone, offre caffè e ciambelle e le rassicura dicendo che non hanno niente da temere. Molti cambiano idea e lasciano i loro risparmi presso di lui.

Frattanto, i dirigenti delle Poste annunciano un cambiamento nei tassi di conversione postale, il primo da prima dell'inizio della guerra. Tuttavia, nell'annuncio viene dichiarato che i nuovi tassi non sono dovuti a nessuno schema, posto in essere, da individui o società, al fine di lucrare sulle differenze nei tassi di cambio.

Ponzi sta accumulando denaro, ma solo aumentando le passività: la cosa più logica sarebbe stata quella di trasportare il denaro fuori dagli USA, dove le autorità americane non sarebbero riuscite a recuperarlo; invece Ponzi resta fermo e continua a rimborsare gli investitori. Vuole sembrare il più onesto possibile e spera sempre di riuscire ad utilizzare il tesoro accumulato per iniziare un commercio legale che avrebbe generato rendimenti tali da permettergli di rimborsare gli investitori e far arricchire tutti. Tra le idee che gli frullano nella testa, c'è quella di comprare una nave da guerra e trasformarla in un centro commerciale galleggiante, per promuovere il patriottismo e il commercio vendendo beni prodotti in America. Tuttavia, come la maggior parte dei progetti di Ponzi, si tratta di un progetto folle e assolutamente impossibile da realizzare. Anche ipotizzando di poter racimolare i soldi necessari, il suo debito sarebbe nel frattempo cresciuto in modo abnorme prima che fosse riuscito a vendere un solo oggetto.

Nel frattempo, Ponzi aveva assunto un agente pubblicitario, un certo James McMasters, il quale presto diventa diffidente dei discorsi senza fine di Ponzi sui Buoni, visto anche il fatto che Ponzi era sotto inchiesta. Va al Post, dove dice che Ponzi è finanziariamente un idiota. Il giornale gli offre cinquemila dollari per la sua storia ed esce con un articolo in prima pagina il 2 agosto in cui si dichiara che Ponzi è irrimediabilmente insolvente e sull'orlo della bancarotta. Il 10 agosto gli agenti federali irrompono nella società e ne ordinano la chiusura, assieme alla Hanover Trust Bank. Non viene trovato nessuno stock consistente di Buoni.

Il 13 agosto Ponzi viene arrestato. Tra i suoi capi d'accusa si contano 86 frodi.

Nonostante tutto, molte persone credono ancora in Ponzi e se la prendono con gli ispettori federali che hanno indagato su di lui. Circa 40.000 persone hanno investito milioni nella società di Ponzi. Secondo le stime finali si tratta di circa 15 milioni di dollari (140 milioni di dollari ai prezzi del 2006). Molti di quelli rovinati nutrono una fede così profonda in Ponzi, o non riescono ad ammettere la loro stupidità, che continuano a considerare Ponzi un eroe.

Il 1 novembre 1920, Ponzi è dichiarato colpevole di frode postale e condannato alla pena di cinque anni da scontare in una prigione federale. Viene rilasciato dopo tre anni e sei mesi. Viene condannato ad altri nove anni dalle autorità del Massachusetts.

In attesa del processo di appello, paga la cauzione e una volta libero si trasferisce in Florida, dove, sotto falso nome (Charles Borelli), organizza una nuova truffa. Compra dei terreni a 16 dollari l'acro, suddivide ogni acro in ventitré lotti e vende ciascun lotto a 10 dollari, promettendo agli acquirenti rendimenti favolosi. Le autorità della Florida si accorgono presto dello scam organizzato da Ponzi e lo arrestano per frode, condannandolo ad un anno di reclusione. Ancora una volta, il 3 giugno 1926 Ponzi esce su cauzione e scappa in Texas, dove, rasatosi i capelli e fattosi crescere i baffi, cerca di imbarcarsi su un nave mercantile diretta in Italia. Ma il 28 giugno viene scoperto e catturato nel porto di New Orleans. Scrive un telegramma al Presidente Calvin Coolidge chiedendo di essere espatriato, ma la sua richiesta viene rifiutata e Ponzi viene rispedito a Boston per finire di scontare la sua pena.

Ponzi viene rilasciato il 7 ottobre 1934, dopo aver scontato sette anni di carcere. È immediatamente espatriato e ricondotto in Italia, non avendo mai ottenuto la cittadinanza americana.

Rose, la moglie, decide di rimanere a Boston, di non seguirlo in Italia e chiede il divorzio; nonostante questo, i due continueranno a scambiarsi lettere d'amore piene di speranza fino alla morte di Ponzi.

In Italia, Ponzi tenta di replicare diverse volte lo schema, ma senza fortuna. Tornato a Roma, si guadagna da vivere come traduttore d'inglese. Dal 1939 al 1942 lavora nella compagnia aerea di bandiera, l'Ala Littoria, per gestire i rapporti con Rio de Janeiro. Ma, durante la Seconda guerra mondiale, il Brasile entra in guerra contro l'Asse e Ponzi perde il lavoro.

Trascorre gli ultimi anni di vita in povertà a Rio, sbarcando il lunario con lavoretti. Nel 1948 ha un ictus, che gli provoca un'emiparesi sinistra e la perdita parziale della vista. Muore in un ospedale per poveri a Rio de Janeiro l'anno dopo, il 18 gennaio 1949.

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giovedì 15 ottobre 2009
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martedì 29 settembre 2009
  Io la conoscevo bene: Paola Chiaromonte



Gente che per essere qualcuno e apparire è disposta a tutto. Per farsi fotografare, farsi ammirare, far parlare di sè, finire sui giornali, cosa c'è di meglio di una bella festa pronta a trasformarsi in un bordellone gigante?
Una fanciulla, neppure ubriaca, si è fatta fotografare sul water, pardon, chiamiamo le cose col loro nome, sulla tazza del cesso, seduta e con le mutandine calate.




Saranno famose". E se lo dice l'obiettivo di Bruno Oliviero, alias "il fotografo delle dive", c'è da crederci. Ci hanno creduto le dodici modelle che hanno posato per lui nel calendario 2004 sotto il titolo, per l'appunto, "Saranno famose".
E allora cominciamo a ricordare i nomi di quelle che promettono di essere le famose di un prossimo futuro: Paola Chiaromonte, 23enne, napoletana, una passione che si divide tra teatro e sport.



Napoletana verace, Paola appare come una bellezza mediterranea intrigante e maliziosa. Un carattere dolce ed una
grande voglia di emergere nel mondo dello spettacolo. Vive tra Roma e Napoli e ha più volte dimostrato il suo talento in varie partecipazioni come attrice per alcune importanti Fiction.
Credi seriamente nelle tue capacità artistiche?
Ho piena fiducia nella mia scelta di intraprendere la carriera artistica e per questo frequentando una scuola di recitazione ritengo di aver affinato il mio bagaglio di conoscenze a riguardo ed il mio modo di recitare. Amo molto leggere testi di autore di un certo livello, a mio parere utile per crescere come artista.
Quali sono stati i tuoi ultimi lavori.
Ho partecipato interpretando un ruolo molto carino ad “Orgoglio” poi sono entrata nel cast di “Gente di mare 2”. Ultimamente mi sono cimentata in un cortometraggio per la regia di Giorgio Serafini che andrà su Internet. Spero al più presto di poter interpretare sempre più ruoli da protagonista. Ho fatto tanto teatro, è per me una grande passione e tutte queste esperienze insieme mi daranno quanto prima la possibilità di farmi notare.
Progetti futuri.
Dovrei iniziare la lavorazione di una Fiction a Settembre, ma per scaramanzia non ne voglio parlare.
Hai un “Lui” e come deve essere per te l’uomo ideale.
Attualmente sono single. Non amo molto i “bellocci” che se la tirano e preferisco l’uomo generoso, rispettoso ed intelligente, anche se meno bello!
Quale attrice ed attore preferisci tra i tanti artisti italiani.
Sicuramente la bravissima Giovanna Mezzogiorno e come attore Stefano Accorsi. Ritengo siano proprio “belli e bravi”,
come si dice!
Cosa ti aspetti dal futuro.
Che improvvisamente qualche regista si accorga che sono brava a recitare, e mi metta alla prova in un ruolo importante. Mi appello al detto sempre in uso: “provare per credere”.

Settembre 2008
http://www.viviroma.tv/upload/1229466015.pdf





Intervista a Paola Chiaromonte
Pratichi qualche sport?
Si, il nuoto e mi piacciono molto le arti marziali.
Che cos’hai dentro di te di napoletano?
Sicuramente la positività, la filosofia di vivere alla giornata e di prendere quello che ti viene, e come tutti i napoletani sono molto socievole.
L’amore che cos’è per te?
È la prima cosa, l’essenza della vita. Che sia l’amore per un’amica, per un figlio, per la famiglia o per un uomo.
Qual è la cosa che ritieni più bella del tuo viso e del tuo corpo?
Indubbiamente l’espressione dei miei occhi mi affascina molto, ed il fondoschiena che non è niente male!
Che tipo di film ti piacerebbe interpretare?
Sento di non avere nessun problema ad interpretare vari ruoli perché cerco sempre di immedesimarmi nella parte che interpreto.
Che carattere hai?
Allegro, volubile ma determinato.
Qual è il tuo uomo ideale?
L’intelligente, l’ironico, ma non il possessivo.
Sei gelosa?
Un po’, da buona napoletana, però lo nascondo bene perché capisco che non è costruttivo esserlo.
Cos’è per te la seduzione?
Un gioco di sguardi, qualcosa che o ce l’hai dentro oppure non la potrai mai acquisire.
E tu ce l’hai?
Ma, gli altri mi dicono che vedono in me questa seduzione, ma io mi ritengo una ragazza normale.
Ti piace fare la corte ad un uomo o essere corteggiata?
Mi piace farmi corteggiare e farmi sedurre.
Cos’è per te il sesso?
Dopo il mangiare è la prima cosa che mi piace fare, è un connubio che ognuno di noi dovrebbe avere.
Che lavoro stai facendo?
Una parte nella fiction “Gente di mare 2”.

Viviroma aprile 2007
http://www.viviroma.tv/upload/1229459288.pdf
 
venerdì 23 gennaio 2009
  e posso dire la mia su fiorella mannoia


la cifra stilistica di un uomo italiano è l'essere terrone.
la cifra stilistica di una donna italiana è l'essere allo stesso troia e vergine.
il traduttore di questo impasto di sangue, pizza e furberia è ligabue: dall'elettrorock a sex and the city, il turbinio della serendipity compresso nel cervello di un telefonino, con un riff di chitarra, proprio quello che si ascolta sotto, sempre quello, come a dire, ecco è ligabue.

io posso dire la mia sugli uomini
Qualche giorno è molto meglio
qualche giorno non mi sbaglio
vedo chiaramente quel che c’è
le colline, le vetrine
la mia stanza da imbiancare

la + bella canzone di fiorella mannoia l'ha scritta enrico ruggeri, si chiamava quello che le donne non dicono.
enrico ruggeri adesso non c'è +, non ha + i capelli, non ha + gli occhiali, non è + senza pancia, paga l'affitto.
non è morto quando doveva, come avrebbe dovuto morire tardelli subito dopo il gol dell'82, o chiambretti subito dopo il divano in piazza.
la vita si trascina, e ligabue è qui a dircelo: prende la + bella canzone di ruggeri, cantata dalla + bella cantante italiana, e gliela riscrive uguale, ma peggio, e il meta fortissimo è:
edoardo, i giorni sono passati, e quelli che sono rimasti sono proiezioni di rivivere di ricordi di un passato inventato.

ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo


tutti dobbiamo pagare l'affitto, ruggeri in tv, ligabue lo fa scrivendo senza ritegno: la tazza di latte, una coperta di troppo, le amiche che ridono, serena dandini, le foto delle vacanze, un marocchino tenebroso, una notte a puerto escondido.
là dove c'è l'uomo, là è l'imbarazzo: questo è ciò che resterà della nostra presenza nell'universo.

Qualche giorno è proprio meglio
ogni minimo dettaglio
sento chiaramente quel che c’è
le risate, le sirene,
le sorprese di un aprile
questo cuore che va bene già com’è
e profumi e odori


le notti di maggio che diventano le sorprese d'aprile, il cielo d'irlanda che diventano le colline e profumi e odori, il caffè nero bollente che diventa una tazza di latte e una coperta di troppo: tutto il tempo sbiadisce e nella copia di ligabue svanisce.
solo una cosa, monolitica, enorme, colossale: la fica di fiorella mannoia, che passando il tempo diventa milf monumentale, come kylie minogue, + di lei, + di qualunque cosa.
la pornografia sentimentale di questa canzone che risveglia il terronico maschio ancestrale, che torna a casa sporco di carbone e possiede violentemente fiorella nella cucina anche lei sporca di carbone, questa cucina che va a carbone e fiorella che spadella cantando questa canzone e il maschio terronico italiano che la stantuffa e dice che minchia dici, che minchia di canzone canti, e gode vedendo la donna finalmente ridotta a oggetto e la donna che gode dell'essere oggetto, al tempo stesso troia e vergine nel suo essere donna d'aprile indecisa e risoluta, nuda in un maglione troppo grande di lui, il superterrone.

Le mie amiche sanno stare
dalla parte dell’amore
tanto ognuna sa comunque
quel che sa.

Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l’ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l’ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
la tazza di latte che scotta
e quella coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.


ecco, stiamo bene come stiamo, io con i milioni e voi coglioni, dice luciano.
chisse se la vita è venuta, è passata, e tu dai vetri, e tu che non hai capito un cazzo, ti abbiamo impiegato da unieuro e quindi hai vissuto, stasera in un pub siamo tutti scarlett o'hara, nel prendersi e nel lasciarsi la legittimità di essere parte degli esseri umani.
non è così, davvero, ma le canzoni sono accomodanti, al contrario della vita, finiscono prima.

E posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l’ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l’ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.

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mercoledì 19 novembre 2008
  klaus nomi, valentine's day

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giovedì 13 novembre 2008
  Liberté égalité jet privé

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mercoledì 12 novembre 2008
  ildeboscio fc

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lunedì 27 ottobre 2008
  ascolta, fai, diffondi

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martedì 21 ottobre 2008
  UN GRANDE RITRATTO DI RAGAZZA, DONNA E MAMMA ITALIANA, CON TANTISSIMI DIFETTI MA SOPRATTUTTO TANTISSIMI PREGI
è per condividere con voi questa strana, pazza complicata vita, sotto questo cielo pieno di nuvole ma con un sole a volte radioso, che ci mettiamo le camicie, annodiamo le cravatte, aspettiamo i taxi, entriamo negli uffici, consegniamo le slide, e poi rapidi e veloci, alle sette della sera, via a casa x una rasatura, una spruzzata di davidoff sotto le ascelle, la fred perry e le camper, al corso di bachata e poi a bere qualcosa in un pub del centro.
grazie di esistere.
 
mercoledì 15 ottobre 2008
  quarte di copertina killer
GIANNI MIRAGLIA - SIX PACK
Cronaca da un anfratto della Milano che domina il mondo dei lavori "moderni". Protagonista un addetto alla progettazione di pupazzetti gadget per ovetti e merendine, quarantenne che cerca la salvezza nella sensazione che i suoi addominali reggano per sempre, come quelli del suo idolo Iggy Pop. Lo tiene in vita anche una regola tassativa che si è auto-imposto: avere rapporti sessuali almeno ogni 15 giorni. La sua figura muscolosa si staglia nel bianco asettico di un rinomato club multifitness. Attorno a lui sfilano le silhouette inamidate di dirigenti e professionisti, che di lì a poco comanderanno sedi multinazionali, studi legali e anche le sue ore lavorative. Un confronto ideale che qui li vede soccombere, perché uomini non in grado di sollevare pesi, ma solo capaci di sudare per corse aerobiche e stepper, oltre a farsi umiliare dai Personal Trainer che pagano profumatamente. Sullo sfondo la routine di neon e disinfettanti viene rotta dai monitor tv che celebrano, in un susseguirsi di TG, l'ennesimo attentato di matrice islamica a una capitale occidentale, oltre che dai ritmi leggeri e divertenti della colonna sonora scelta dalle ragazze della reception...

FEDERICO MOCCIA - AMORE 14
Carolina ha quasi quattordici anni. È unica, come lo sono molte ragazze di quell'età. È un momento magico. Ci sono le amiche con cui dividere i giorni e i sogni. Ci sono i primi baci rubati nella penembra del portone. C'è la musica che capita sempre al momento giusto e quelle parole che sembrano sempre parlare di lei. Poi ci sono le feste. C'è la scuola, ci sono gli scherzi tra gli alunni, a quel professore che è un soggetto, ma anche gli esami da preparare. C'è una nonna meravigliosa che la sa guardare in fondo all'anima. C'è un fratello leggendario che aiuta il suo cuore a sognare. E l'amore? Com'è per davvero l'amore? Ha forse gli occhi di Massimiliano, incontrato per caso? È quello l'amore? Chissà... Peccato che Carolina ha perso il cellulare e con il cellulare tutto quello che sapeva di lui. Però non ha dubbi, ritroverà quel ragazzo. E così, mentre sogna di arrivare presto tre metri sopra il cielo, la vita scivola spensierata tra le avventure di ogni giorno, tra le ombre della vita famigliare, ancora lontana dal sospetto e dalla sfiducia, accelera ogni volta che gfi affetti le aprono il cuore, si arrampica con agilità sulla speranza, sull'alba, sul futuro. La strada è lì, di fronte a lei, invitante, morbida, infinita. E Carolina è pronta a essere felice.

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sabato 11 ottobre 2008
  asti tuning pro


adri!:)

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sabato 4 ottobre 2008
 
 
giovedì 2 ottobre 2008
  ildeboscio, fighetto

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martedì 30 settembre 2008
  lezione di giornalismo: sbatti il mostro in prima pagina
 
sabato 27 settembre 2008
  in italia non ci si prende mai sul serio
 
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