lunedì 30 luglio 2012

proprio sposi!

con claudio

la sposa

l'anello
>
lo studio
maura ed edoardo

cena
>
maura, edoardo e nik

sposi!

io & maura

sabato 28 luglio 2012

oggi

oggi abbiamo tante cose da fare insieme oggi abbiamo tante cose da fare insieme:)


giovedì 26 luglio 2012

bella addormentata, teaser

e poi dicono che c'è la crisi, lavoro si trova, basta rimboccarsi le maniche

ottimo lavoro

neanche mezzogiorno

neanche mezzogiorno e mi sono già rotto i coglioni

il libro delle scuse ha poche pagine

mercoledì 25 luglio 2012

nozze

- Tu vai alle Nozze di Figaro?
 - No, me la cavo con un telegramma.

Io sono una persona seria, lavoro dalla mattina alla sera e non ho tempo per scrivere cazzate.

Caro Roberto so che tu hai semplicemente ripreso L'Espresso, pero' ti chiedo cortesemente di rettificare così come lo chiederò a L'Espresso. Io non twitto. Non ho twitter e a malapena so cos'è. Le frasi che avrei twittato sono in realtà citazioni dal mio libro "Hanno tutti ragione". Estrapolate dal racconto. Che ha tirato fuori qualcuno, non io. Io sono una persona seria, lavoro dalla mattina alla sera e non ho tempo per scrivere cazzate. 
Ti abbraccio. Paolo Sorrentino

martedì 24 luglio 2012

il flusso

il modello psicologico del flusso di Mihály Csíkszentmihályi

l'élite val bene una massa




Pietrangelo Buttafuoco per "la Repubblica"
C'è tutta una virtù accorta nel fare le nozze del glamour coi fichi secchi del consenso. È il salto che dalla nicchia porta alla massa. E tra gli irrinunciabili gadget di società non ci sono - pop a parte - solo le scarpe Camper ai piedi di più piedi, o gli accessori Muji, le carabattole giapponesi di cartoleria.
PIETRANGELO BUTTAFUOCO GIULIANO FERRARAPIETRANGELO BUTTAFUOCO GIULIANO FERRARA
Nella famiglia allargata del sentire comune, nel magma della contaminazione "alto-basso", ci sono, ovviamente, i libri. Gli Adelphi, innanzitutto, che si trovano perfino fotografati nei cataloghi dei mobili - foss'anche Aiazzone - a far bella mostra tra le mensole e le scansie del rateale è solo il libro Fabula, dall'ineffabile allure dell'editore più signorile.
APPLEAPPLE
C'è un quid di fattura molto esclusiva ma di gran consumo. A dettare lo Spirito del Tempo, anche in un senso più generale, è dunque l'inavvicinabile di massa: l'elitismo dato in aspersione alla moltitudine. Per dirla con gli iniziati, ad andare a ruba è l'esoterico: un patto di comunione plastica tra mente e oggetto, l'attesa eucaristia tra voga e orgoglio, qualcosa di più della Jacuzzi in leasing: il prontuario di affabulazione a uso di commercio, pensiero e ficaggine. E quel che realizza Adelphi - pop a parte - è un benemerito opificio di identità culturale in un'Italia da troppo tempo digiuna di umanesimo, figurarsi di Rinascimento.
Terrence MalickTERRENCE MALICK
Manco l'incomodo della soggezione, dunque, e ci si affatica di buon grado per imparare correttamente la pronuncia altrimenti ostica del nome di Wislawa Szymborska. La poesia, solitamente dimenticata nella periferia degli scaffali, è solo con lei che scala la classifica dei titoli più venduti. Adelphi discende dal proprio Olimpo di eccellenza per accomodarsi tra gli Inferi dei grandi numeri. Senza peraltro dismettere di qualità, anzi.
Adelphi è infatti un marchio che dà titolo ai titoli. Noi italiani leggiamo meno, ma molto bene. Ed è una caratteristica propria di questo catalogo riuscire a restituire il successo ad autori dimenticati e orbi di gloria altrove, come Curzio Malaparte e altri dannati. È il caso di Martin Heidegger, l'oracolo della Foresta Nera; e di Cristina Campo, che al fianco di monsignor Lefebvre fu la voce più potente della tradizione cattolica contro il Vaticano II; e di Henry Corbin, ancora oggi venerato a Teheran come il più santo tra i filosofi cari a Ruhollah Khomeini.
Harley DavidsonHARLEY DAVIDSON
Abili anche nell'operazione inversa, prendere libri di basso consesso e farne un blasone (ieri con Simenon, oggi con Fleming e la saga di 007), all'Adelphi sanno modellare a proprio capriccio quella misteriosa borsa degli intellettuali le cui quotazioni oscillano in modo imprevedibile e misterioso. La battuta d'obbligo: sono pagine da scuotere, non da shakerare - come il Martini di Bond. Ed è un contrassegno, quello di Adelphi - pop a parte - uguale al Papa: inavvicinabile, appunto, ma di massa.
Si è eletti in forza di una qualità, di una virtù o di un privilegio. Ed è una vicenda tutta italiana, quella di rinvigorire il languente mercato editoriale con operazioni ad alto tasso culturale. In principio fu Roberto D'Agostino, che, nel 1985, dai divani de "Quelli della notte", grazie a un tormentone in forma di recensione fece dell'adelphiano L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera il libro "dell'edonismo reaganiano".
ZAHA HADIDZAHA HADID
Giochi di sovrapposizione, forse. O, più propriamente, un dannunzianesimo della post modernità, di cui Adelphi è il cuore che ha arricchito il bagaglio dell'italiano medio col
Siddharta di Hesse e il new age sofisticato di autori come Fritjof Capria (Il Tao della fisica)
o Robert Pirsig con tanto di manutenzione di motocicletta e zen. Pure gli italiani alle vongole corrono a comprare libri di Joseph Roth o i vari Alla ricerca del predatore Alfa di David Quammen.
Ed è un'estetica tutta italiana quella dell'elitismo moltiplicato nella massa. Che ci farebbero allora qui, dunque, nel tascapane dell'italiano medio, tutti i taccuini Moleskine, feticci che quasi disegnano l'anima a chi li compra, nel solco di Bruce Chatwin, adelphiano va da sé?
casino-royale adelphiCASINO-ROYALE ADELPHI
Ci sono cosette, cosine e concetti nel disegno continuo del mondo. Tutto è Apple e non c'è altra Grande Mela che l'oggetto luminosissimo del desiderio. Adesso è perfino uscita una versione in forma di guaina della Moleskine per contenere l'iPad, e se questo non è cortocircuito, tra i pezzetti di realtà che fanno l'immaginario dello Zeitgeist, è certamente una contaminazione solida.
E commerciabile. Se solo ci fosse una Corazzata Potemkin, oggi Fantozzi, guardando il film dal proprio iPhone, ne apprezzerebbe la visione con sussiego. Lars von Trier è tanto difficilissimo quanto conosciutissimo con Melancholia e può capitare - com'è capitato, senza meraviglia, in un cinema di Bologna - che L'Albero della Vita, il film, di Terence Malick sia stato proiettato per un mese intero invertendo il secondo con il primo tempo senza che nessuno se ne avvedesse. Fu il contemporaneo del vestito nuovo dell'Imperatore. Nessuno vedeva che era nudo.
E nel progetto della contemporaneità ci sono cose perfette da cosare. L'esempio è giusto il coccodrillo di Lacoste: scappa dai toraci tonici dei tennisti e finisce sui rigonfi mammari di bolsi bagnanti. Harley Davidson dice tutto già nel suo slogan ufficiale, e il rombo per le strade delle numerose moto completa il quadro: "Una Harley-Davidson è molto più accessibile di quanto pensi".
Roberto CalassoROBERTO CALASSO
L'unico assunto del carisma irresistibile dell'idolo, il mistero del marketing, è quello di pervertire l'avanguardia. E siccome a diventare moda è solo l'anti pop, non sorprenda che all'Auditorium, a Roma, la musica classica per tutti e gli annessi eventi di cultura raffinata ed elitaria per tutti abbiano raggiunto la totalità del pallottoliere. Il jazz, genere un tempo considerato elitario, viene proposto in innumerevoli jazz-festival; Giovanni Allevi, annusato quale prodotto pregiato, veste di qualità la propria musica e va incontro al largo pubblico di bocca buona illudendolo di aver guadagnato il traguardo dello chic.
KunderaKUNDERA
Come la mistica dell'archistar, con Zaha Hadid che dà forma sensoriale alla massa, con tutti quei praticelli, al MAXXI, coltivati su pedane a forma di gobbe mobili da far scivolare qua e là, manco fosse un passatempo di lusso enfatico e costoso buono per risaliti. E lo stesso vale per la filosofia e per la letteratura, cui ormai ogni città italiana dedica opportuno festival.
Forse è solo un'estasi da gonzi quella dell'acculturarsi. Di sicuro è la prosecuzione del marketing con le armi del traguardo esistenziale. E lo chic, alla portata di tutti, è risolto nel trucco di fare delle cosette, delle cosine e dei concetti il cui design elitario accarezzi l'anima. E come il semi-vip ritratto nella rivista Parioli Pocket insegue la celebrity, così ecco fiorire i campi da tennis sui pontili delle navi da crociera, tutte a poco prezzo, tutte pronte all'inchino, e per trovare qualcosa che costi tanto ma che vogliono tutti bisogna andare da Martinetti & Grom, a Torino come a New York, dove fanno gelati che sono idee di gelato, uno squisito blasone di qualità.
DAGO A QUELLI DELLA NOTTEDAGO A QUELLI DELLA NOTTE
Sono servizi di massa che, come Groupon - il sito di acquisto collettivo in rete - , nell'offrire a pochi euro tagli di capelli o manicure culturali riducono il pathos della distanza, ribaltano la bellezza tracagnotta della tivù in una fonte di charme degna di Ines de La Fressange, offrendo a tutte l'approdo sociale esclusivo con la vertigine del consumo.
dannunzio brooksRDANNUNZIO BROOKSR
L'élite val bene una massa. Ed è anche così che l'eletto viene letto. Certo, quando è troppo letto lo scrittore eletto diventa subito reietto. Anche Guido da Verona, epigono di D'Annunzio, venne molto letto ma subito consumato e dimenticato, mentre il Vate, invece, smozzicato nelle citazioni, se ne muore dolcemente. Ecco, pop a parte, non sarebbe il caso che Adelphi lo ripubblicasse?

a san francisco affitto la macchina

lunedì 23 luglio 2012

la sera dell'addio al nubilato di maura

la sera dell'addio al nubilato di Maura non avevo comprato nulla per prepararmi cena a casa perché pensavo di andare a mangiare all'hawaiian party le pennette alla vodka di cui sono diventato addicted per il film di sorrentino, che poi è anche il menu che minaccio sempre a Maura:

sta di fatto che l'hawaiian party era solo ieri e quindi sono andato ai tre bicchieri a prendere un negroni, dove c'era un tipo che raccontava l'aneddoto definitivo di quando si prende l'ape con la gafi, che era: "praticamente mi telefona la coppia di filippini che tengo nella casa che ho  a [località di mare] tutta spaventata perché [evento naturale] . loro in filippinia non avevano mai visto [evento naturale], [risata grassissima]."
e dunque io ero lì che dopo ennemila sabati non ero con Maura e bevevo il negroni.
il mio addio al celibato non era stato un momento di solitudine, perché era stato troppo il piacere di cenare con michele, riccardo, stefano, alberto, e vivere l'assenza di nico, perché appunto il discorso assenza / presenza è una cosa che poi voglio approfondire più avanti, insomma, al mio addio al celibato mi aveva fatto piacere essere con gli amici che stimo e quindi non era stato un momento di solitudine, l'ultimo momento di solitudine prima di vivere per sempre con una persona, ma forse l'addio a qualcosa dovrebbe essere un momento di solitudine.
Sta di fatto che mentre ero lì ai tre bicchieri sono passati due miei compagni di classe del liceo, che in qualunque altra occasione avrei chiamato e salutato e con cui avremmo scherzato insieme, ma ho fatto quella cosa che solo i piemontesi sanno fare, ovvero cambiare anche strada per semplicemente non salutare persone che anche avrebbero piacere di incontrare, un po' come fa Pessoa nella Tabaccheria quando incontra Esteves.
Quindi l'addio al nubilato di Maura è stato un po' il mio addio all'idea di vivere da solo, e mentre ci pensavo mi veniva la sensazione di quando, dopo sei anni che lavoravo, mi arrivò la comunicazione dall'Ordine degli Avvocati che ero decaduto dall'iscrizione all'Albo: la constatazione di qualcosa che era già avvenuto e di cui non mi interessava più, sempre quel discorso di assenza / presenza che abbiamo detto voglio sviluppare più avanti.
Quindi, praticamente, come avrebbe detto il tizio che prendeva l'ape ai tre bicchieri con le gafi, il giorno dell'addio al nubilato di Maura, mi sono reso conto che già da tempo era impensabile vivere senza Maura, e che ormai anche l'assenza di Maura è vissuta in funzione della sua presenza, che poi la differenza tra assenza e presenza è un po' la differenza tra innamoramento e amore che abbiamo detto voglio approfondire più avanti.

domenica 22 luglio 2012

la strage di denver

I ragazzi americani (non solo loro, ovviamente) crescono attraversando una misteriosa fase di adattamento alla "normalità" adulta, nel corso della quale si possono produrre pericolosi cortocircuiti. E' una terra di nessuno che si analizza con disagio, perché, questa sì, ci coinvolge tutti - genitori, educatori, comunicatori. Si arriva presto alla riflessione sui meccanismi di esclusione che regolano la sfida competitiva a cui sono sottoposti i giovani. Che riguarda in particolare quanti dispongano di opportunità - un'educazione completa, per esempio - in coincidenza col periodo dello studio e della formazione e col posizionamento nella mappa del proprio ambiente sociale e professionale. Attenzione, avvisa il canone americano: se si resta indietro, se si perdono colpi, se si tradisce la norma, se si dirazza, se si viene individuati come anelli deboli, si va incontro al fallimento. Lì capita s'inneschino rabbia e disperazione, si ecciti la solitudine, il senso di persecuzione, il desiderio di vendetta. E in quei paraggi si sistemano le biografie di buona parte dei titolari delle stragi "giovani" degli ultimi anni. Burnout, a volte visibili, ma più spesso latenti o nascosti. Ragazzi convinti di non avercela fatta - con una geografia di colpe e rivendicazioni da sanare. E' possibile che in queste psicologie il mondo cambi tinte e distorca le proprie forme.

ciao romanone ti ricorderemo così

venerdì 20 luglio 2012

una modesta proposta sulla cooperazione e i cooperatori

rossella urru
il ritorno di rossella urru ci riempie di gioia, soprattutto pensando che invece di andare a fare compagnia agli anziani in un quartiere un po' malandato della sua città era fondamentale che si recasse nel sud dell'algeria ad aiutare le bimbe a pettinare le bambole.
ora, visto che per la sua liberazione sono stati pagati 15 milioni di euro, a cui possiamo aggiungere tranquillamente due milioni di spese varie tra affitto elicotteri, catering, feluche della farnesina, ecc. , e considerato che tra silvie varie, giuliane sgrene, attentatori di emergency ecc. si può quantificare un esborso annuo medio per lo stato italiano di circa 20 milioni euro, la mia proposta sarebbe che ogni cooperatore che chiede l'espatrio per andare a cooperare  riceva dallo Stato 10.000 euro una tantum per desistere.
Ipotizzando che ogni anno in Italia ci siano 500 nuovi cooperatori anime pie, che sicuramente raddoppierebbero una volta che si diffondesse la notizia del bonus da 10k anticooperazione, si può quantificare l'esborso dello stato in dieci milioni di euro, che vorrebbe dire dimezzare i costi di tutta la storia della cooperazione: un piccolo ma significativo saving, e soprattutto un ulteriore passo sulla via del buon senso.

la crisi come intercalare

usare la crisi come intercalare, la crisi al posto della mezza stagione.
se in discoteca non ci sono le cubiste dare la colpa alla crisi, se c'è traffico ad andare in centro dire e poi dicono che c'è la crisi.
non si sposa + nessuno, 5-10 anni fa c'erano ancora le donne, adesso non ci sono più perché c'è la crisi.
non nascono più bambini? è la crisi. baby-boom? è la gente che cerca di dimenticare la crisi.
l'euro perde rispetto al dollaro? è la crisi.
l'euro si apprezza rispetto al dollaro? sono loro che svalutano per continuare a vendere perché c'è la crisi.
c'è anche crisi della politica, anche grillo è già in crisi.


il futuro è l'unico posto dove possiamo andare

il futuro è l'unico posto dove possiamo andare
renzo piano

giovedì 19 luglio 2012

Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero 
Oscar Wilde