martedì 19 giugno 2012

Fabio Fazio, il festival in ginocchio

Fabio Fazio, un Sanremo in ginocchio da te
Svelato conduttore e cast del 63esimo festival di Sanremo 2013: sarà un festival popolare, guidato da Fabio Fazio nell'insolita veste di conduttore ma anche concorrente, che rispecchierà il vento di cambiamento con tanti interpreti non annoverabili tra i cantanti di professione, ma espressione della cosiddetta società civile.
Questa la lista delle sedici canzoni in gara:
Luciana Littizzetto: Walter e Iolanda
Roberto Saviano: L'uomo che inventò la Camorra
Sara Tommasi e Arisa: Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto (noi che non diciamo mai no)
Roberto Vecchioni: Mia figlia si sposa  (non più feste a casa mia)
Valter Veltroni: Le figurine degli anni '60
Gianni Morandi, Vittorio Emanuele Filiberto e Fabio Fazio: In ginocchio da tRe
Rita Levi Montalcini: A questa età
Antonello Venditti: Tutti amici
Matteo Cambi e Lapo Elkann: Ricominciamo
Tiziano Ferro e Antonio Cassano: Amici di versi bari
Caparezza e Nichi Vendola: Salento (terra di abbraccio verso un progresso solidale che non lascia indietro chi è malato di nostalgia)
Daniele Silvestri e Elsa Fornero: Il mestiere di non lavorare
Paolo Brosio: ultimo indirizzo, Medjugorje
Antonio Ereditato e Gabriele Cirilli: voglio tornà neutrino
Beppe Grillo e Heather Parisi: Cicale, ma anche le formiche nel loro piccolo si incazzano
Max Pezzali e Mauro Repetto: L'ultima cartuccia

euro2012



Imperdibile l'intervista Rai alla traduttrice ufficiale di Giovanni Trapattoni (traduttrice dall'italiano all'inglese e viceversa, niente illazioni). Il finale: «Ogni tanto si intestardisce, l'altro giorno voleva assolutamente che traducessi ai giornalisti irlandesi l'espressione capra e cavoli. E io: ma no, Mister, guardi che non significa niente. Ma lui non ne voleva sapere».

 Commento di Bonucci all'intervistatore RAI: "Balotelli stava parlando in inglese. Non lo capivo mica".

vice


Vice: variante adulta di quando a 10 anni si dicevano le parolacce per stupire mamma e papà

lunedì 18 giugno 2012

con teresa salgueiro a san damiano

con teresa salgueiro a san damiano

domenica 17 giugno 2012

è in corso una partita di calcio, signor presidente

Alla conversazione durante un party nessuno contribuisce più degli assenti.
Audrey Hepburn

doppia laurea

Una persona che ha 2 lauree è come una che ordina 2 pizze

sabato 16 giugno 2012

Hipster Fixed Gear Bike Fail

falcao

venerdì 15 giugno 2012

estetica di vasco rossi

Rossi, insomma, si iconizza, ben sapendo che il significato e la forza dell'icona stanno proprio nella sua riproposizione pura e semplice. E, difatti, il Blasco è, a furor di popolo rock e giovanile, un «mito», che abolisce ogni distinzione tra la propria vita reale e l' «opera d'arte» sul palco. Il rocker di Zocca è un «cattivo maestro» - detto, però, da sinistra. Il peccato strutturale del vaschismo consiste nell'avere abbracciato, dopo essersi presentato come un momento di rottura, la «logica dell'identico» e dell'eterna ripetizione di se stesso, secondo uno schema, alquanto banale, per cui la rivolta contro il «mondo borghese» passava per lo sbandieramento di una supposta idea di trasgressione (a partire dal consumo di droghe) e, scrivono gli autori, di un «inedito romanticismo della trasandatezza, della volgarità, della marginalizzazione sociale e dell'ignoranza». nsomma, niente di nuovo sul fronte italiano, e, anzi, nient'altro che l'ennesima manifestazione di anti-intellettualismo e di rigetto della cultura. Ovvero, una delle varie forme realizzate di egemonia sottoculturale. Alessandro Alfieri - Paolo Talanca, Vasco, il Male (Mimesis, pp. 128, euro 12)

Presentazione Underwear di Mauri e Schiavone con Stefano Massaron @ Carr...

euro2012

Noi contro il Trap, al massimo vinceremo per 2-1 in rimonta, con gol di Bonucci all’88esimo e corsa verso la panchina azzurra,  finale palpitante con i 6 minuti di recupero, rosso diretto a Motta che si attarda a battere la rimessa laterale, traversa dell’Irlanda, gol vittoria della Spagna e triplice fischio finale. Prandelli riesumato con un grammo di speed e trascinato a braccetto davanti le telecamere Rai, dove Cerqueti lo attende con il microfono in mano, tremante, l'abbraccio tra i due, le lacrime, l’orgia di commenti da studio, i paragoni con Bearzot, i complimenti di Napolitano, il telegramma di Monti, Berlusconi che ordina due olgettine travestite da Chiellini e Bonucci.
Segue monologo di Prandelli che racconta di come i suoi ragazzi siano riusciti a superare le immani difficoltà dovute al caldo, le scommesse, gli attacchi a Cassano, il catenaccio del Trap, Giaccherini che dal 21esimo del primo tempo accusava già i crampi ma lui non sapeva con chi cambiarlo, De Rossi sacrificato in porta, al posto di Buffon bloccato a letto dalle convulsioni, un fuorigioco che non c’era, segnalato al 2’ minuto del primo tempo e che avrebbe potuto cambiare le sorti della partita, il clima teso, il campo bagnato, la voglia di riscatto, la merendina fatta di pane e nutella, di quando avevi 15 anni e che non tornerà mai più.
In Italia caroselli di auto in festa, nell’orgogliosa attesa dei quarti di finale.



http://spaam.tumblr.com/post/25150590963/mi-sono-sposato-con-un-mediano-di-spinta

giovedì 14 giugno 2012

è l'italia

peccato non si veda bene il padre pio che campeggia sopra la scritta

non tamponarmi

 ma forse è psicologia inversa

la stampa low coast

intanto briatore intrattiene nuovi clienti

+ pirata o + bandito?

mercoledì 13 giugno 2012

noma, the staff meal

Noma: Staff Meal on Nowness.com.

fastweb: le prime 10 delle 1.000 ragioni per cui non diventare mai cliente


1. ordinare una chiavetta usb per collegarsi a internet e vedersene accreditate tre per errore dell'operatore.
2. metterci tre mesi per disdire le due chiavette di troppo.
3. dopo due anni, stufo della chiavetta con la connessione che va e viene, disdire anche la terza chiavetta. inviare un fax in cui dici chiaramente che vuoi disdire la chiavetta usb, e trovarti disdetto il contratto di telefonia fissa, internet e tutto quanto per un errore dell'operatore.
4. segnalare l'errore (dopo ore al telefono), per sentirti dire che l'unico modo per sanare il loro errore è perdere il tuo numero di telefono e attivare un nuovo contratto.
5. oltre a perdere il numero di telefono, dovresti andare in un negozio a torino a riportare il modem per riceverne un altro nuovo per posta, quando basterebbe riattivarmi la linea che hanno tolto.
6. cercare su internet e trovare migliaia di pagine di questo tipo .
7. gli operatori del call center che quando il problema è troppo complicato fanno cadere la linea.
8. gli operatori del call center che quando il problema è troppo complicato ti passano a un altro operatore, che ti chiede perché li hai chiamati, quando era stato il primo a chiamare te.
9. constatare che parlerai sempre con operatori che leggono per la prima volta il tuo caso, e non c'è nessuna possibilità di escalation della chiamata in maniera tale che qualcuno la possa risolvere.
10. constatare che tutti sono permeati della cultura di un'azienda il cui ex amministratore delegato ha un procedimento penale in corso per falsa fatturazione di servizi telefonici.

il bello è che io sarei disposto a pagare anche di più  purché mi ridiano questa maledetta linea, non ho voglia di fare denuncia, ecc. ecc.
lo dico anche agli operatori che mi telefonano: semplicemente ho constatato che non sono in grado di farlo, è agghiacciante, sembra di essere nel film Brazil.


Enrico Ruggeri & Fluon - POLVERE - Official Video

pranzo al noma


Cose sul Noma che sanno tutti: uno dei primi (il primo stando alla classifica 50 Best Restaurants) ristoranti al mondo, è stato pionere della Nuova Cucina Nordica. Lo chef, René Redzepi, è stato alcuni mesi fa sulla copertina di Time, incoronato “Eroe dellocavorism” – che sarebbe più o meno il km0.
Io ci ho pranzato la scorsa settimana e ho appreso così alcune altre cose. Vorrei dirvele tutte ma sono più dei 25 piatti del menu degustazione. Vado?
La cucina del Noma si basa su materie prime della Scandinavia, e molti degli ingredienti sono raccolti nel raggio di pochi minuti di strada dal ristorante, situato su di un’isola nel centro di Copenhagen. Nella bella stagione, le mute di stagisti –non retribuiti, sono sempre circa una trentina di persone da tutto il mondo– escono la mattina in bici dietro a uno degli chef e vanno a raccogliere fiori, radici, bacche, germogli.
Pranzare al Noma vuol dire essere sbalorditi.
noma, ristorante, piatto
Quando vado al ristorante e mi viene descritto un piatto, in genere capisco cosa mangerò. Qui non è così: non conosco almeno metà degli ingredienti delle preparazioni. “Questo è Æbleskiver e muikku”, mi spiega il cameriere.

Io annuisco ma batto ripetutamente le ciglia in un modo che tradisce la mia totale incomprensione. “Vuole che parli più lentamente?” si offre lui, sollecito. “È tipo un krapfen?” tento io. “Non so cosa sia un krapfen” replica lui. 
Si mangiano bacche, erbe, radici, germogli, uova, frutti di mare, pesce. Il talento di René Redzepi sta nell’aver creato una cucina basata sulla generosità della natura – pochi ingredienti sono stati coltivati o allevati – in un luogo che invece appare, a un occhio disattento, molto avaro per via del clima rigido: anche questi primi giorni di giugno, quando a Milano faceva già molto caldo, a Copenhagen servivano soprabito e una sciarpa, e per tre giorni non c’è stata una spera di sole.
Per certi versi, la cucina del Noma è una cucina severa: le note prevalenti sono l’acido -bacche, frutti acerbi, crème fraîche- e l’amaro – radici, fegato di merluzzo, aghi di pino. È una cucina poco rassicurante – si potrebbe dire che è una cucina per adulti.
Eppure è una delle cucine più ludiche in cui mi sia mai imbattuta: i piatti ti ingannano, ti prendono in giro, ti invitano a giocare. Le cose non sono mai quello che sembrano. Molti dei piatti, tra cui la tartare di manzo e acetosella, si mangiano con le mani – e allora forse è anche un po’ una cucina da bambini, o almeno da quei bambini che stanno dentro agli adulti.
Focaccina, malto, ginepro, piatti, noma, ristorante
Il primo antipasto, Focaccina al malto e ginepro, è più mimetico dell’insetto stecco, più elusivo del camaleonte. Sta nascosto nel vaso di fiori che decora il tavolo.
licheni, piatto, noma, ristorante

A seguire, c’è un piccolo ciuffo di licheni, alimento base della dieta delle renne, fritto. Viene portato in tavola appoggiato sul muschio: quando il cameriere mi porge il piatto, mi dice una prima volta di mangiare solo il lichene. Prima di andarsene, mi ripete: “SOLO IL LICHENE”. 
cozze, piatto, ristorante, noma

E ancora: un intero piatto di cozze – ma sono tutte vuote, tranne due: e la conchiglia è commestibile.
Ravanello, terra, erba, piatto, ristorante, noma, rene redzepi

Per mangiare “Ravanello, terra e erba”, bisogna cavare la pianta dalla “terra” (malto, in realtà) del vaso in cui viene portato in tavola.
langoustine, rene redzepi, noma, ristorante, piatto

La langoustine, una sorta di enorme scampo, sta adagiata su di una roccia, punteggiata di una crema a base di alghe. Va – anche lei – mangiata con le mani. È buonissima, un frutto di mare perfetto: e anche uno dei pochi piatti facilmente riconoscibili. 
asparago, pino, noma, rene redzepi, ristorante, piatto

È il turno di ”Asparago e pino”: asparagi bianchi su crema di asparagi verdi cotti alla griglia, con un ciuffo di aghi di pino novelli. Nel piatto c’è anche un rametto di pino. “Quello non lo mangi” mi dice il cameriere. “Anche se in realtà potrebbe, ma ci metterebbemolto“.
I dolci non sono davvero dolci. Sono – ma ormai lo avrete indovinato – amari e acidi.
budino, yogurt, amaro, erbe, Gammel Dansk, noma, dolce, rene redzepi, ristorante
Il primo dessert è un budino di yogurt con l’amaro di erbe Gammel Dansk. 
Albero, pere, dolce, noma, rene redzepi

A seguire, Albero di Pere – anzi: “Albero di pere!”, con il punto esclamativo. Una mezza pera grigliata accompagnata da un parfait al pino. Di pino! (punto esclamativo aggiunto da me).
rabarbaro, crema, latte, dolce, noma, ristorante, rene redzepi

L’ultimo dolce – rabarbaro e crema al latte – è quasi dolce: merito di quello che sembra un crumble, ma sono invece briciole di formaggio stravecchio. Irresistibile.

Questi piatti non assomigliano a nulla di già mangiato. Sono radicalmente altri: non offrono appigli per la memoria, non si confrontano con precedenti. L’altra faccia della medaglia della libertà che lo chef si prende è la libertà che offre: l’ebbrezza di fare un’esperienza del tutto nuova.
In confronto alla cucina, la carta dei vini è quasi rassicurante: molti nomi noti del naturale, ricarichi piuttosto alti. L’abbinamento al calice ci ha consentito un bellissimo percorso che ha compreso solo vini bianchi, tutti naturali: quasi solo Francia, con incursioni in Germania e in Austria.
Il menu degustazione costa circa 200 Euro, l’abbinamento al calice 125. Noi abbiamo speso in due 550 Euro, con un po’ di sconto.
[Crediti | Link: Dissapore, immagine Noma: Getty, immagini piatti: Sara Porro]

martedì 12 giugno 2012

figli dei baustelle


guida supercompressa al pop indipendente italiano a cura di Enrico Veronese

Tagliare subito la testa al topic è uno sporco lavoro ma lo devo pur fare, un indizio “severo ma giusto” di ciò che aspetta nelle prossime righe. Checché possa apparire cool per simpatia o malcompresa sovraesposizione, la musica indipendente italiana è uno stagno profondissimo verso il basso e piuttosto chiuso verso l’alto, poco comunicato e meno ancora cittadino dell’immaginario collettivo, rispetto ai Paesi anglofoni dove il rock e i suoi derivati hanno una tradizione consolidata oppure hanno goduto -Belgio, Islanda, Svezia- di sostegni pubblici e privati. Eppure, senza cercare manco troppo fra le pieghe, in tale esiguo contesto continua ad annoverarsi la speranza verso l’innovazione e la rigenerazione di un patrimonio che sta a cuore a chiunque canti sotto la doccia, in auto, nelle dediche sentimentali o negli inni social-popolari gridati assieme agli Zen Circus. Nelle ultime settimane, 15mila persone in due giorni hanno scaricato “Con due deca”, compilation di tributo agli 883, inopinata fonte (o ascendenza proibita) per non pochi degli attuali sbarbi sugli specchi, portati alla ribalta generale oltre il confine del proprio subgenere: ripartiamo da qui, per un’esposizione che da subito non vuol essere esaustiva delle forze sul campo. Anche se è palese come il 2007, anno di flesso verso un mezzo Eldorado collettivo allora considerato possibile, sia ormai lontano cinque anni. Luce.
In principio furono i Baustelle, o meglio il loro passaggio dal bagnare i sogni post-adolescenziali di un discreto nugolo di giovani bohemien al commercio di massa, come se ogni prodotto con un prezzo apposto sulla superficie non fosse già in partenza destinato ad essere incompreso -quando non travisato- da un pubblico che il musicista non può più scegliersi. Chi gridò al tradimento (“voi gridavate cose orrende e violentissime”… solo che eravamo noi) preconizzava cosa sarebbe stato nei suoi pensieri, l’overground che fagocita simboli e temi delle autoproduzioni: in altri termini, la naturale evoluzione del recruitment dei talentuosi, della cooptazione degli ottimati, tanto più in perfetto ambiente pop e radiofonico. Di “nuova musica leggera” parla spesso Matteo Zanobini, uno dei più lucidi per visione tra i nuovi discografici, che ha dato alla sua Picicca Dischi contenuti coerenti e forme eclettiche nel solco del genio italico, dal best seller Brunori Sas ai brillanti Carpacho!, passando per i krismatici Le Rose, la sontuosa voce di Dilaila, i Fitness Forever dal cuore di panna, la ragazza cattiva Maria Antonietta che va in paradiso a dispetto dei santi e un Dimartino che si candida, col tempo, a occupare il soglio lasciato vacante dal povero Lucio Dalla. Del resto, alle etichette mainstream manca il ripescaggio del concetto di repertorio, caro alle fortune nazionali, ovvero uno stock di autori di testi di alto livello -sull’esempio di Sergio Bardotti – chiamati a operare in simbiosi con eccelsi produttori artistici, al servizio di voci cresciute sui palchi, comunque lontano dai talent show imperanti.
The Van Houtens
The Van Houtens
Ma anche se i grossi dobloni delle major declinanti vi risiedono, e pagano profumata pubblicità ai media ubicati nel raggio di due km o due aperitivi, distopicamente Milano non è affatto al top per quanto riguarda il movimento in Italia. I suoi locali chiudono in progress, l’ondata musicale scantona in un buco nero dopo l’immanenza del rock italiano anni Novanta, muoversi per spotlight conviene: se Bologna è stata fondativa per la koiné, con locali, etichette e radio a remare in una direzione, oggi pare abbia perso un poco il passo, sospesa tra gli hipster tardivi delle notti “matricolate” al Covo e il genio anarchico di Trovarobato e Spore, a tutto vantaggio di una Romagna felix che si stringe attorno al Bronson d’inverno e all’Hana-Bi (bagni 72, Marina di Ravenna) d’estate, ora che il MEI ha perso di significato col trasloco in Puglia, non fosse sufficiente il ritiro delle etichette, sua ragion prima d’essere un tempo. Ma su tutto e su tutti -canterebbeDente, tra gli elementi più in vista di questa rénaissance, mogol dell’amor cortese su letti precari di case in cui vivere tre mesi ad andar bene- vince la provincia: la Mecca della musica indipendente italiana è senza dubbio Brescia, parlarne in chiave di namedropping sarebbe tortuoso, con una trentina di band di rilievo anche sovranazionale, etichette perspicaci, un giro di locali sempre pieni di pubblico ai concerti, la storica e libera Radio Onda d’Urto a spingere, aiuti reciproci a fondare una consapevolezza di “scena” difficilmente replicabile nel breve termine. Ci sta provando ad esempio Pesaro, vocata a un certo spirito new wave da spiaggia, tra il surf wilsoniano dei Karibean e l’algido triangolo Cure dei Be Forest, attraverso la giocoleria Camillas e una figura catalizzante come il disegnatore Alessandro Baronciani, icona generazionale nonché frontman degli haiku-punkster Altro.
Dove sono finiti tutti? In televisione, giusto qualcuno: il jingle di “Midnight revolution” (…a Toys Orchestra, probabilmente la migliore delle band nostrane col passaporto vistato) impazza con Fabio Volo su Rai Tre e al Primo Maggio dei sindacati, ove l’istrione Lorenzo Kruger dei Nobraino vestito da soldato si rade in diretta davanti a mezzo milione di persone fisiche gratis ma paganti volentieri l’Irpef alla sua “Mangiabandiere” che lascia come ultime volontà le poesie di Vian. E Colapesce sbarca in tarda serata a contraltare Marco Giusti su “Stracult”, interpretando alla sua maniera uplifting oscure trame dei film di serie Subbuteo: il giovane Lorenzo è tra gli esponenti di punta dell’ascendente 42 Records, parto del giornalista e blogger Emiliano Colasanti e del tecnico audio e produttore artistico Giacomo Fiorenza, che da qualche tempo le imbroccano tutte, a partire -per lustro- dalla scommessa vinta su I Cani, one man project presto allargatosi per le esibizioni dal vivo, macchia di leopardo da Roma Nord alle vette di iTunes e al sold out quasi ovunque sulla scorta di brani synthpop che garbano ai propri ascoltatori perché parlano dei propri ascoltatori, potenziali Asperger quando non fondamentalmente bipolari. E cosa poteva scoppiare in Italia, se non la band electropop teatrale e discorsiva che, toh, senza imitare i Cani va a pescare nello stesso stagno che sappiamo angusto? Da Bologna ecco Lo Stato Sociale, ironia feroce e suoni da pochi soldi, attitudine al comizio e postmodernità avanzata nell’artwork: “Sono così indie” non fa prigionieri, eppure al termine dell’esecuzione si resta sempre con un ovo sodo in gola che non va né giù né su. Li produce Garrincha Dischi, che dal capoluogo emiliano dirama una nutrita serie di progetti e compilation, ripescaggi e uscite rapide come conigli: gli ispirati Chewingum, il ponderoso Nel Dubbio, i Walrus brit-friendly e soprattutto l’unicum ManzOni (collettivo post-rock di quattro chitarristi che esaltano i testi sofferti e introspettivi del 59enne Gigi Tenca, non è un refuso) sono i prossimi sulla rampa di lancio. Attraversando il grande fiume, fratelli di rischio sismico si incontrano a Mantova con Foolica Records, impresa folle di tre amici che nel corso di pochi anni ha messo in piedi un roster di tutto riguardo, nel tentativo di imporre anche fuori confine alcune eccellenze trasversali: una band per tutte i The R’s, finiti sull’etichetta americana di National Geographic.
Amor Fou
Amor Fou
Onomastica, suggerirebbero gli Offlaga Disco Pax. I nuovi gruppi si chiamano come un curioso incrocio tra gli anni del beat e quelli del prog: L’Orso, Il Pan del Diavolo, Le Case del Futuro, Il Triangolo, Officina della Camomilla, Casa del Mirto, i quali ultimi raccolgono il testimone della blog-xploitaton fuori porta -che appartenne a Banjo Or Freakout- ospitando nella baita trentina di Mashhh! Records oltre che sui supporti virtuali i nomi caldi del chillin’ dream pop d’oltreoceano, facendo marameo alla provincialità da birreria dei conterranei televisivi Bastard Sons of Dioniso. La ditta produce solo vinili, cassette e mp3, da vendersi ai concerti e per corrispondenza, in un rapporto 1:1 recuperato all’obolo che altrimenti sarebbe da versare a distributori e negozi, sempre più vuoti e polverosi; scollinando senza fretta le Alpi, tenendo in disparte le conseguenze dell’amore tormentato, difficile, territoriale dei bravissimi Non Voglio Che Clara (bellunesi) e Valentina Dorme (trevigiani), la pedemontana si adegua ai tempi che cambiano puntando tutto sulle canzoni singole. Così i Diva, tra Vicenza e Padova, trascorrono le prime ore della notte davanti “Io Tv” su Retequattro per estrapolare pattini a rotelle d’epoca, cotonature micidiali e teatri Petruzzelli in Azzurro, filologi della via nazionalpopolare al brit-floor: loro autore è Davide Golin, che si sta ricavando un suo spazio nella narrativa di formazione col romanzo “Pablito mon amour” sul significato di vivere nei Berici sotto il regno di Paolo Rossi, a pochi anni d’età. E addirittura alle soglie della laguna, i No Seduction perseverano nel rilasciare i brani parcellizzati alla mercè della Rete, remixabili e senza un disegno d’album ad ora compiuto né un committente, se non il gusto di mettere assieme LCD Soundsystem, Hercules and Love Affair, Beastie Boys e Gorillaz in un power trio di lotta e di governo.
La strada buona può essere anche quella della pubblicità, come parrebbe illuminare “It’s a beautiful day” dei verbanesi Van Houtens, prima lanciata dallo spot McDonald’s, e solo anni dopo inserita nel primo, ottimo album del quadrato Alan Rossi macinasingoli; magari Michele Bitossi -pure nelle librerie con “Piccoli esorcismi tra amici”, raccolta di racconti brevi- storcerà il naso, lui che coi moniker Numero6, Mezzala, Nome, spesso e volentieri ha cantato le contraddizioni del proprio ruolo di artista dotato ma senza grossi budget a disposizione (“Rocker carbonaro” e “Il personaggio” sono pungenti e caustiche quanto veritiere ed amare). Ma se al 2012 viene chiesto di offrire un solo nome, un solo crack, è agliAmor Fou che bisogna rivolgersi: “Cento giorni da oggi” riprende il discorso dei “Moralisti” arricchendolo di un viaggio in Africa e di un bagno sentito quanto opportuno nei suoni e nei contesti che altrove fanno la coesione del pop di qualità, risultando a un tempo fotografici, induttivi nello storytelling, in linea temporale perfetta con le esigenze dei propri ascoltatori e di chi dalla musica cerca di trarre prospetti di lettura della realtà antropologica circostante, vintage attuale o futuribile che sia. In misura minore, ma accostandosi al mood e con buone frecce al proprio arco, un aperitivo all’ingresso in tale atmosfera può essere delibato al chiosco dei gardesani Intercity, abili nell’assemblare un discorso che prende le mosse da riferimenti colti e dalla poetica del Novecento per immagini, entro un costrutto digitale per analogia. Nel mentre, sotto scala, già serpeggia un’ultima tendenza destinata a contaminare le abitudini etiche ed estetiche dei metropolitani curiosi: si chiama “sea punk”, e dietro la simbologia ittica e i colori vivaci porta avanti un’elettronica fossile disturbata da screzi shoegaze, prodromi alla witch house eclissatasi giovane, a incontrare il gusto delle ragazze dai capelli verdi che passano il tempo sulla piattaforma Tumblr. Tra i suoi interpreti nella Penisola, il duo parmigiano The Gordon Setter, ventidue anni lui (autore e tastierista) e diciotto lei, bassista: come Moroder e la compianta Donna Summer, cantano in “Tropical nights”, ed è davanti alla generazione nata a metà anni Novanta che si spalancano le porte dell’affermazione nei canali ruggenti, senza che i fratelli maggiori abbiano avuto analoghe chance, limitandosi a guardare con benevolenza -e un pizzico d’invidia- questi testimoni del qui e ora.

lo stato sociale tour 2012

‎"Lana Del Rey plays Lo Stato Sociale tour estivo 2012"


13/06 Bologna "P.zza Verdi"
14/06 Ferrara "SOTTOMURA di Porta San Pietro" ANNULLATA
16/06 La Spezia "InDIeAlma"
17/06 Segrate (MI) "MiAmi @ Magnolia"
21/06 Forlimpopoli (FC) "Festa Artusiana"
22/06 San Rigo di Rivalta (RE) "Indiewood"
23/06 Recoaro Mille (VI) "Babylonia"
29/06 Bucine (AR) "Ne Pas Couvrir Festival"
30/06 Bussero (MI) "Reggae Rock Festival"
05/07 Giulianova (TE) "Officina Street Festival @ L'Officina (L'Arte e i Mestieri)"
06/07 Castel S.Pietro Terme (BO) "INDIGEST FESTIVAL @ Arena Comunale"
07/07 Terni "Ephebia Festival"
08/07 Torino "Spaziale Festival"
12/07 Cuneo "Nuvolari Libera Tribù"
13/07 Santorso (VI) "Ingrumà Festival"
14/07 Gazzada Schianno (VA) "GaSch Music Festival"
15/07 Arezzo "Arezzo Wave - Psycho Stage"
18/07 Correggio (RE) "Festa de L'Unità"
21/07 Roma "Supersanto’s - San Lorenzo Estate"
24/07 Vimercate (MI) "Trullallero Festival"
25/07 Marghera (VE) "Venice Festival"
28/07 Lamezia Terme (CZ) "Enjoy Lamezia Festival"
29/07 Mesagne (BR) "Baccatani Wave c/o Villa Cavaliere"
01/08 Agrigento "MOJO"
03/08 Catania "BarbaraBeach"
04/08 Siracusa "Lo Spazio"
06/08 Messina "LIDO HORCYNUS ORCA"
11/08 Fara Vicentino (VI) "Anguriara Fara"
12/08 Castellina Marittima (PI) "Musica W Festival"
14/08 Castelfranco Emilia (MO) "Bosco Albergati"
15/08 San Benedetto del Tronto (AP) "Geko"
16/08 Montebello di Bertona (PE) "Rock Your Head"
17/08 Carrara (MS) "Pollege Festival"
24/08 Molfetta (BA) "Aritmia Mediterranea c/o Anfiteatro Di Ponente"
25/08 Novedrate (CO) "XVI FESTA ROCK DI NOVEDRATE"
26/08 Perugia "Festival RockDocLive di Montefalco"
01/09 Crema (CR) "Festa del PD"
02/09 Sesto San Giovanni (MI) "Carroponte"

Umberto Eco e Asti