ONG: organizzazioni nate per dare un lavoro a chi non serve
domenica 11 dicembre 2011
la prima impressione
Ci si deve fermare alla prima impressione di una persona, perchè è quella giusta e si evita di perdere tempo prezioso.
sabato 10 dicembre 2011
gli articoli della lastima
La corriera viola della Trentino Trasporti era il suo passaporto per la libertà. Trenta chilometri per arrivare a Trento, alla scuola professionale per diventare parrucchiera, alle amiche, al panino da mangiare al bar, alle sigarette da fumare ai giardinetti e soprattutto a lui, il suo grande amore. Sara - chiamiamola così, ma certo questo non è il suo nome - a sedici anni ha scavato ogni giorno di più la distanza tra il piccolo mondo con i filari ordinati delle viti dove c'è la sua casa, la mamma impiegata, la sorella maggiore che era quasi una seconda madre, e la città dove finalmente si sentiva grande.
Una donna, non una bambina. Una donna che poteva fare e decidere di testa propria. Una donna che, quando ha scoperto di aspettare un bambino, ha deciso che quel figlio lo voleva a tutti i costi.
Adesso quel bambino, che è ancora solo dentro di lei e che ancora non è un bambino fatto, l'ha portata in tribunale. Perché i suoi genitori, separati, ma per una volta profondamente d'accordo, non ne vogliono sapere. Troppo giovane lei; soprattutto troppo incerta la vita di lui. "Devi abortire", le hanno detto. Ma Sara ha risposto di no.
Loro hanno insistito, hanno passato serate estenuanti a discutere, hanno messo in mezzo perfino la sorella grande, l'hanno implorata di pensare al suo futuro, hanno ripetuto all'infinito quello che dicono tutti i genitori: è per il tuo bene. Hanno provato a controllare la sua vita, ad accompagnarla a scuola per
restringerne la libertà. Ma non è servito a niente. E allora, disperati, come se la corsa contro il tempo non permettesse altra via d'uscita, hanno pensato che potesse essere un giudice a decidere che quel bambino non deve nascere. "Deve costringerla". Così adesso vogliono portare loro figlia in tribunale, perché di quel nipote non vogliono neppure sentir parlare.
Così questa storia d'amore un poco disperata e un poco maledetta, arriva al Tribunale dei minori. Se Sara ha sedici anni, una casetta ordinata, una vita che scorre sui noiosi e tranquilli binari della ricca provincia trentina, lui ha appena compiuto i diciotto e una casa non l'ha mai avuta. Non qui, almeno. È arrivato dall'Albania che era un ragazzino, da solo, e non ha avuto mai neppure un lavoro. Si è arrangiato in qualche modo, e gli è capitato anche di sbagliare: vive in una comunità e ha una lunga lista di piccoli precedenti. È innamorato di Sara, dice; ma i genitori hanno trovato sulle braccia di lei dei lividi inequivoci. L'hanno vista piangere, perché era stata maltrattata. Hanno ascoltato la sua rabbia, quando non ne poteva più delle scenate di esasperata gelosia. Per impedire a Sara di parlare con gli amici, lui, il suo ragazzo, le aveva perfino sottratto la scheda del telefono.
Quasi un anno fa, era già successo: Sara era rimasta incinta e non era stato facile neanche allora convincerla a prendere la pillola del giorno dopo. Stavolta, però, non ha voluto rischiare: non ha detto niente ai genitori e solo i suoi malori misteriosi, le mestruazioni scomparse, la nausea ogni mattina, hanno aperto gli occhi alla famiglia sulla nuova gravidanza. E stavolta anche sulla sua ferma decisione di non interromperla. È una modalità che la legge 194 non contempla: nel caso di minori, si pensa sempre che quelli da convincere siano i genitori. Perché la volontà della madre, e pazienza se è una mamma-bambina, nessuno pensa possa essere coartata.
Fabio Biasi, il pubblico ministero che ha seguito il caso, ha dovuto alzare le mani: non c'è spazio per la legge, non si può ordinare un aborto per sentenza. Interrompere una gravidanza è un diritto, non può certo diventare un dovere. Non è una faccenda da aule di giustizia, questa; se ne devono occupare i servizi sociali. Sul tavolo del magistrato ci sono anche le altre due richieste avanzate dai genitori: se questo aborto non si dovesse fare, allora, almeno, ci sia un provvedimento che ordina l'allontanamento dei due innamorati: non debbono più vedersi, sostiene la famiglia di Sara. E ancora: se questo bambino, nonostante tutto, nascerà, sia almeno impedito al padre di dargli il suo nome.
Un muro si è alzato in questa famiglia: da una parte un'adolescente con le fragilità e le spavalderie di questa età; dall'altra gli adulti che sono certi di vedere più lontano. Nel nome dell'amore, lei dice che cercherà un lavoro, che insieme troveranno una casa e cresceranno quel bambino. E invece loro, i "grandi", nella sfera di cristallo del futuro vedono solo il nero. Non potrà essere la legge, però, ad aiutarli.
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/09/news/ragazzina_aborto-26317910/?rss?ref=rephpnews
venerdì 9 dicembre 2011
commesso footlocker
quella scatola marrone
puzza di stagno, è vuota
che tra un dente e l'altro
c'è il cartone
e tu, commesso di footlooker,
per scoprire in magazzino
di altri numeri, di altre fogge
tuffati in un mare di castagno
tra suole e molle splendide da amare
che a niente servirebbe il dolce bagno
se non per lacci e numeri trovare
tuffati in un caldo di palude
che qui la bocca timida riposa
la lampada rimbalza nella stanza
i manichini rotti, ancora in posa
scappa dai sorrisi d'impazienza
dai brutti stanchi piedi vanitosi
dei ragazzini a punta, la scemenza
dei chewingum, dai chupa chupa rosa
ma a niente servi stupido commesso
la gente per le strade, come fiumi
le futili promesse hanno già smesso
di crederti,
che dietro triste fumi
arnaudo
giovedì 8 dicembre 2011
le dieci cose da dire per avere sempre ragione, altro che schopenhauer
1 dare del contadino
2 dare del povero
3 dare dell'arretrato
4 dare del provinciale
5 mandare affanculo
6 incolpare l'interlocutore che lavora troppo poco / troppo (a seconda)
7 dare del bottegaio
8 dare del terone / italiano(a seconda)
9 incolpare l'educazione cattolica / laica (a seconda) dell'interlocutore
10 rifiutarsi di spiegare la propria posizione in quanto l'interlocutore non può capirla / invitare a ignorare l'accaduto in quanto non si è in grado di comprenderlo
2 dare del povero
3 dare dell'arretrato
4 dare del provinciale
5 mandare affanculo
6 incolpare l'interlocutore che lavora troppo poco / troppo (a seconda)
7 dare del bottegaio
8 dare del terone / italiano(a seconda)
9 incolpare l'educazione cattolica / laica (a seconda) dell'interlocutore
10 rifiutarsi di spiegare la propria posizione in quanto l'interlocutore non può capirla / invitare a ignorare l'accaduto in quanto non si è in grado di comprenderlo
mercoledì 7 dicembre 2011
se l'italia va male
Se l'Italia va male, una qualche ragione ci sarà pure.
Aldo Grasso
http://www.corriere.it/spettacoli/11_dicembre_06/brachino-e-l-ipocrisia-su-zio-michele-aldo-grasso_921c57b0-1fd8-11e1-9592-9a10bb86870a.shtml
Aldo Grasso
http://www.corriere.it/spettacoli/11_dicembre_06/brachino-e-l-ipocrisia-su-zio-michele-aldo-grasso_921c57b0-1fd8-11e1-9592-9a10bb86870a.shtml
Kuoki, sushi a Torino
Nanni Moretti quando è a Torino ci viene sempre, sarà per i tavoloni alti dove si mangia insieme stile scena "Vito sa fare molto bene il giovane" di Ecce Bombo.
Tra l'altro il locale è ristrutturato molto bene, sfruttando al meglio il pochissimo spazio a disposizione.
Ottimo per un pranzo veloce, meno per cena, visto che è quasi impossibile cenare uno di fronte all'altro.
Sushi deludente, con soluzioni ?!? come i maki roll con il tonno in scatola.
Voto: 5
Kuoki
Via Gaudenzio Ferrari, 2 10124 Torino tel.011 839 7865
Tra l'altro il locale è ristrutturato molto bene, sfruttando al meglio il pochissimo spazio a disposizione.
Ottimo per un pranzo veloce, meno per cena, visto che è quasi impossibile cenare uno di fronte all'altro.
Sushi deludente, con soluzioni ?!? come i maki roll con il tonno in scatola.
Voto: 5
Kuoki
Via Gaudenzio Ferrari, 2 10124 Torino tel.011 839 7865
martedì 6 dicembre 2011
al passo coi tempi
uelà, quanto tempo! come va?ho pochissimo tempo perché mi sto imbarcando, ti sento un po' male, sarà il roaming... scusa, ho una chiamata sotto, sento un attimo...anzi no, ti chiamo poi io...tu tu tu tu
cosa avrebbe scoperto colombo
Chissà cosa avrebbe scoperto Colombo se l’America non gli avesse sbarrato la strada
Stanislaw Lec
Stanislaw Lec
lunedì 5 dicembre 2011
i commentatori de il Giornale
i commentatori de il Giornale costituiscono l'unità di misura del QI minimo necessario per accendere un pc
sabato 3 dicembre 2011
venerdì 2 dicembre 2011
Oscar Giannino

Il lancio di pomodori degli studenti della Statale è stato un gesto di ragionevolezza di fronte a tale scempio concettuale, estetico, morale; per preservare il valore della libertà di parola bisogna anche avere il coraggio di punire chi ne abusa.
Oscar Giannino è l'esemplificazione del circolo vizioso dell'informazione per cui, nella cerchia dei giornalisti, si tende a far parlare quello disposto a spararla più grossa rispetto al più competente, e nel rimbalzare delle dichiarazioni roboanti ma infondate da una testata all'altra, il cialtrone viene alla fine accreditato (tipo quando disse che nonostante il terremoto in Giappone il nucleare era sicuro o quando, che trita ironia, invocò il Vesuvio per l'immondizia a Napoli ).
Oscar Giannino è giusto uno step prima (o dopo) le notizie bizzarre dei siti umoristici tradotte e spacciate per vere dalle testate free press come Leggo.
Peraltro gli va riconosciuta l’onestà di presentarsi per quello che è, un pagliaccio.
UPDATE: Oscar Giannino su Studio di Gennaio
giovedì 1 dicembre 2011
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