venerdì 11 novembre 2011

sara tommasi, hay la bamba!

http://stopbanche.com/engine/swf/player.swf?url=../../data/video/sara_nuda.flv&volume=100

DAI CAZZO

giovedì 10 novembre 2011

+ spritz - spread

Il piano di Berlusconi per ridurre lo spread è chiaro e si articola in tre punti:
1) come già anticipato a Cannes con la dichiarazione che i ristoranti sono sempre pieni, parte del debito pubblico verrà convertito in ticket restaurants e buoni pizza (i buoni pizza per i tedeschi);
2) il resto del debito pubblico verrà comprato dalla Mafia a fini di riciclaggio;
3) per garantire il successo delle 2 operazioni succitate verrà inviato Jovanotti con i bonghi dalla Merkel a cantare cancella il debito! cancella il debito! fino a che non si convince

mercoledì 9 novembre 2011

i racconti del nonno

i racconti del nonno

eh sì, adesso mi vedi così, del resto per voi è tutto facile, troppo facile… io a 2 anni sono andato a fare il pastore, con mio padre e mio zio, ci siamo imbarcati a genova con tutte le pecore e abbiamo attraversato tutto l'atlantico, erano mesi duri in nave senza mai una donna, solo pecore e pecore e marinai, poi quando siamo tornati avevo 3 anni e mezzo, mi è arrivata la chiamata e sono partito per l'armir
nonno dov'è l'armir nonno?
è una regione tra la cina e l'alaska perennemente ghiacciata, noi non eravamo equipaggiati, avevamo le scarpe di pezza, le valigie di cartone, e giocavamo a pallone con delle scarpe di pezza, gli astronauti ci attaccavano con i missili laser e noi avevamo dei fucili di pezza con le pallottole di pezza, poi è finita la guerra e anche se lì in armir era pieno di fica, ma non come la fica che c'è adesso, c'erano delle fiche che ci passano dentro i treni, ma non i treni che ci sono adesso, i treni della tradotta, ma non le tradotte che ci sono adesso, che adesso traducono tutto con il computer, c'erano degli uffici di venti piani tutti pieni di traduttori, e traduttrici che erano delle gran belle fiche, io ne uscivo tre a sera, tu adesso mi vedi così come sono adesso ma io le scopavo una dietro l'altra zan zan zan e poi tornato al campo mi facevo anche una sega, poi però sono tornato a casa che c'era tua nonna ad aspettarmi, avevo 45 anni
nonno sei stato 45 anni in guerra nonno?
eh sì la guerra è finita nel 1945, non c'era più niente, per esempio novara era un quartiere di torino e c'era la menta razionata, allora ho portato tua nonna in viaggio di nozze fino a livorno a piedi, poi anche lì tua nonna allora era una gran bella donna e tutti le facevano la corte, c'era anche fernando tambroni che le faceva la corte, eravamo a genova in piazza de ferrari, allora io gli dissi tambroni tu sarai anche un gran politico ma sei anche un gran maleducato, allora lui disse adesso chiamo la polizia e io gli dissi chiama chi vuoi che io chiamo i partigiani e poi ci fu una rissa con tanti morti e comunque poi con tambroni siamo rimasti amici, lo sento ancora adesso ogni tanto.

martedì 8 novembre 2011

italian debt spiral

http://graphics.thomsonreuters.com/11/07/BV_ITDBT0711_VF.html

I piatti tipici mangiati nelle nazioni di provenienza sono sempre + delicati delle versioni che si trovano all'estero.
Un pizzaiolo di bologna a lisbona mi aveva spiegato che non avrebbe mai potuto fare la margherita, perché i locali avrebbero pensato che non era una vera pizza, per loro la pizza deve averci sopra come mnimo il salamino piccante.
stesso discorso per gli spaghetti con le polpette o le tagliatelle alla alfredo, + diffusi all'estero che in italia.

Hipster manifesto

hipster manifesto
L'ONORE È IL DENARO DEI POVERI

lunedì 7 novembre 2011

per fare un esempio, si stima che tra il 75% e l'80% del pesce sia affetto da anisakis, motivo per cui non va mai mangiato crudo se non è stato sottoposto ad abbattimento della temperatura a -20° per 24 ore. e questo non vuol dire che è stato surgelato, perché si tratta appunto di un abbattimento tecnico, che ha un impatto minimo sulle caratteristiche organolettiche (il pesce è intrinsecamente meno stabile della carne in caso di congelamento, per cui anche se la carica batterica rimane bassa, gusto e consistenza vengono compromessi in breve tempo).

ristoranti uberfighi: noma a copenhagen

http://sooishi.blogspot.com/2011/11/noma.html

strong buy #dimissioni berlusconi

la defezione di gabriella carlucci è un colpo da cui nemmeno un titano come berlusconi può risollevarsi.
in questo momento è in corso un vertice ad arcore con i capi mediaset per decidere il da farsi.
giuliano ferrara, presente all'incontro, ha già dichiarato che berlusconi si dimetterà domani.
il gabibbo invece non rilascia dichiarazioni.

peraltro, protezione civile, polizia e militari impegnati nell'alluvione, luna oscurata dal cielo coperto, sciopero dei benzinai alle porte, questa sera è perfetta x un colpo di stato

rivoluzione borghese

La classe borghese offre più figli di quanti sono i mestieri borghesi richiesti dal capitalismo. Questo surplus farà le rivoluzioni. Ma rivoluzioni borghesi.

domenica 6 novembre 2011

l'unica vera grandezza dei soliti idioti è aver sintetizzato le due componenti della comicità moderna, la parolaccia e il tormentone, in un unico elemento.
http://ildeboscio.com/2011/11/07/i-soliti-tormentoni/

The best of KCTV - A small overview on North Korea central TV station

sabato 5 novembre 2011

l'etica è stata spazzata via da la fica

venerdì 4 novembre 2011

Il romanzo di Faletti ad Asti

Da oggi in libreria «Tre atti e due tempi» (Einaudi): la scena clou è una partita di pallone

Il (non) thriller di Faletti scopre l'America ad Asti
E questa volta a uccidere non è un serial killer

Giorgio Faletti è come Diabolik. Si mette una maschera e diventa un'altra persona. Un serial killer che vive a Montecarlo, una bellissima donna ermafrodita, un vecchio indiano navajo. Sono i personaggi dei suoi thriller venduti a milioni di copie, spesso ambientati in America, sempre pubblicati da Baldini & Castoldi.


L'inverno scorso è cambiato qualcosa in questo fortunato meccanismo. È successo che Paolo Repetti, il personaggio più adrenalinico e ansioso del mondo editoriale italiano, ha fatto a Faletti un discorso più o meno di questo tenore. «A Natale», ha detto Repetti allo scrittore, «noi di Einaudi Stile libero abbiamo sbancato in libreria con Io e te di Niccolò Ammaniti, poco più di cento pagine, mentre gli altri editori puntavano, sbagliando, su volumoni quattro o cinque volte più grossi. Piccolo è bello ed è anche bestseller. Questo ci ha fatto pensare che forse la gente è stanca di romanzi gonfiati, imbottiti di estrogeni. A Natale prossimo vorremmo riprovarci. Ci stai a scriverci una storia di massimo 120 pagine?».
«Perché no?» ha risposto Faletti. E poi se n'è tornato a casa sua ad Asti a pensarci su. Quella casa è all'ultimo piano e ha una terrazza che affaccia su una strana piazza sbilenca. Guardandola, Faletti ha avuto l'idea. Un'idea senza serial killer, senza morti ammazzati, senza poliziotti, senza America, senza New York. «E senza grattacieli perché mi sa tanto che Repetti è uno che soffre di vertigini», ha pensato, sorridendo tra sé e sé per la battuta.
Dunque, ci voleva una storia piccola e bella. Ci voleva l'atmosfera morbida e il tempo lento di una città di provincia. Una città come Asti. Sì, andava benissimo la provincia «dove tutto arriva con calma da fuori. Una volta era la ferrovia, poi sono arrivate le automobili, la televisione, l'autostrada e ora Internet». Un posto dove si vedono ancora le facce. Perché quelli di Facebook non hanno inventato niente. In provincia Facebook c'è da sempre, in carne e ossa e non virtuale. Ma sì era ora che, come il figliol prodigo, tornasse a casa e scrivesse un romanzo ambientato in una città come Asti. Questo doveva essere il posto.


E chi doveva essere il protagonista? Faletti ha cominciato a rovistare tra le sue maschere alla Diabolik e si è imbattuto in quella di tale Silver. Era lui quello giusto. Silvano Masoero, detto Silver, ex pugile, peso medio, che sembrava destinato alla gloria ma poi si è cacciato nei guai e si è fatto anche qualche anno di galera. Si è venduto, come in un racconto di Hemingway. Ma ha pagato il suo debito con la società e, uscito dal carcere, si è sposato con Elena, una brava ragazza. Ha trovato lavoro, magazziniere nella squadra di calcio della città. Una squadra che è in serie B da una vita, forse c'è sempre stata, forse ci starà per sempre. Ma a Silver non importa, tanto lui non sarà mai più uno da serie A. Silver e Elena hanno avuto un figlio. Facendo sacrifici si sono comprati una villetta a due piani con l'orto (per lui) e il giardino (per lei, che ama i fiori, soprattutto i tulipani). Poi Elena è morta. No, niente delitti, niente serial killer, si muore anche normalmente. Silver si è chiuso a riccio in se stesso mentre il figlio, diventato un mediocre giocatore di pallone, ha preso a vagare per l'Italia passando da una squadra all'altra. I rapporti tra padre e figlio, da sempre difficili, si sono allentati ulteriormente. Silver si è rifugiato nel lavoro. Tiene lo spogliatoio lindo e pinto. Magliette, calzoncini, calzettoni e scarpette disposti con ordine quasi maniacale sulle panche e negli armadietti prima della gara. Ogni mattina fa un salto al cimitero a portare tulipani freschi sulla tomba di Elena. Gli anni passano. Una mattina Silver nota, guardando il viso sereno, dolce e sorridente della moglie nella foto sulla lapide, che Elena è ormai molto più giovane di lui, che per lei il tempo si è fermato. Si sente un sopravvissuto.
Faletti si accorge di trovarsi a suo agio nei panni di Silver, come mai gli è capitato con nessun personaggio. Perciò gli presta volentieri alcuni ricordi infantili. Gli presta sua nonna mentre legge a Giorgio/Silver bambino gli albi di Nembo Kid (il nome autarchico di Superman) che la donna, poco pratica d'inglese e di lettering fumettistico, chiamava Membo Rid. Gli presta anche il ristorante dove va spesso a pranzo, il locale di Ruè dove lo trattano come a casa sua, e qui gli fa conoscere Rosa, una cameriera bella e gentile, messa a dura prova dalla vita, che ha tirato su da sola un figlio della stessa età di quello del magazziniere. Silver e Rosa prendono a uscire assieme. Il programma è sempre uguale: cinema, pizza, gelato e passeggiata al Parco Nencini. Una sera ci scappa un bacio ma non è preludio a niente. È Silver che si tira indietro. Rosa sarà la sua partner solo per pochi minuti ogni sera verso le otto quando in tv c'è il quiz della Ghigliottina, quello dove devi indovinare la parola misteriosa. A quell'ora Silver e Rosa si sentono per telefono e, ognuno seduto davanti alle rispettive tv, giocano assieme. Vince Rosa, quasi sempre.


È arrivata l'estate e Repetti entra in ansia. La battaglia di Natale in libreria si avvicina e, vista la crisi, si preannuncia più cruenta del solito. Faletti è chiuso all'Elba a lavorare. Da lì spedisce, a mano a mano che li scrive, i capitoli a Severino Cesari, il miglior editor italiano. E Cesari giura che il tono di voce di Silver Masoero, mentre narra la sua avventura, ha un ritmo che ipnotizza. Tutto sembra procedere secondo i migliori auspici ma a un editore vengono mille paure lo stesso. Un romanzo è sempre un terno al lotto. La formula magica del bestseller non è stata ancora inventata. Si brancola nel buio. Il vero thriller è pubblicarli i romanzi. Non è che Faletti scriverà un libro troppo diverso dai suoi soliti? Non è che l'aria di casa lo farà diventare troppo sentimentale, troppo letterario? Non è che finirà per dethrillerizzarsi? E poi il titolo: Tre atti e due tempi . Buono, certo. Ma i due tempi sono quelli di una partita di calcio, la sequenza clou del romanzo. E qui c'è da entrare decisamente in fibrillazione. Perché Faletti, è notorio, di calcio non capisce quasi un'acca. E poi in Italia il calcio nei romanzi proprio non va. È una di quelle cose che non sfondano presso il grande pubblico come gli editori di lungo corso sanno bene. Il calcio fa parte della lista dei tabù editoriali nazionali. Mai storie di pallone. Mai storie di pittori. Mai copertine con l'immagine di un rettile.
Intanto, nella vita, che sembrava ormai essere una resa senza condizioni, di Silvano Masoero succedono un sacco di cose. Il figlio gioca adesso nella squadra di cui il padre è magazziniere ed è diventato un campione. Ora lo chiamano il Grinta e a suon di gol ha portato la squadra quasi in serie A. È l'idolo dei tifosi tanto che non è più conosciuto come «il figlio di Silver, il pregiudicato». Adesso è Silver che è diventato «il padre del Grinta, il goleador». Resta una partita da giocare, quella decisiva per la promozione. Basterà non perderla e il sogno che tutta la città attende da decenni si realizzerà. Ma forse è più probabile che si trasformerà in un incubo perché Silver ha scoperto per caso che il figlio si è venduto la partita scommettendo sulla sconfitta della sua squadra. Il prezzo del tradimento, si sa, è fisso ormai da 1978 anni e ammonta a trenta denari che, tradotti in valuta corrente, corrispondono esattamente a trenta milioni di euro. Silver, che non vuole che il figlio commetta lo stesso suo errore, affronta il Grinta che lo gela con tre parole: «Stanne fuori, Silver». Ma Silver decide di non starne fuori. Mancano poche ore all'inizio del match. Altro che dethrillerizzazione. Qui comincia una lotta contro il tempo di una suspense nuda, cruda, insostenibile e senza bisogno di serial killer, di pistole, di estrogeni narrativi e di effetti speciali. Anche se il morto ci scapperà.




Gli scrittori sono superstiziosi, osservano rituali scaramantici ogni volta che finiscono un libro. Stephen King, che da tempo ha smesso di bere e di fumare, si concede una coppa di champagne e una sigaretta. Faletti, per vecchia consuetudine, mi manda il pdf ancora bollente. Io leggo e gli mando un sms. Stavolta il messaggino era: «Mettiti pure l'anima in pace. Ormai sei arrivato. È il tuo capolavoro. Hai scritto il tuo libro più bello». Lui ha risposto con una parola sola: «Finora». Poi credo che abbia fatto un gesto di scongiuro.

Antonio D'Orrico

http://www.corriere.it/cultura/11_novembre_04/dorrico-faletti-thriller_56c62d2c-06af-11e1-b2db-bf661a45e1f2.shtml

The Darjeeling Limited Soundtrack 01 Where Do You Go (To My Lovely) - Peter Sarstedt



The Darjeeling Limited sarebbe un bel film, se uno pensa che è stato girato in mezza giornata

You talk like Marlene Dietrich
And you dance like Zizi Jeanmaire
Your clothes are all made by Balmain
And there's diamonds and pearls in your hair

You live in a fancy apartment
Of the Boulevard of St Michel
Where you keep your Rolling Stones records
And a friend of Sacha Distel

You go to the embassy parties
Where you talk in Russian and Greek
And the young men who move in your circle
They hang on every word you speak, yes I do

But where do you go to my lovely
When you're alone in your bed
Tell me the thoughts that surround you
I want to look inside your head, yes I do

I've seen all your qualifications
You got from the Sorbonne
And the painting you stole from Picasso
Your loveliness goes on and on, yes it does

When you go on your summer vacation
You go to Juan-les-Pines
With your carefully designed topless swimsuit
You get an even suntan, on your back and on your legs
When the snow falls you're found in St Moritz
With the others of the jet-set
And you sip your Napoleon Brandy
But you never get your lips wet

But where do you go to my lovely
When you're alone in your bed
(Won't you) Tell me the thoughts that surround you
I want to look inside your head, yes I do

You're in-between twenty an thirty -
A very desirable age
Your body's firm and inviting
But you live on a glittering state

Your name is heard in high places
You know the Aga Khan
He sent you a racehorse for Christmas
And you keep it just for fun, for a laugh ahaha

They say that when you get married
It'll be to a millionaire
But they don't realize where you came from
And I wonder if they really care, they give a damn

Where do you go to my lovely
When you're alone in your bed
Tell me the thoughts that surround you
I want to look inside your head

I remember the back streets of Naples
Two children begging in rags
Both touched with a burning ambition
To shake off their lowly brown tags, yes they try

So look into my face Marie-Claire
And remember just who you are
Then go and forget me forever
But I know you still bear the scar, deep inside, yes you do

I know where you go to my lovely
When you're alone in your bed
I know the thoughts that surround you
`Cause I can look inside your head

giovedì 3 novembre 2011

la vita è la più bella storia mai raccontata da un cretino
alessandro gori

L'alluvione a Genova



Quando vede il divano le si gira proprio il cervello, il divano imago mortis è la metafora di questi anni comodi e in similpelle che se ne vanno, spazzati dal furore degli "eig faund" citati da Mulè, con in sottofondo Ruggero De Ceglie che urla "dai cazzo!".
No dai, la realtà può anche essere fruita con un filtro diverso da quello, un po' peloso e moralista, con cui mi redarguisci.

martedì 1 novembre 2011

i 3 migliori ristoranti di San Paolo del Brasile

1) DOM
Rua Barão de Capanema, 549 - Cequeira Cesar São Paulo, 01411-011, Brasile
+55 11 3088-0761
 2) KAA
Av. Presidente Juscelino Kubitschek, 279 São Paulo, 04543-010, Brasile
 +55 11 3045-0043
 3) Figueira Rubayat
Rua Haddock Lobo, 1738 São Paulo,01414-002, Brasile
+55 11 3087-1399
 ps rua haddock lobo è spectacular