lunedì 24 ottobre 2005

Il fascino seduttivo, quando lo è, della vittoria, impresa, conquista, sta proprio nella sublimazione del confine tra involontarietà e velleitarietà, spropositato conato al meglio, accettazione passiva dell’evento e ricerca affannosamente propositiva dell’affermazione.
Quando le due cose si fondono, fluidificano fino ad essere indistinguibili, la vittoria diviene fascinosa (in sé) e affascinante (per sé).


Sushi&Champagne

domenica 23 ottobre 2005

ROMA

A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del "volemose bene e annamo avanti", da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei "Sali e Tabacchi", degli "Erbaggi e Frutta", quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle...
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione...
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti...
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini...
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano...
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del "core de Roma"...
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei "che c’hai una sigaretta?", "imprestami cento lire", quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!

...e poi ce so' tornato!


Remo Remotti

venerdì 21 ottobre 2005

The Creatrix

The Creatrix - Marc Ryden

giovedì 20 ottobre 2005

Un vecchio consulente, ormai trasparente

Perchè sono trasparente come l'acqua, e tutto come l'acqua mi è trasparente.
Perchè l'acqua va dove le pare e niente la può fermare, oppure prende la forma che le si vuole dare.
Perchè tutto segue il suo corso, e l'acqua ha una sua memoria.

Infatti, dopo un anno, un anno esatto, torno dove avevo conosciuto quel vecchio consulente.
Tutto era/è già chiaro, come lo è sempre da sempre, l'eterno, le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei, ecc. ecc.
E come fanno le persone, come cadono le persone in depressione, in fondo per sopravvalutazione, del non accorgersi che in fondo siamo comunque niente, mi raccontano che iniziò a non dormire più, i tranquillanti, appunto la depressione, poi appunto come fanno le persone con le persone, lo affiancarono, lo sostituirono, lo trasferirono, a Milano, giusto per sfondarlo definitivamente, e così alla fine è andato in pensione.
Cosa resta? Resta quel che si era detto, la memoria dell'acqua.

Un vecchio consulente

Splendore inconsumato
di tutto l'universo Fiat,
punto fermo del sud Piemonte,
terra desolata.
Qualcuno ci lancia sul progetto,
training on the job:
anche quello di un povero consulente
che nel tempo stesso
apre gli occhi rabbrividendo
al pc,
che gli ghigna attorno,
Erp, e-business suite.
Un vecchio consulente,
anche la sua coscienza
getta sull'applicativo
dolori e sofferenza.
Gli occhi che gli dolgono,
la moglie pazza,
e quanto gliene viene
dal fatto che è un dirigente
e fattura per la società.
Un giorno amò
ora si fa il back-up,
sognando il re che sarebbe stato.
Mentre il pensiero di te,
si unisce a quel che penso.
E i cicli del mondo si susseguono.
Issami su corde per vie canoniche
ascendendo e discendendo.
Non fate crescere niente
su questa terra.

Soundtrack: Battiato, Un vecchio cameriere

mercoledì 19 ottobre 2005

Giuliano Ferrara: - I raeliani dicono cose ridicole
Michel Houellebecq: - Non mi pare che gli alieni siano più ridicoli della gente che muore e torna in vita

giovedì 13 ottobre 2005

produci consuma crepa reloaded

Come se il produci-consuma-crepa, come se le sovrastrutture fossero qualcosa che opprimono l'uomo essendo altro da lui, e invece non fossero in realtà la sua natura stessa, e come se qualunque ribelle non fosse un conformista cui non piace la gente per piacere a certa gente.
Come se la quotazione in borsa di un'azienda non fosse la nostra vita quotidiana, di hype e speranze, di sopravvalutazioni e comunicati trionfalistici e crisi e fallimenti, come il ciclo di vita di un prodotto non fosse il ciclo di vita di una persona, e una persona un prodotto, su cui investire a fondo perduto nella giovinezza, gestire fino al massimo splendore nell'età adulta, e poi trarre il profitto che è giusto nella vecchiaia, poi abbandonare alla morte per prendergli ciò che aveva e investire in figli nipoti e nuove speranze.
Come se il Candido di Voltaire non dicesse davvero che viviamo nel migliore dei mondi possibili, dove nelle case belle ci sono le persone belle con le cose belle gli angoli non sono consumati e le mani sono curate con dita delicate e capelli biondi pettinati, gli amori belli della gioventù bella rispetto agli amori a microonde dopo cene col microonde in case sgaruppate con gli angoli smusssati con i piatti sporchi che si accumulano in un vecchio lavabo dove gocciola un vecchio lavandino tenuto insieme da una vecchia valvola recuperata in un vecchio negozio, è tutto è sbagliato e sono cose che non funzionano e ripararne una non serve, come se risolto un problema non tornassero tutti gli altri che lo avevano generato, come se non capitasse che per risolverne uno se ne creano sempre altri, per cui il ragazzo ciccione escluso da tutto cercherà alla fine una ragazza cicciona esclusa da tutto per moltiplicare i propri problemi in figli ciccioni esclusi da tutto.
Come se ogni cosa avesse più chiavi di lettura, e non fosse esattamente com'è nel momento in cui è, per cui telecom oggi vale 7 e domani vale 10, perché davvero oggi valeva 7 e domani vale 10, come se davvero quello che fai o quello che sogni non valesse da un giorno all'altro 7 invece che 10, e in fondo valesse più per quanto lo sognavi che per quanto valesse, ma il sogno è l'opzione reale che è implicita in ogni giorno che vuoi sperare, per cui quel giorno perduto vale sempre meno, a meno che si avveri quella speranza sempre più perduta, che poi è la natura dell'invecchiare, il costo-opportunità del tempo e il valore della vita.
Come se queste cose ci fosse bisogno di scriverle o pensarle, e non fossero già così ogni giorno, come è il Sole ogni giorno, a parte il bisogno di negarle, l'educazione che è la convenzione di non dirle, fingere/illudere di essere sempre un po di + / sempre un po' di - per la vergogna di essere esattamente quello che siamo, l'esaltazione che è l'autocommiserazione, il sentirsi speciali per sentirsi uguali, abbattere le sovrastrutture per crearne nuove personali, nuove in realtà uguali a quelle precedenti, perchè siamo sempre noi, ovunque siamo, sempre.

Soundtrack: Nyman, Time Lapse

martedì 11 ottobre 2005

La vuoi una poesia su Genova?

Genova, Genova,
con i tuoi colori e le tue luci
mi hai stupito e confuso,
l'odore del porto e il sole
mi hanno stupito,
Genova, Genova,
città dai mille contrasti
perchè i vicoli sono bui e malfrequentati,
ma in collina ci sono delle abitazioni unifamiliari molto pregiate,
Genova, Genova,
sono stato all'acquario bello e lungo da visitare
e poi via, una focaccia molto buona che sa di olio di oliva e un bicchiere di vino bianco,
Genova, Genova,
la zuppa di pesce tipica del luogo è molto buona
soprattutto se mangiata in locali tipici e dal prezzo contenuto,
Genova, Genova,
il porto ha cambiato faccia da quando ci ha messo le mani il grande architetto Renzo Piano,
che Repubblica delle Donne dice che è il migliore architetto del mondo e secondo me ha ragione,
Genova, Genova,
passeggiare nei vicoli e scorgere le cimase mi fa sembrare di stare nei versi di Montale
di cui ho letto Ossi di seppia e l'ho trovato molto evocativo,
Genova, Genova,
e mi piace anche che sembra di essere nelle canzoni di De Andrè
di cui ho il cofanetto acquistato in nice price,
Genova, Genova,
sei una città davvero particolare e speciale dalle luci e le ombre
una città addirittura di labirinti!!!
Genova, Genova,
ci sono stato solo un pomeriggio con il mio amico Franco che fa il meccanico
ma mi è bastato uno sguardo per conoscerti approfonditamente e capire molte cose
Genova, Genova,
adesso torno nella più grigia Bergamo che forse non ha il tuo fascino da lupo di mare
ma la sento casa mia perchè qui gioco senza problemi a biglie per strada,
Genova, Genova,
per fortuna in autostrada c'era sciopero e non abbiamo pagato il pedaggio
così abbiamo potuto con i soldi avanzati mangiare una pizza e un birrino piccolo,
Genova, Genova,
mi sei piaciuta molto,
Ciao cara Genova, mi mancherai, ma la settimana prossima vado al Minitalia che è anche più vicino.

lunedì 10 ottobre 2005

Loser Shop

Napoleone non faceva che esprimere, in modo chiaro e preciso, quell'intima sensazione e brama di una vita più piena, che i deboli mortali sentono, ma devono forzatamente dissimulare.

L'amore è il male. Codesto turbamento che vi rapisce, codesta serietà e codesto silenzio sono una meditazione del genio della specie. L'adolescente pronto a morire per colei che ama e il cui fiero sguardo non ha che lampi di generosità; la vergine che avanza circonfusa della sua grazia come di un'aurora rivestita di bellezza che fa mormorare tra loro come cicale i vecchi e cadere in ginocchio chiunque abbia un cuore umano, sono due macchine nelle mani di questo genio imperioso. Esso non ha che un pensiero, un pensiero positivo e senza poesia: la durata del genere umano.
Ammirate, se volete, i suoi procedimenti; ma non dimenticate che esso non pensa che a colmare vuoti, a riparare brecce, a mantenere l'equilibrio tra le provviste e la spesa, a tenere sempre abbondantemente popolata la stalla in cui il dolore e la morte recluteranno le loro vittime.

Schopenhauer non ebbe madre, né moglie, né figli, né famiglia, né patria. Fu assolutamente solo, senza neppure un amico; e tra uno e nessuno si stende l'infinito.

Gli bastarono due camere presso una pensione, e là visse gli ultimi trent'anni della sua vita, senz'altra compagnia che quella di un cane, prendeva i suoi pasti generalmente al Ristorante Inglese.

Schopenhauer sfogava i suoi istinti sessuali frequentando le case di piacere, a conferma della sua concezione pessimistica che la procreazione sia un male, in quanto mette al mondo uomini destinati all'infelicità.

L'attacco della scienza contro la teologia, l'accusa dei socialisti contro la miseria e la guerra, l'importanza biologica nella lotta per l'esistenza, tutti questi fattori aiutarono a elevare finalmente Schopenhauer alla fama.
Era ancora in tempo per poter gioire della sua popolarità: leggeva con avidità tutti gli articoli che apparivano su di lui; chiedeva che gli mandassero qualunque brano di commento stampato, offrendo di pagare le spese postali. Così il grande pessimista divenne, nei suoi ultimi anni, quasi ottimista: suonava assiduamente il flauto e ringraziava il tempo di averlo liberato dagli ardori della gioventù.

mercoledì 5 ottobre 2005

INOLVIDABLE PRESENCIA

Ernesto Che Guevara
Per preservare il processo rivoluzionario dalla sclerosi, ogni stato di equilibrio, appena raggiunto, è da destabilizzare per raggiungerne un altro, a uno stadio superiore.
Creare due, tre, molti Vietnam.

lunedì 3 ottobre 2005

1 W33K 1N M1L4N

coming back home

Michel Houellebecq & Elisabetta Sgarbi

John Richmond

Ori Richmond

domenica 2 ottobre 2005

Agosto

Perchè poi i moti umani e i sentimenti sono precisi e sempre uguali, apparentemente liberi ma rigidamente vincolati.
In discoteca da solo, lo sfigato che non ha amici, e il figo che già le tipe aspettano.
Tutti gli altri non se lo possono permettere, devono andarci con la kumpa, che non sono abbastanza fighi ma non vogliono sembrare così sfigati, le 2 code della gaussiana.
Così, lo sfigato senza prospettive rimane a casa d'agosto, oppure chi si può permettere di andare in vacanza sempre, perchè fa quello che vuole: gli altri devono andare in vacanza, perchè non tutti si possono permettere di non fare le vacanze.
Ad Agosto finisce l'anno e si tirano le somme: i vecchi si suicidano, il Gatti uccide gli zii perchè lo conoscono e, seppur senza fargli notare nulla, sono testimoni silenziosi del suo fallimento.
Ad Agosto si abbandonano i vecchi (cani) e a settembre se ne avranno nuovi; a settembre ci sarà nuovo anno scolastico, nuovo campionato, avremo nuovi lavori vicini a nuovi amori.
Chi sa già che non sarà amato, rimane a casa in anticipo, l'autoesclusione dell'escluso, e cerca di trovare una via alternativa alla felicità dei +, una via alternativa che in realtà mira a nient'altro che a quella stessa felicità così comune e banale che disprezza: nerd/crumb che scrive romanzi x dimostrare quanto è + degno di essere amato del capitano della squadra di football, da dedicare alla + bella delle ragazze pon-pon, e quindi al contrario di tutto quanto finge di pensare e x cui motiva il suo scrivere romanzi, si riconosce nel medesimo value set di valori del capitano.
Andare in vacanza ad agosto perchè non si può fare diversamente; sposarsi e avere figli perchè è giusto farlo, perchè questo è il template di vita che la società ha preparato, nel migliore dei mondi possibili.
Chi si discosta dalla strada tracciata della vita modellata, attraverso vie più impervie su sentieri di montagna, spinto dalla voglia di arrivare più lontano come rivalsa, ma in realtà con il rischio morire di freddo congelati lungo la traversata, perchè chi è figo è figo ovunque, e non c'è città o società, e chi è sfigato è sfigato ovunque.

soundtrack: Bliss, Sleep Will Come

venerdì 30 settembre 2005

JP II Santo Subito fa Hattrick su Ogame

Giovanni Paolo II Santo Subito perché rockstar, ke fece concerti con rockstar.
Il Marketing della Chiesa Cattolica (dalle indulgenze alle elezioni del Papa, strumento per ricreare periodicamente attenzione attorno alla Chiesa) celebra concerti, messe pagane, dove vige infallibilità della rockstar nell’esercizio delle funzioni, come l’infallibilità papale. Rockstar agnello di Dio, vittima sacrificale della Società che adora le rapide ascese e gode delle subitanee cadute: rockstar live fast love hard die young e non ha più nulla da desiderare, non può crearsi finti obiettivi progressivi quando sono tutti già raggiunti (come cercare l’amore andando a puttane), e allora finisce per darsi la morte (Janis Joplin, Jimi Hendrix, Elvis Presley, Dave Gahan dei Depeche Mode, Michael Hutchence) perchè non educata a sopportare la vita, finisce schiantata come Icaro dall’eccesso di luce.
Solo un’educazione adeguatamente dura prepara ad affrontare la vita, e in questo si evidenzia la necessità degli obiettivi progressivi.
Gli eterni trentenni italiani non si sposano, perchè non ritrovano nella moglie ciò che gli dà la madre. Ma la non crescita è sempre una sconfitta. Essere giovani vuol dire poter pensare di Essere Tutto.
Diventare adulti è accettare di essere solo qualcosa di quel tutto, e convivere con l'infinita tristezza che dà abbandonare parti di sè nell'aut-aut della vita.
Gli eterni trentenni preferiscono continuare a Essere Niente, per poter ancora sperare di essere quel Tutto che non saranno mai.
Nell’inanità si allarga la forbice tra quello che si è e quello che si vorrebbe essere, per cui è impossibile recuperare il tempo perduto, a meno di un miracolo: essere famosi senza merito, diventare Santo Subito come una rockstar partecipando al Grande Fratello.
Ma l’essenza della Vita è nella progressione.
L’essere giovani, l’ansia di scoperta nel fare le cose per la prima volta e constatarne gli effetti, lo struggimento e la nostalgia di vedersi crescere e cambiare, la percezione di come il peggio di un sogno è che si avveri per la sensazione di vuoto che pervade ogni raggiungimento, la consapevolezza del fatto che fermarsi a contemplarsi è condannarsi all'infelicità, perché il mondo sempre uguale allo stesso modo ama essere nuovo ogni giorno.
E come il sentimento (il passaggio) è sempre lo stesso, l’Arte che lo descrive è sempre uguale ma apparentemente sempre nuova. Non basta la musica (o la letteratura o o la pornografia) del passato, da un concetto di bello oggettivo cristallizzato nel tempo, i vari luoghi comuni artistici devono essere ripresi e rivisitati alla luce dello spirito del tempo. I romanzi di formazione (da L’Educazione Sentimentale a Jack Frusciante è uscito dal gruppo), le canzoni (da Omero a Notte prima degli esami), i film (Quella sporca dozzina, Rocky) fino ora ai videogiochi (Caesar, www.hattrick.org, www.ogame.it): l’uomo trae piacere dal rivivere / simulare la preparazione e l’attesa della Vita, e cerca di duplicare tale piacere nell’espressione artistica / nel divertimento.
Il piacere di tale duplicazione affetta anche Il Grande Fratello, di cui si susseguono le edizioni, ma rimane arte deteriore, perché è un passaggio senza progresso, fine a sè stesso, un sesso di prostituzione (anche come sesso praticato dai concorrenti davanti alle telecamere) che lascia il vuoto dell’insoddisfazione.

giovedì 29 settembre 2005

Houellebecq in Feltrinelli

Michel Houellebecq questa sera ore 18.30, Feltrinelli di Piazza Piemonte, Milano. Introduce Giòrello.

Estensione del dominio della lotta
Come il liberalismo economico incontrollato, e per ragioni analoghe, così il liberalismo sessuale produce fenomeni di depauperamento assoluto.
Taluni fanno l'amore ogni giorno; altri lo fanno cinque o sei volte in tutta la vita, oppure mai. Taluni fanno l'amore con decine di donne; altri con nessuna. È ciò che viene chiamato Legge del Mercato. In un sistema economico dove il licenziamento sia proibito, tutti riescono più o meno a trovare un posto. In un sistema sessuale dove l'adulterio sia proibito, tutti riescono più o meno a trovare il proprio compagno di talamo.In situazione economica perfettamente liberale, c'è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In situazione sessuale perfettamente liberale, c'è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine. Il liberalismo economico è l'estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi della società. Altrettanto, il liberalismo sessuale è l’estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi della società.
Le imprese si disputano alcuni giovani laureati; le femmine si disputano alcuni giovani maschi; i maschi si disputano alcune giovani femmine.


che poi, se Houellebecq è la piattaforma di analisi dell'oggi, Giò rello ne è la declinazione a livello milanese:
C'è chi dice che l'amore
Oggi non ha più valore
Perché solo ai soldi pensa
E alla fine mangia in mensa
Burattini incravattati
Da 1.500.000 al mese
Su e giù per la città
Sulla jeep a fare spese
Attento che cadi, attento che cadi
Attento che cadi, attento che cadi
C'è chi dice che l'amore
Oggi è in trasformazione tipica mentalità
Manager di società
C'è chi insegue la carriera
Poi a casa è cameriera
C'è chi muore dall'invidia
Per chi lavora nei mass media
Ma che vita vuoi, in che mondo sei
Siamo donne oltre le gambe c'è di più
Donne donne un universo immenso e più
C'è chi al mondo è un egoista
E chi invece è pacifista
C'è chi no non cresce mai
E si trova in mezzo ai guai
Chi ha la testa sulla luna
E poi sfida la fortuna
C'è chi guarda nel passato
E chi invece è già cambiato
Attento che cadi, attento che cadi
Attento che cadi, attento che cadi
Ma che vita vuoi, in che mondo sei

lunedì 26 settembre 2005

...mentre Kate inalava dolcemente con il bel nasino la polverina delle fate, l'invidia degli esclusi, che non godono del dono della bellezza e della sua presenza, con un grande soffio l'hanno ricoperta del bukkake mediatico.
Sporca, umiliata come Malena, la vedremo tornare, i capelli appiccicati alle guance dalle lacrime, nei programmi televisivi a chiedere perdono, di una sola colpa, che noi non possiamo essere lei, che non possiamo tirare con lei...

mercoledì 21 settembre 2005

campagna ds

martedì 20 settembre 2005

il suono che ha forma, forse

boing boom tschak

c'era un periodo in cui la musica aveva un odore, aveva una immagine, aveva un tutto, in cui la musica era il pretesto per altro, in cui i suoni uscivano inarticolati, in cui ciò che importava era solo l'intenzione per, in cui io mi aspettavo tanto, tantissimo.

boing boom tschak

dice: ascoltati l'elettronica, essa ci ha delle cose che tu non sai, dice.
facile dirlo, dico, dire così, per dire, dico io.
allora è l'adolescenza della vita e della volontà, è un percorso che non si sa cos'è, la musica tutti ti dicono è parte della mia vita, c'hanno 'sta cosa qui che la dicono, tu non capisci ma ti adegui e anche tu le dici queste cose, dici agli amici io senza la musica non ci,

vivo,

boing boom tschak

e negli anni dell'adolescenza per te la musica è una sola, per te è immaginarti mentre ascolti gli urli e le chitarre, mentre credi che la catarsi del rullante pestato si compia, mentre, immagini, credi, di esserci tu, lì, a eseguire scale difficili che ti rendano il più bravo del mondo a fare le scale difficili su una tastiera di una chitarra con altri quattro se con due chitarre o tre se sei anche il ritmico,

e tutti che ti guardano e pensano che sei davvero il più bravo del mondo a fare le scale difficili sulla tastiera della chitarra e fai anche la seconda voce e gli urli, che intanto cosa te ne frega, tu sei

il più bravo del mondo o almeno uno dei quattro o cinque

più bravi del mondo a fare le scale difficili sulla tastiera della chitarra.

è la voglia di scopare che hai a 15 anni, che limoni e becchi ma,

poi,

ti innamori, di una che non puoi avere, e allora quella che ti limoni ti dice che ti lascia per un altro perché si sente trascurata, e tu urli dal di dentro un terribile, straziante urlo che dice ma come! ma tu non puoi, tu sei inferiore a me tu non sai nemmeno cosa vuol dire fare le scale difficilissime sulla tastiera, tu urli,
dal di dentro,
questa cosa, le urli tu sei inferiore, tu non lo sai, lei ti dice no cosa me ne frega ma Marco mi ha già messo le mani lì tu no, tu urli, ti rinchiudi nel tuo mondo, e allora il mondo è semplice, ci sei tu più sensibile del mondo, alterni la rabbia di Angus al delicato lamento di, James, e ci sei tu il buono nella tua cameretta con il cuore a pezzi, e i cattivi tra cui anche C. e Marco che fanno le cose che tu, ancora, non hai fatto, e

boing boom tschak

e

ci sono gli assoli, e tu ti immagini, queste cose incredibili sovrumane spaziali
spaziali sovrumane incredibili
che li fai tu, e ti guarda anche lei, e capisce l'errore e ti rivuole ma tu, sei meglio, no treno perso ciao non hai chance addio non servi più non ti voglio più sei inutile ti ho dato tutto me stesso ma tu ah ma tu

il più figo del mondo, lo sei, tu, in questo momento.

boing boom tschak

e il suono sono gli odori dei diciotto anni, quando il continuo spintonarsi sul levare assume una danza di te, degli altri, del tutto. il suono allora sono le cose che hai, le trasgressioni che lo sono giusto perché hai deciso di farle tu, le cose, infinite, i denti bianchi che ti fanno sognare,

ti dice

boing boom tschak

ti dice, ascoltala, l'elettronica, ti dice, tu dici, dici facile tu! io voglio pogare io voglio saltare io voglio sudare io voglio farmi male io voglio urlare la mia, infinita, rabbia contro questo, fottuto (sìsì) sistema che, ci ingabbia, io, per sempre, sarò diverso, non mi

uniform

boing boom tschak

e allora in queste cose il suono non sei tu ma ciò che c'è, intorno, ma ci sono altre cose, ci sono ancora i buoni che sono però sporchi e i cattivi che sono puliti, tu non sei persuaso da tutto questo,
tu sei un tuttuno con i tuoi diciottanni.
come questo.
dice ascoltati l'elettronica ascoltala dai no ma non mi piace dice ascoltala dice ascoltala dico non mi va dice ascoltala dico ok va bene, la

ascolto

boing boom tschak

ma che cos'è, ma sembrano i fuckin' Spandau Ballet senza cantante cos'è 'sta roba cos'è cos'è dice ascolta dagli tempo dico ok ho dato tempo ok che merda preferisco i Pantera ciao.

boing boom tschak

dici così, poi insisti, perchè ti accorgi che tutto il bello che ti è capitato non era mai l'immediato e più vicino, passava sempre da costrizioni,

dici, a te, devi costringerti a fare le cose, devi

boing boom tschak

devi boing boom tschak. avviene, tutto, senza fine, mai.

boing boom tschak

e allora poi diventa altro. inizi a seguire traiettorie tra i timbri, tra tutte le cose che ci sono, odi gli anni '80 ma capisci perché, stanno a tutto come le BR sta a Marx, stanno a, tutto.

disegni nella testa altre immagini, i suoni, puliti, lucidi, rifiniti, come i plattenbau delle intenzioni, puliti, lucidi, rifiniti come i treni che prendevi quando eri bambino, quando il mondo finiva a 4 km, disegni la musica.

i suoni acquistano forma, di per sè, non sono più intenzioni, non sono, te e la voglia di, autoaffermarsi, sono, dolorosissime sfere, sono cubi, hanno colori vividi, a 16 bit, perché è così, non è intenzionale, non ha mai voluto esserlo.

è, basta.

e allora disegni le immagini che servono a questi suoni, il treno regionale che ti porta a casa, il telefonino, i viaggi, l'europa, il caffè, il giornale, l'ipod, tutto, tu.

sei cambiato, lo sei, sei diventato estetizzante, ti piace il gesto non per il fine, ma perché al fondo vedi quanto sia bello il movimento, diventi

sempre

più meccanico, decidi di diventare il tuo programma di miglioramento, ogni gesto, il tuo, di gesto, deve contenere quanti meno possibili sforzi inutili energetici, il tuo movimento nell'accendere lo scaldabagno diventa perfettamente calibrato, niente lasciato al caso, nulla lasciato alla deferente

boing boom tschak

e squallida casualità, oziosità, le tue traiettorie acuiranno ogni giorno sempre più la perfezione fino a che non rimpiangerai, mai più, i tuoi 15 anni, quando il mondo era il male e il bene e i baci con la lingua e da grande io sarò tutto,

mai più.

boing boom tschak boing boom tschak tschak tschak

lunedì 19 settembre 2005

Fabbrichetta din tei

In ritorno al futuro, la mamma giovane credeva che Michael J. Fox si chiamasse Levi's Strauss, perché questo era il nome cucito sui jeans.
Henry Ford diceva che c’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.

Keep our country clean

La moda dell'autunno, qui ad Asti, è diventata comprarsi una fabbrica in Romania.
Gli amici, con 10.000 euro, si comprano la fabbrichetta che produce magliette, 6 operaie, un po' di macchinari.

Kappasutra

Nel frattempo, assisistiamo alla polverizzazione dei marchi: hijo de puta, guru, la martina, ildeboscio, de puta madre.
Oramai non ha + senso mettersi maglie scritte da altri.

Veni Vidi Vici

Il brand altrui sta diventando una cosa vecchia da anni '50, come andare a vedere lascia o raddoppia al bar perché non hai la tele in casa, o internet.
Ora abbiamo tutti il pc in casa, ci disegneremo le nostre magliette, avremo il nostro brand, ne venderemo / regaleremo agli amici come lo zio vendemmia e poi offre le bottiglie polverose ai vicini.

José Mc Bové

E come nella corsa all'oro o alla new economy, gli unici a guadagnarne saranno quelli che forniscono le infrastrutture, le pale allora, la fibra ottica e i router adesso.

Sex Game

Basta casa a Santa. Ci troveremo nei night di Tulcea o Costanza, con le nostre fidanzate rumene, per i nostri periodici controlli della produzione.

Serial Fucker

La linea verde presto, invece che Gessate, avrà come capolinea Timisoara.
liberté egalité jet privé

sabato 17 settembre 2005

Notte bianca

manifestazioni ed eventi

misure di sicurezza

imponenti

elicotteri

musei aperti

mezzi pubblici

all'insegna di

milioni di turisti

sono questi alcuni dei numeri di

appuntamento immancabile

occasione per vedere tutto sotto un'altra luce

importante test per mettere alla prova

benigni legge

la libertà della musica nera nella notte bianca

la metropoli diventa teatro di

incredibile contenitore di

manifestazioni ed eventi
il livello zero è quando vai al netpoint, e l'ultimo sito che è stato visitato era www.beppegrillo.it
il perché qui

update by Filippo Radicali:
Su quattroruote di questo mese c'è l'inchiesta sull'olio di colza. dopo 7000 km di uso della macchina con l'olio di colza gli iniettori si erano fritti, il motore si era sputtanato e la riparazione è costata 3500 euro. per un risparmio di 250 euro di benza.
un affare.
w beppe grillo !!!!
non ci si bagna mai due volte nella stessa jacuzzi
id