mercoledì 17 aprile 2013

sara tommasi tatuata louis vuitton

sara tommasi tatuata louis vuitton ontologicamente le comunanze con le borsette sono molteplici

lunedì 15 aprile 2013

Il Gabibbo Presidente della Repubblica














Noi comunque rimaniamo della nostra idea, e cioè che il migliore candidato per il Quirinale è il Gabibbo. È lui l'unico vero garante dell'unità nazionale, nonché l'incarnazione più perfetta dell'immaginario della Seconda e della Terza Repubblica. Una figura fuori dagli schemi e dalle caste, ma allo stesso tempo rassicurante. Il Gabibbo è la Balena Bianca che si tinge di rosso, il rosso del socialismo riformista e libertario; è la vecchia borghesia democristiana e codina che smette di andare a messa la domenica mattina e comincia ad andare a puttane la domenica sera; è la nuova classe dirigente dinamica e rampante, Forlani che diventa Craxi che diventa Berlusconi che diventa Grillo che diventa Renzi, e così sia. Che poi dove sta scritto che un pupazzo non puo' diventare Presidente della Repubblica?

nino manfredi da vecchio

quando ero piccolo la sera facevano spesso i film di manfredi e soprattutto quelli di un certo periodo, credo inizio anni '80, in cui lui era già abbastanza vecchio e recitava sempre più o meno la stessa parte, e cioè quella del tipo che finge di voler essere moderno e non ci riesce (ad esserlo, e nemmno a fingerlo). ci sono almeno 4 o 5 film così: quello dove incontra la figlia della vecchia amante, quello che incontra una puttana a venezia, quello che fa l'architetto e anche secondo ponzio pilato (o "ponzio pilato II"). (si noti che è sempre la donna che gli mostra un'altra vita, e che allo stesso tempo la rende grottesca. in fondo è come se fosse un piccolo animale, che fa allegria guardarlo ma col quale non si può davvero parlare) quest'ultimo film ha avuto una piccola notorietà per via della scenetta di erode (figlio), che sono sicuro sia copiata da qualche parte, dove erode spiega che alla fin fine betlemme era un paesucolo di quattro case e quindi quanti bambini poteva starci? considerando che bisognava ammazzare solo i maschi, e solo in fasce, in tutto potevano essere tre o quattro. e ma la chiami una strage? ma ciò che mi ha segnato di questi film, e in particolare di s.p.p., è stata l'aria di manfredi, la faccia di chi si è cacato definitivamente il cazzo, senza rimedio. ai tempi quella stanchezza, quello scetticismo mi sembravano un segno di intelligenza, come anche il comico amore per una tradizione che si capisce vuota. manfredi non riusciva a credere, in lui era morta la capacità di credere (nella giovinezza, nel futuro, nella libertà, in giesucristo) e questo mi sembrava molto più nobile del nichilismo adolescenziale di tanti altri personaggi. e ad accrescerne il pregio c'era la convinzione, rivelatasi poi errata, che quella condizione fosse rara. pensavo che la maggior parte delle persone vivesse in qualche illusione, mentre mi sono accorto che è il contrario, e del resto manfredi era un attore popolare. avrei dovuto capire che incarnava un tipo comune. ora, dopo tanti anni vedo che la gente appena appena sveglia è come manfredi, mi vedo circondato da idioti e da manfredi e non so cosa sia peggio.

venerdì 12 aprile 2013

casaleggio su twitter

essere casaleggio


Ecologia. Spegnere internet di notte.

Rivedere rapporti Chiesa. Far pagare SIAE per messe cantate.

Risparmio energetico, buttare la pasta un po' prima che bolle.

Rinnovare Paese con progetto a 30 anni. Sincronizzare mutui.

Innovazione. Aggiungere tasto invio anche su pianoforte.

Patrimoniale lungimirante su ultimi che saranno primi.

Innovare elezioni. Introdurre retrocessioni.

Ribadire linea M5S a forze politiche: o contro di noi o contro di noi.

Chiarire rapporti con partiti. Occhiolini solo due per volta.

Basta incertezze. Installare GPS su liocorni.

Ascoltare popolo di Internet. Presidente della Repubblica Sasha Grey.

Trasparenza. Introdurre naso nelle faccine.

Caccia, introdurre meritocrazia. Cinghiali armati.

Minacciare indiani di smettere comprare rose.

Promuovere donazione organi. Introdurre carta fedeltà.

Facilitare accesso al credito. Al limite complicare uscita.

Sì all'eolico, anche come passatempo.

Contrastare terremoti. Vietare per legge placche tettoniche.

Ricerca scientifica. Verificare coccodrillo come fa.

Viabilità solidale. Ganasce a carrozzelle abusive.

Pene più severe per chi sbaglia numero di telefono.

Risanare debito pubblico ripassando ostinatamente dal via.

No privilegi. Polizia municipale autorizzata a staccare pellicola protettiva iPad.

Dichiarazioni d'amore solo su modelli prestampati. Verifiche dei vigili.








Combattere aumento carburanti. Accettare solo banconote dieci euro.

Ammortizzatori sociali. Tacche batteria in base a reddito

Favorire importazioni. Accettare caramelle anche da sconosciuti.

Pari opportunità. Femminicidio anche su uomini.

Far arrivare famiglie a fine mese, anche in ritardo.

Minaccia nucleare. Sganciare 10 saggi su Corea per paralizzare paese.

Rispondere a Corea del Nord. Ricucire subito colli su giacche.

Attacco nucleare Corea. Valuteremo di bomba in bomba.

Passaggio graduale all'ora legale. Un minuto a settimana.

Unità nazionale. Servizi segreti deviati per legge all'altezza di Barberino del Mugello.

Semplificazione. Accorciare alfabeto.

Lotterie di Stato solidali. Tutti versano 5 euro, chi vince riprende 5 euro.

Ecologia e partecipazione. Scrivere "Basta Riscaldamento Climatico" su vetri appannati Panda.

Sviluppo open source. Favorire dialetti anche nei linguaggi di programmazione.

Ecologia. Piantare un albero per ogni cittadino nato. In alternativa offrire da bere.

Vivibilità carceri. Criminali massimo due arresti.

Valorizzare eccellenze. Quotare in borsa la SIP.

Rinnovamento politica. No tabula rasa, almeno ciuffetto.

Favorire turismo, lanciare sonde con ricette Masterchef.

No redditometro, sì a verifiche GdF degli spicci tra cuscini divano.

basta digital divide. Se Apple mela, Windows pera.

Nuove calotte polari per oceani on the rocks.


Si a cittadinanza italiana per immigrati figli di cittadini italiani.

Salute, sviluppare app per pap test su iphone.

Piano urbanistico. Riassegnazione numeri civici in base a merito.


Arrestare desertificazione agevolando scioglimento ghiacciai.

Incentivi per settore agricolo. Favorire coltivazioni caffè già macinato.

Trasporto pubblico e meritocrazia. Posto riservato solo a donne anziane incinte.

Rinnovare PA, autocertificare gioia di vivere.

centri benessere a portata di tutti. Sostituire Spa con Srl.

No alta velocità. Autovelox nascosti in finti cassonetti dietro angoli.

Riorganizzare Pubblica Amministrazione, orologio atomico per sincronizzare pause caffè.

Conoscenze creative commons da paesi asiatici. Non più segreti sulla salsa di soia

Introdurre reato di fastidiosità.

Semplificazione: chiamare direttamente "Gesùrrezione".

Sicurezza. Catene a bordo anche sugli aerei fino a marzo.

Pari opportunità. Auto blu solo a parlamentari maschi. Rosa femminucce.

Fare chiarezza. Se Windows chiede di riavviare, farsi spiegare perché.

Stimolare iniziative imprenditoriali. Uova di Pasqua da montare.

Tramonti italiani grande risorsa. Subappaltare a Belgio.

Politica industriale aggressiva. Vendere Finmeccanica, comprare Polonia.

Referendum acqua pubblica. Coprire spesa privatizzando lo Jonio.

Lavori socialmente utili. Anziani fotovoltaici.

Equità. Tassare botte di culo.

Promuovere investimenti dall'estero. Ogni investimento due marò in regalo.

Autonomia energetica. Dinamo in ogni cyclette.

Avvicinare ora legale a cittadini. Spostare lancette da 2 a 11.30.

Ok chiedere proposte a due gruppi ristretti. Ma no Matia Bazar no Jalisse. #napolitano

giovedì 11 aprile 2013

le slovacche

Durante la mia permanenza in Germania ho conosciuto due slovacche. Entrambe erano belle ragazze e per fortuna, perché la mia idea della Slovacchia come posto così così ma che produce femmine bellissime è un punto fermo.

Una si chiamava Zuzka, come a dire Susi in italiano, ed era una bellezza particolare. Per esempio la china del naso non scendeva regolare, ma aveva un'ammaccatura a metà. Però chi se ne importa del naso, non io almeno, in genere. La prima cosa che saltava all'occhio erano le sopracciglia che le davano un'espressione un po' ammiccante e un po' interrogativa; lei poi se le pitturava con un colore a forte contrasto con i capelli ossigenati, anzi pitturava proprio la pelle sotto le sopracciglia, e ne accentuava quella forma bizzarra. Parlava molto e con una voce stridula che se lei non fosse stata così bella avrei definito fastidiosa, invece anche quella era particolare. Studiava le culture anglosassoni, era fissata con la storia degli Stati Uniti e Malcolm X nello specifico, e forse per quello ma forse no si vestiva come una ragazza del Bronx negli anni ottanta-novanta. Di corporatura esile e piuttosto piatta davanti, aveva una propensione per maglie kitsch trasparenti o dalle ampie scollature (si poteva spesso leggere una frase in latino a proposito di raccogliere le rose, dal significato simile a carpe diem, tatuata sul fianco ad altezza seno), per i leggings usati come pantaloni perché poteva permetterseli, e come bonus un giubbottino di un'università americana inesistente. Come ho già detto, parlava a raffica cambiando argomento repentinamente ma senza scendere troppo in profondità, le piaceva lo stile del ghetto e in più indulgeva alla duckface, che un osservatore distratto o una femmina gelosa avrebbe potuto pensare che era stupida. Ma invece no.
E poi aveva questo modo di fare da gattona. Per esempio io ad un certo punto, abbastanza sul tardi devo dire, ero diventato suo amico. Non avevo neanche mai pensato a lei come conquista perché mi sembrava troppo in là, ed ecco che comincia a trattarmi bene, a cercarmi, più di una volta mi saluta con dei baci sulle labbra, mi invita a casa sua e mi apre la porta indossando solo quel giacchettino, che era appena uscita dalla doccia, ma tenendolo socchiuso a mano senza curarsi di tirare su la zip. Io a quel punto arrivavo a momenti di sovraccarico in cui sentivo la fusione nucleare e la luce blu delle supergiganti dentro di me, e a quel punto la scelta era tra il diventare una supernova e prenderla con la forza di mille soli e trascendere strozzandola o mordendole la faccia a sangue nel mentre, oppure pensare a mia nonna morta. Non l'ho mai presa, con la forza di mille o di quattro soli che sia, però non l'ha presa nessuno e questo basta al mio equilibrio interiore. C'era anche un nostro giovane amico, tra l'altro un bel ragazzo, in cui intuivo la stessa luce blu della fusione nucleare, probabilmente aveva sbirciato anche lui nelle ampie scollature ed era stato salutato con dei baci sulle labbra; lui ci metteva più impegno di me, ma niente.
Una notte Zuzka fece dei sogni bagnati a proposito di un altro amico, un inglese che a me non sembrava una gran bellezza con la sua faccia da inglese, e da quel momento aveva cominciato a nutrire interesse verso di lui. Interesse che culminò forse in un bacio ed in una notte abbracciata all'inglese, il quale quando si liberò un letto verso l'alba vi migrò per dormire alle larghe. Ancora non riesco a credere che questa vamp dai modi così invitanti se ne sia tornata al suo paese senza aver ricevuto gli onori che si meritava.

L'altra slovacca si chiamava Anna, come a dire Anna in italiano, ed era all'opposto. Bella ma semplice che più non si poteva: bionda naturale tendente al rame, un viso molto regolare e truccato poco o niente, abbigliamento a volte fin troppo sobrio. Era leggermente sovrappeso, ma lo celava facilmente con quei vestiti accollati, tanto che io me ne accorsi dopo almeno tre mesi. Anzi, mi dispiace dire anche sovrappeso: diciamo che aveva più carne dell'altra attaccata alle ossa, e anche un paio di mammelle ragguardevoli di cui si vergognava. Parlava poco e a bassa voce, le sue frasi cominciavano piano e poi il volume si abbassava e finivano in niente, spesso in gesti che la gente doveva interpretare. Si animava a volte quando beveva, lei lo sapeva e beveva per animarsi. Quando era animata non si capiva un cazzo comunque di quello che voleva dire. Però anche lei non era affatto stupida.
Era estremamente sensibile: una volta per combinazione sia lei che l'altra indossavano qualcosa di leopardato; io e un altro italiano facemmo notare che in Italia era una caratteristica delle tardone: ebbene Zuzka ne rise, Anna andò in camera sua a piangere.
Per mesi si impuntò che io ero cattivo con lei, se ne lamentò con un sacco di persone che poi venivano a sgridarmi, nonostante io le dedicassi molte attenzioni. Poi non so che accadde, ne parlammo, e da dopo Natale andò meglio. A febbraio ero diventato il suo migliore amico, anche perché nel frattempo si era convinta che tutti gli altri la detestassero per qualche motivo. A me questa cosa faceva tenerezza, assieme al fatto che non le piacesse particolarmente quello che faceva nella vita, che cercasse solo di stare a galla, che ritenesse il sesso sopravvalutato e anzi che i genitali e la copula la disgustassero un poco. Per molti versi eravamo molto simili, ma non entrerò nello specifico.
Dopo che Zuzka le parlò di quel sogno si interessò anche lei all'inglese, ma al contempo provò risentimento verso di lui perché non ci aveva mai provato quando ne avrebbe avuto l'occasione. Anche quando l'inglese, evento raro o unico, manifestò interesse per lei con un sms ammiccante, lei si arrabbiò perché era già avvenuto il supposto bacio con quell'altra: non voleva essere la seconda scelta. Non ho mai capito se io le piacessi o no, perché nonostante l'imperterrito corteggiamento parallelo all'amicizia a cui la sottoposi il suo primo problema con me era che anche io avevo avuto un'altra prima scelta; il piacere o non piacere veniva dopo. Comunque penso di no.
Ad oggi Anna aspetta di essere la prima scelta di qualcuno; a differenza di Zuzka rimarrà più a lungo in Germania, e così l'inglese.

Io le amai un po' tutte e due. Anzi tutti e tre, contando l'inglese, che invero era uno dei miei migliori amici e quando non c'era domandavo sempre dove fosse fino a quando gli altri cominciarono a dire che lo amavo, e io non smentii mai.
Una volta io ed Anna uscimmo con lui a bere e poi ci fermammo a dormire a casa sua, ubriachi. Mentre Anna era in bagno lui si cambiò per la notte e io gli vidi il pene, questo mi pone davanti alle slovacche nella classifica. Seconda Zuzka che forse l'ha baciato e forse no, terza Anna ma solo per ora.

mercoledì 10 aprile 2013

il sogno degli anni '90 sopravvive a portland

ristoranti per il salone del mobile a milano

A pranzo:
Chick’n quick -Via Ascanio Sforza, 77
Yoshi – Via Parini, 7
Joia/Joia bistrot – Via Panfilo Castaldi, 18
Classici:
Emilia e Carlo – Via Giuseppe Sacchi, 8
Amaltea – Via Pepe, 38
Ratanà – Via De Castilia, 28
Moderni:
Ad Maiora – Via Altaguardia, 16
Erba brusca – Alzaia Naviglio Pavese, 286
Innocenti evasioni – Via Priv della Bindellina
Jolly:
Ristorante Macelleria Motta - Strada Padana Superiore, 90 – Bellinzago Lombardo
Un posto a Milano - Via Cuccagna 2 – angolo Via Muratori– Milano

martedì 9 aprile 2013

renato zero, saviano saviano saviano

zero saviano

lunedì 8 aprile 2013

alessandro gori e il suo rapporto con gli editori

FIOR FIORI DI EDITORI MI DICONO NOI TI SI PUBBLICA MA TU TOGLI QUESTO TOGLI QUELLO E IO GLI RISPONDO CON UNA FRASE VOI TOGLIERESTE ALLA NOTTE IL CADUCO CANDOR DELL'ACACIA E LORO ZITTI E A CAPO BASSO.
A ME SE GLI EDITORI NON MI CAGANO NON ME NE FREGA UN CAZZO E NE VADO FIERO MI BASTA CHE I MIEI LIBRI PIACIONO AI MIEI GENITORI E PENSO CHE IMMANI SCRITTORI SIANO INVIDIOSI SI AVETE LETTO BENE INVIDIOSI E ROSICONI PERCHE AVRANNO PURE I CONTRATTI CON LAMURSIA O SONZOGNO MA NON RIUSCIRANNO MAI A PIACERE AI MIEI GENITORI FACCIO UN NOME SOLO AMMANNITI.
HO SCRITTO AMMANITI MA INTENDEVO DIRE PESSOA LI SCAMBIO SEMPRE PERCHE LI HO VISTI AD AREZZO.

sabato 6 aprile 2013

m5s secondo schopenhauer

Quando persone colte disputano davanti ad ascoltatori incolti, e non si dispone di alcun argumentum ad rem e nemmeno di uno ad hominem, allora se ne fa uno ad auditores.
A ridere la gente è subito pronta, e quelli che ridono li si ha dalla propria parte.
L'avversario dovrebbe inoltrarsi in una lunga discussione e risalire ai principi della scienza, o cose del genere: ma se lo fa, non trova facilmente ascolto.

ARTHUR SCHOPENHAUER, L'arte di ottenere sempre ragione, stratagemma n. 28

bimbi indiani che lavorano per gli hipster

bimbi indiani che lavorano x gli hipster

venerdì 5 aprile 2013

il remake di drive è già uscito


e dovrebbe rispondere alla lista di requisiti dei film di ultraviolenza che piacciono agli hipster 

l'urlo di munch meloni

urlo di munch-meloni

giovedì 4 aprile 2013

MORIREMO DEM5SCRISTIANI

se i tuoi sottoposti sono insostituibili, allora il sostituibile sei tu

mercoledì 3 aprile 2013

quadrato semiotico hipster

quadrato semiotico hipster www.squadrati.com

Se voglio sentire la verità

bateman
 Come sempre se voglio sentire la verità devo dirmela io

martedì 2 aprile 2013

Avicii vs Nicky Romero - I Could Be The One (Nicktim)

enrico ruggeri, diverso dagli altri girato al diavolo rosso

competizione nel traffico

competono nel traffico quelli che non competono nella vita