lunedì 4 ottobre 2010

pnl

Tutti i libri dei formatori americani iniziano con la descrizione di uno stronzo, e poi di uno stronzo che ha successo, lo stronzo sei tu e lo stronzo che ha successo è l’autore.

domenica 3 ottobre 2010

alba al suo massimo

passerei ore a intervistarla e a sentirla incespicare nei suoi mi sembra qualcosa che boh
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2ad45332-f56c-4833-bd7e-04513f45a0f7-tg1.html

sabato 2 ottobre 2010

L’infelicità che gli uomini comuni lamentano viene unicamente dall’errata convinzione di esistere per il raggiungimento della felicità; o che la felicità esista perché gli abitanti di questa scadentissima parte dell’Universo che è la Terra possano raggiungerla.
Tutto procede da questo malinteso iniziale, da questo primo capzioso sillogismo. Riteniamo la nostra esistenza così essenziale per l’Universo che siamo portati a darle uno scopo. Ora bisognerebbe prima dimostrare che anche l’Universo ha uno scopo. La verità, che un bel giorno ci si rivela ma che ci affrettiamo a rifiutare, è che nemmeno l’Universo ha uno scopo. Se avesse uno scopo non sarebbe eterno, né si farebbe credere tale.


Ennio Flaiano, La saggezza di Pickwick, in Diario notturno

venerdì 1 ottobre 2010

ottobre: cadono le foglie, la gente si iscrive ai corsi, va in capitali straniere e visita i musei delle cere.
Ogni figlio è un secondo in più al giro
Enzo Ferrari

mercoledì 29 settembre 2010

Il Nobel Kandel: studio un'alleanza tra neuroscienze e psicanalisi

Sigmund Freud sperava che la scienza, prima o poi, avrebbe confermato le sue teorie, immergendosi nei territori alieni dell’inconscio. Oggi un altro viennese come lui - naturalizzato americano - esplora questa possibilità. Si chiama Eric Kandel, ha vinto il Nobel per la Medicina nel 2000 e a 81 anni continua l’avventura nei meccanismi reconditi della mente, iniziata oltre mezzo secolo fa alla New York University Medical School.

Freud ascoltava signore e gentiluomini della borghesia fin de siècle, Kandel deve la celebrità alle osservazioni su una lumachina di mare, la Aplysia, e oggi su topolini e serpenti. Ma al lontano maestro deve l’interesse - quasi l’ossessione - per la memoria e i suoi meccanismi. Siamo fatti prima di tutto di ciò che ricordiamo - sostiene - e si dice sicuro che le incursioni su geni e sinapsi di animaletti in apparenza tanto lontani da noi possano spalancare nuove prospettive sulla mente umana e sulle logiche che fanno funzionare cellule e circuiti.

Professore, lei sarà a BergamoScienza il 3 ottobre per una lezione: è davvero possibile costruire un ponte tra neuroscienze e psicanalisi?
«Mi faccia fare un esempio: si tratta della tecnologia che consente di visualizzare l’attività cerebrale - identificando specifiche aree - coinvolta per esempio in alcune malattie. Le ricerche di Helen Mayberg hanno rivelato come l’area 25 - localizzata tra i lobi frontali e il sistema limbico - sia connessa con la depressione: quando i pazienti rispondono in modo positivo alla psicoterapia, si osserva che l’attività anomala di questa zona si riduce. Penso che sia la prima volta nella storia in cui disponiamo di strumenti oggettivi per valutare gli effetti delle cure psichiatriche».

Come considera Freud? Scienziato a tutti gli effetti o no?
«Difficile dire. Non era uno scienziato “vero”, nel senso che non realizzò esperimenti empirici e non sviluppò un metodo che testasse le sue teorie. Ma era allo stesso tempo un clinico straordinario, dotato di enormi capacità, e ha tentato sempre di essere scientifico. Ecco perché tocca alla nuova generazione di psichiatri e psicanalisti capire quali delle sue idee si siano rivelate giuste e quali no».

Lei è uno degli studiosi di punta: qual è un esempio?
«Molta della nostra vita mentale è inconscia: Freud è stato uno dei primi a rendersene conto e sappiamo che non è solo una forma di pensiero, ma definisce la dinamica stessa della mente. Oggi siamo in grado di testare queste caratteristiche sperimentalmente, analizzando le zone del cervello che si attivano».

Perché l’inconscio ci affascina così tanto?
«Kant riteneva che qualunque decisione razionale dovesse escludere le emozioni. Ora, invece, abbiamo la prova del contrario: ogni decisione complessa coinvolge la parte emozionale. Sono le emozioni a darci la carica: pulsioni che ci spingono fortemente verso qualcosa e limitano altri comportamenti in modo prepotente, togliendoci quella libertà assoluta che rimane limitata a un campo ristretto. In realtà è la compassione il sentimento che ha avuto e ha un ruolo fondamentale per la sopravvivenza».

Lei è celebre per gli studi sulla memoria: l’ha definita come un insieme in perenne evoluzione piuttosto che una «biblioteca» di contenuti fissi: è così?
«La memoria ha una componente stabile, ma può essere modificata ogni volta che i suoi contenuti vengono richiamati: a volte, così, ricordiamo un evento in modo corretto e in altri momenti in modo non corretto».

Su quali problemi si concentrano le sue ricerche?
«Studio come la memoria si perpetua, anche per l’intera vita di un individuo. Abbiamo identificato una proteina che regola le risposte delle sinapsi e, quindi, la forza dei ricordi: è una scoperta molto eccitante».

Pensa che renderà possibile la sperimentazione di nuovi farmaci, da quelli per rafforzare la memoria a quelli per combattere l’Alzheimer?
«E’ certamente possibile».

martedì 28 settembre 2010

Religione: insieme di comportamenti codificati volti a significare un’appartenenza; dissacrata da giovani artisti per guadagnare visibilità.

lunedì 27 settembre 2010

alba rohrwacher news

domenica 26 settembre 2010

Innamoramento: il cielo in una stronza.

sabato 25 settembre 2010

il primo video di alba

venerdì 24 settembre 2010

Gesù Guevara

Gesù Guevara

mercoledì 22 settembre 2010

adeus francisco

Backstage - La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo - Backsta...

lunedì 20 settembre 2010

la solitudine dei numeri primi



la solitudine dei numeri primi bellerrimo horror postmoderno
alba rohrwacher uberfica postmoderna nel senso + post del termine
arianna a nastro fenomenale
torino come sempre bravissima a interpretare la parte della città metafisica
best trasposizione ever nel procedere x ellissi
infatti i film non devono avere una storia
i film non sono libri
ma anche i libri non devono avere una storia, le storie sono la preistoria di ogni forma d'arte
quindi, la solitudine dei numeri uno dei primi 4 o 5 film della neonata storia del cinema

cadono le foglie, la gente si iscrive ai corsi

sabato 18 settembre 2010

alba rohrwacher red carpet

Alba Rohrwacher red carpet a Venezia

Alba Rohrwacher la solitudine dei numeri primi

venerdì 17 settembre 2010

alba rohrwacher b/n

Alba Rohrwacher

Alba Rohrwacher

idea x un musical con protagonista stefano balbuziente di x-factor

il musical inizia con il nostro balby che gli va tutto male, poi scopre che se canta non balbetta, diventa un superpolitico, poi però teme che la gente non presti attenzione alle sue idee ma solo al fatto che le dice mentre canta, allora non vuole + cantare e nessuno lo ascolta +, va in crisi, allora gli appare obama in sogno e gli dice che anche lui probabilmente lo ascoltano solo per il colore della sua pelle, ma così intanto ha cambiato il mondo, allora riprende a cantare, diventa presidente della repubblica e sposa arisa.

giovedì 16 settembre 2010

ibra è meglio di deniro



mercoledì 15 settembre 2010

la settimana di apprezzamento di alba rohrwacher