giovedì 9 settembre 2010

Stuck in a Groove / Phonovideo

mercoledì 8 settembre 2010

Le suonerie per i telefonini, le religioni, il superenalotto, la psicologia, hanno appeal commerciale solo sui ceti più bassi, che non riescono a far funzionare le cose da soli.

domenica 5 settembre 2010

gita in galles

Durante un corso di lingua inglese nel Galles frequentato da persone adulte provenienti dall'Italia, dal Giappone e dalla Finlandia, l'intenso lavoro in aula veniva ogni tanto alleviato da gite all'aperto. Era stata programmata una gita al monte Snowdon per il mercoledì, ma il martedì era piovuto tutto il giorno. La sera, alle dieci, i finlandesi suggeriscono di rimandare la gita, e il direttore del corso acconsente. Non appena lo annuncia agli altri, gli italiani cominciano a protestare: ma come, sospendere la gita! L'avevano sognata (per saltare le lezioni), era inclusa nel corso del costo, qualche goccia di pioggia non fa male a nessuno, e i finlandesi non sono comunque gente forte e robusta? Un po' imbarazzato, il direttore consulta i giapponesi, che rispondono molto, molto gentilmente: se gli italiani vogliono andare, ci vanno anche loro; ma se la gita è sospesa, sono contenti di lavorare in aula. Gli italiani prendono in giro i finlandesi, questi tacciono ma per non perdere la faccia cedono. La gita si fa come in programma, con partenza alle 8.30. Piove per tutta la notte e non accenna a smettere neppure durante la colazione.
Alle 8.25, seduti nell'autobus ci sono 18 finlandesi imbronciati, 12 giapponesi sorridenti e nessun italiano. Si parte puntuali, la pioggia continua, la nebbia nasconde il panorama, la gita è un disastro. Tornando per il tè delle cinque, si trovano gli italiani già seduti ai tavoli. Saggiamente erano rimasti a letto. Quando i finlandesi gli chiedono perché, rispondono: ma perché pioveva.

Lewis, When Cultures Collide

venerdì 3 settembre 2010

Menu ristorante creativo Le Nikò

Menu creativo
- Gelato caldo d'ostrica servito su cono con cialda al Martini.
- Parfait di scoglio al sale "Candido" della Camargue, ristretto in tubetto 50 ml e proposto in kit da viaggio con spazzolino edibile di zucchero tirato alla Salvatore De Riso.
- Cappuccino di amatriciana con croissant caldo di lasagna al grano duro di Maremma e crema pasticcera di fonduta al Castelmagno.
- Coulis di Manzo "azzerato" servito in mousse di Tartara - rafano,al cappero dolce di Sintra.
- Chaude di Rana Pescatrice depigmentata ,ribollita nel suo brodetto e scottata alla cannella su ceramica nera Bisalhaes.
- Mutanda di coratella d'agnella 6 mesi, ghiacciata con zucchero al miele delle egadi, da indossare all'ingresso e degustare dopo i secondi piatti.

giovedì 2 settembre 2010

Adolf Hitler a Che tempo che fa

In attesa della nuova serie di Che tempo che fa, il Corriere della Sera pubblica in anteprima il testo dell'intervista rilasciata da Adolf Hitler durante la registrazione della prima puntata.

FABIO FAZIO: Qui a Che tempo fa abbiamo avuto grandi statisti, anche controversi, ma questa volta siamo orgogliosi di annunciare quello che in televisione direbbero essere un gradito ritorno... Filippa, vuoi presentarlo tu?

FILIPPA LAGERBACK: Certo Fabio, è uno dei miei politici preferiti, anche perché apprezza particolarmente le donne nordiche come me...è qui con noi, il Führer del Terzo Reich, Adolf Hitler!

FABIO FAZIO: Adolf Hitler! Herr Führer, è davvero un grande onore ospitarla qui. Führer, la posso chiamare Führer? Ha fatto buon viaggio?

ADOLF HITLER: Buonasera a tutti i telespettatori italiani, sono contento di essere qui con voi. Sì Fabio, ho fatto buon viaggio, è sempre bello fenire in Italia, mi ha riportato indietro a bei tempi andati.

FABIO FAZIO: Bene, scommetto che avrà avuto colto l'occasione di farsi una bella scorpacciata di pasta, lei che è vegetariano.

ADOLF HITLER: Sì Fabio, dici bene, oltre a pasta apprezzo molto squisiti dolci italiani, ne sono ghiotto. Mi chiedo come voi italiani, con tutti i fantastici cibi...cibi, si dice così? ecco, con tante possibilità che voi avete mi chiedo perché non potete rinunciare carne ed evitare sofferenze a tanti animali.

FABIO FAZIO: E' molto bello che una persona importante come lei porti avanti un messaggio di rispetto per la natura e gli animali, Führer. Oltre che di ambiente, cosa ha fatto in questi tempi lontano dalla politica?

ADOLF HITLTER: Fine della guerra è stata un po' difficile per me, pero grazie all'aiuto di buoni prelati Vaticano mi sono trasferito in Argentina, dove ho vissuto in serenita circondato da affetto di miei antichi commiltoni, seguendo da spettatore storia degli ultimi quinquant'anni.

FABIO FAZIO: Però poi, quando un suo commiltone è stato eletto al soglio pontificio, non poteva che venire in Italia a complimentarsi...

ADOLF HITLTER: Harr Harr, Fabio, è vero, diciamo che finora non avevamo voluto dare troppa pubblicità cosa per non influenzare i sentimenti dei cattolici, però non posso negare che elezione di mio carissimo amico Cardinale Ratzinger a Papa mi ha fatto molto piacere, anche perché lui sta riprendendo un discorso che avevo iniziato io tanti anni fa.

FABIO FAZIO: A questo proposito, mein Führer, io mi sono documentato, ho letto che nei campi di concentramento c'erano dei medici di fama mondiale, come il dottor Mengele, quindi non è vero che gli ebrei erano senza assistenza?

ADOLF HITLTER: Purtroppo come sappiamo, caro Fabio, la storia la scrivono vincitori, ma se uno avesse voglia di documentarsi, come hai fatto tu, scoprirebbe che oltre a assistenza sanitaria, nei campi di concentramento si sono poste le basi per importanti scoperte scientifiche.

FABIO FAZIO: Ma infatti devo dire che io nutro profondo rispetto per le vostre innovazioni in ogni settore e specialmente sono davvero molto affascinato dal vostro stile di abbigliamento, così elegante, quelle divise nere, e poi anche l'uso delle beige, le vostre fantastiche camicie brune...

ADOLF HITLTER: Ti ringrazio Fabio, sapevo di kuesta tua passione per i nostri colori e quindi ti prego di accettare questo piccolo omaggio, mio attendente può dare...

L'attendente porge a Fabio Fazio una divisa da Feldmaresciallo a Fabio Fazio, che raggiante la mostra alle telecamere

FABIO FAZIO: Mein Führer, grazie, non doveva, come mi posso sdebitare...

ADOLF HITLER: Caro Fabio, questa divisa è onore ma anche onere... sai che noi avere tradizione che Feldmaresciallo non può cadere in mani nemico, e se questo accade lui si deve suicidare...

FABIO FAZIO: Allora Führer vuol dire che non passerò mai in Mediaset...

ADOLF HITLER: Nono, Cavaliere Berlusconi grande amico, non nemico!

FABIO FAZIO: Führer, ma cosa ne pensa della diatriba tra il Cavaliere e il Presidente della Camera Gianfranco Fini?

ADOLF HITLER: Io credo che passione politica può portare a dissentire, ma alla fine dissidio tra Camerata si aggiusta sempre, e vedrai che la prossima volta che vengo in Italia esserci ancora questo governo.

FABIO FAZIO: Führer, noi la invitiamo allora a tornare da noi, e intanto la ringraziamo per questa splendida visita, è stato un momento della mia carriera televisiva che ricorderò per sempre! Grazie, un applauso! Ma non andate via, che dopo la pubblicità ci attende Luciana Littizzetto!

Dopo la pubblicità

LUCIANA LITTIZZETTO: Ma hai visto Fabio, che carino Adolfino? Non sarà un adone (risate) ma ha quel non so che, con quei baffetti così, alla Chaplin (risate).

FABIO FAZIO: Luciana, no dai, è stato un importante capo di stato, per favore non dire le tue solite fesserie che poi ci fanno chiudere il programma!

LUCIANA LITTIZZETTO: Ma no, su, era per dire... ha il fascino dell'uomo rude, no? Ti dà quell'impressione che mentre cucini per lui, viene da dietro, ti sbatte nel forno (risate) e ti fa gridare come un mussulmano davanti alla Mecca! (risate)

FABIO FAZIO: Luciana! (applausi)


http://www.corriere.it/esteri/10_settembre_1/hitler-discorso-fazio_479551fe-b53c-11df-8e04-00144f02aabe.shtml

mercoledì 1 settembre 2010

tronista




tronista
la mia casta
delirio schizoide
modello il deltoide
pomeriggio in palestra
non mangio minestra
monolocale in centro
lo metto dentro
vengo fuori
io rubacuori
il baciamano, lo champagne
i miei genitori
agricoltori
a lavorare le campagne
io ho l'agente
un contatto importante
inauguro un centro commerciale
una discoteca a natale
una festa di piazza a salerno
crisi di governo
io voto berlusconi
con sinistri o finistei
hai visto mai
mi metto a leggere libri
i libri sono noiosi
vado all'isola dei famosi
tiro di cocaina
sulla tetta della letterina
divento anziano
non mi chiama più nessuno
non ho la pensione
apro un'agenzia di assicurazione
scopo le clienti
limono le badanti
polizza danni
avere ancora vent'anni

martedì 24 agosto 2010

Shantel DISKO PARTIZANI

sabato 21 agosto 2010

Un piccolo aiuto Zucchero

martedì 17 agosto 2010

Alba Rohrwacher

domenica 15 agosto 2010

la barzelletta di berlusconi sull'umidità

giovedì 5 agosto 2010

debauched love is your fear

Vinny Piana - Love is your fear - Debauched Remix from Enter the Treehouse on Vimeo.

lunedì 26 luglio 2010

Machete

martedì 20 luglio 2010

butler & mcalmont yes

lunedì 5 luglio 2010

il postmoderno è retrodatato

mercoledì 2 giugno 2010

calzini in treno

Terroni, alternativi, punkabbestia, punkabbestia light, nudi-nel-mondo, scambisti, artisti, crucchi, semplici, naturisti, drogati, drogati polemici. Ecco la fauna da treno che – per essere sobri - macellerei sistematicamente per sfamare i famigerati del Malawi. Non tutti, sia chiaro, ma solo quelli che nei treni si tolgono le scarpe e restano in calzini. Quei calzini di merda, quei piedi di merda, appoggiati su quei sedili di merda, con la merda, per la merda. Vogliono stare comodi. Ma mi chiedo: come può la comodità prescindere da un battito a riposo basso? No perchè qualsiasi individuo minimamente decente, senza scarpe su un regionale, sarebbe agitato e si sentirebbe in imbarazzo. E come fanno loro a non imbarazzarsi? Come fanno a farlo? La risposta è semplice: lo fanno! Se dovessero cagare su un palco montato in piazza San Jacopo, con una telecamera puntata sul buco del culo che trasmette in mondovisione, ci impiegherebbero due secondi netti a partorire i propri stronzi. Dati alla mano: un terzo di loro ha scopato in tre almeno una volta, la metà è stata in un campo nudista, tutti - ma proprio tutti - non hanno il biglietto. E quando il controllore li sgama, questi candidi di merda lo trattano come un fratello che capirà. Pissing & love! Ma falliscono ogni volta, per fortuna. E allora fanno i vituperati, i disadattati, i puri che ancora credono nell’amicizia dei bigliettai e che siamo fatti d’energia. Eterni rilassati, li vorrei morti. Il controllore è lì e loro restano coi loro calzini variopinti di quelli antisdrucciolo di merda, che vanno di moda, così tenerosi-sbarbo-patatosi. E poi a casa nudi in veranda a fare l’amore sul parquet mentre fuori c’è la rivoluzione. Siamo hippy, siamo merda, siamo la troia di tua madre. Sempre con quei calzini, perchè se no scivolano sul parquet e si frantumano la chiostra dei denti contro l’angolo del caminetto in granito schiantassero.

Io in treno sono tutt’altro. Rincagnato, costipato, teso come una corda di violino. Incassato in un posto, di gesso, nei ranghi. Mai rilassato! Guai! Sempre attento a non toccare coi piedi quelli di chi è davanti a me. Perchè se tocchi i piedi di una donna poi magari pensa che ci provi. E se è un uomo pensa che sei frocio. Se invece ti alzi per prendere cose dallo zaino i casi sono due: drogato o terrorista. In treno devo avere il biglietto pronto perchè ho paura di fare figure col controllore. Non voglio percepire nella sua voce quello scarto fra il rispetto e l’“eccone un altro!”. Però non lo tengo visibile, perchè altrimenti ho paura che i drogati me lo rubano. Lo controllo di continuo, in tasca, da fuori. E ho sempre paura che la gente pensi che mi stia facendo una sega.

Loro coi calzini arcobaleno e il libro di Osho, io con la tachicardia e i sudori freddi.

Che dite? Meglio loro?

Meglio io, meglio io


Lo Sgargabonzi

mercoledì 5 maggio 2010

doctor cat

doctor cat

martedì 30 marzo 2010

ildeboscio fighetto

lunedì 22 febbraio 2010

il senso di Pinocchio

Con il passare del tempo, non cambiano i propri obiettivi, ma la fiducia nella possibilità di perseguirli, fino a rendersi conto della loro inutilità.
Lo sforzo, la fatica, il sudore: passare le notti insonni sui libri, negli uffici, fino a disperare di farcela, e poi, mesi dopo, guardandosi indietro, sentirsi addirittura soddisfatti del raggiungimento.
Tutto ciò, ovviamente, noi, ora, rifiutiamo.
Pinocchio, attraverso sforzi e disciplina, diventa bambino, e non è più Pinocchio, il burattino abbandonato in un angolo, la persona che lui era davvero, perduta; nella ricerca della possibilità di essere qualcosa, si perde qualcuno.
Bisognerebbe essere Pinocchio, potendo essere bambino, ma restando per sempre Pinocchio.
Bisognerebbe volere tutto, ed esserlo all'istante; se non è possibile, avere il coraggio di non volere niente, e non essere niente.

giovedì 24 dicembre 2009

Nelly Furtado - Say It Right (live)

martedì 8 dicembre 2009

Ma se la dimensione di fighezza non fosse quanto si e' scopato, ma quanto non si e' scopato potendo