mercoledì 9 aprile 2008

LINDIA

L’India, oltretutto, è uno dei Paesi più violenti al mondo. E Calcutta è un luogo terrificante al di là di ogni immaginazione. La prima notte che passi lì – ovviamente in un albergo di un lusso sfacciato – senti un continuo urlio provenire dalla strada. Sono gli storpi, i lebbrosi, i poveri. Il senso di quello che gridano sotto le tue finestre è: “Non vedi che sto morendo, porca puttana?”. Non cercano di farti pena, sono aggressivi. Ovviamente non bisogna avere nessuna pietà».

Paolo VI llaggio
Del passato si ha nostalgia o vergogna a seconda che fosse meglio o peggio del presente

sabato 29 marzo 2008

drogarsi è come tutte le cose una questione di educazione, se uno non si droga è poco educato, se si droga troppo è un maleducato

sabato 8 marzo 2008

il momento + bello del concerto dei baustelle

il momento + bello del concerto dei baustelle è stato circa 2 ore prima

ero in via sacchi a torino, zona stazione, come in tutte le stazioni brutte che ci sono i negri i poveri le solite cose

dall'uscita laterale di porta nuova è emerso questo uomo puramente bianconiano, avrà avuto 40 anni, i capelli sporchi la barba non fatta la giacca a vento con gli aloni bianchi tipo sputi sporco le borse di plastica un cane nero orrendo ringhiante con un po' di bava

l'idea che dava era quello di arizona junior quando goodman emerge dal fango, ma lui non era un brutto uomo

attraversa la strada, passa verso un pilone, ne emerge prima il cane, un bambino che sta attraversando a sua volta con la mamma vede il cane e si spaventa

l'uomo degli inferi gli dice: - non aver paura, non morde

e cammina, finendomi poco avanti, io sto andando nella sua medesima direzione

dieci metri e l'uomo continua a dire tra sé:

- chissà come morde quella cagna di tua madre, quella puttana bocchinara

avanza dieci metri, manifesti elettorali:

- berlusconi di merda, lega di merda

arriviamo al semaforo, incrocio corso vittorio via sacchi

ad attendere che diventi verde ci sono anche 2 ragazzine, 17 anni

il nostro eroe, che ne avrà 40, le approccia:

- ciao ragazze, buona festa per domani, siete così carine, mi raccomando divertitevi (ammicco)

- ehm grazie... (le ragazze scattano come razzi appena arriva il verde)

io sono commosso, è la catarsi del mondo, il fine della vita

come senso, come termine, come fondo scala, come fine corsa

vorrei fermarlo, chiedergli come mai

ma lo facessi tirerebbe fuori il serramanico e mi rapinerebbe

il biglietto dei baustellen lo rivenderebbe

e così lascio che sparisca, nella notte nera nerd & triste di torino

giovedì 28 febbraio 2008

, baustelle, torino, venerdì prox

1. Intro
2. Antropophagus
3. Colombo
4. Charlie
5. L'aereoplano
6. I provinciali
7. Il liberismo ha i giorni contati
8. Il corvo Joe
9. Alfredo
10. Panico!
11. Dark room
12. La vita va
13. La canzone di Alain Delon
14. Sergio
15. La guerra è finita
16. Baudelaire

Poi i bis:

17. Bruci la città
18. Medley: Gomma / La canzone del riformatorio
19. La canzone del parco
20. Andarsene così
non accetto lezioni da chi pesa meno di me o ha un bmi superiore al mio

lunedì 18 febbraio 2008

linguaggio giovanile by guido prussia

sabato 16 febbraio 2008

nostalgia di un passato mai vissuto

martedì 12 febbraio 2008

gli altri sono un compromesso.

domenica 3 febbraio 2008

David Guetta, When the light

domenica 27 gennaio 2008

il rischio di osservare il limite del qualunque è non accorgersi di superarlo

giovedì 24 gennaio 2008

do things change?

mercoledì 23 gennaio 2008

e posso dire la mia su fiorella mannoia



la cifra stilistica di un uomo italiano è l'essere terrone.
la cifra stilistica di una donna italiana è l'essere allo stesso troia e vergine.
il traduttore di questo impasto di sangue, pizza e furberia è ligabue: dall'elettrorock a sex and the city, il turbinio della serendipity compresso nel cervello di un telefonino, con un riff di chitarra, proprio quello che si ascolta sotto, sempre quello, come a dire, ecco è ligabue.

io posso dire la mia sugli uomini
Qualche giorno è molto meglio
qualche giorno non mi sbaglio
vedo chiaramente quel che c’è
le colline, le vetrine
la mia stanza da imbiancare

la + bella canzone di fiorella mannoia l'ha scritta enrico ruggeri, si chiamava quello che le donne non dicono.
enrico ruggeri adesso non c'è +, non ha + i capelli, non ha + gli occhiali, non è + senza pancia, paga l'affitto.
non è morto quando doveva, come avrebbe dovuto morire tardelli subito dopo il gol dell'82, o chiambretti subito dopo il divano in piazza.
la vita si trascina, e ligabue è qui a dircelo: prende la + bella canzone di ruggeri, cantata dalla + bella cantante italiana, e gliela riscrive uguale, ma peggio, e il meta fortissimo è:
edoardo, i giorni sono passati, e quelli che sono rimasti sono proiezioni di rivivere di ricordi di un passato inventato.

ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo


tutti dobbiamo pagare l'affitto, ruggeri in tv, ligabue lo fa scrivendo senza ritegno: la tazza di latte, una coperta di troppo, le amiche che ridono, serena dandini, le foto delle vacanze, un marocchino tenebroso, una notte a puerto escondido.
là dove c'è l'uomo, là è l'imbarazzo: questo è ciò che resterà della nostra presenza nell'universo.

Qualche giorno è proprio meglio
ogni minimo dettaglio
sento chiaramente quel che c’è
le risate, le sirene,
le sorprese di un aprile
questo cuore che va bene già com’è
e profumi e odori


le notti di maggio che diventano le sorprese d'aprile, il cielo d'irlanda che diventano le colline e profumi e odori, il caffè nero bollente che diventa una tazza di latte e una coperta di troppo: tutto il tempo sbiadisce e nella copia di ligabue svanisce.
solo una cosa, monolitica, enorme, colossale: la fica di fiorella mannoia, che passando il tempo diventa milf monumentale, come kylie minogue, + di lei, + di qualunque cosa.
la pornografia sentimentale di questa canzone che risveglia il terronico maschio ancestrale, che torna a casa sporco di carbone e possiede violentemente fiorella nella cucina anche lei sporca di carbone, questa cucina che va a carbone e fiorella che spadella cantando questa canzone e il maschio terronico italiano che la stantuffa e dice che minchia dici, che minchia di canzone canti, e gode vedendo la donna finalmente ridotta a oggetto e la donna che gode dell'essere oggetto, al tempo stesso troia e vergine nel suo essere donna d'aprile indecisa e risoluta, nuda in un maglione troppo grande di lui, il superterrone.

Le mie amiche sanno stare
dalla parte dell’amore
tanto ognuna sa comunque
quel che sa.

Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l’ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l’ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
la tazza di latte che scotta
e quella coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.


ecco, stiamo bene come stiamo, io con i milioni e voi coglioni, dice luciano.
chisse se la vita è venuta, è passata, e tu dai vetri, e tu che non hai capito un cazzo, ti abbiamo impiegato da unieuro e quindi hai vissuto, stasera in un pub siamo tutti scarlett o'hara, nel prendersi e nel lasciarsi la legittimità di essere parte degli esseri umani.
non è così, davvero, ma le canzoni sono accomodanti, al contrario della vita, finiscono prima.

E posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l’ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l’ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.

sabato 19 gennaio 2008

comprendo tutto, non approvo niente

lamento del tabaccaio

Stammi a sentire, da bambino ero un paggio.
Tu non mi credi? Ero buono e cortese.
Schiudi le orecchie, da bambino ero saggio,
credevo in Dio, amavo il mio Paese.
Guardami in faccia: ero serio e gentile.
Rispettavo le piante, i gatti. Ero vile.

Da vecchio, sarò l'onta del quartiere.
Da vecchio, tutte le voglio vedere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.

Perché mi guardi? Da bambino ero bravo.
Mi devi credere, ero savio e ubbidiente.
Da bambino, perdio, mi ti mangiavo
nello studio. Da bambino ero prudente.
Tu ridi, stronzo? Ero ben pettinato,
rispettavo le aiuole, i cani. Ero ordinato.

Da vecchio, sarò l'onta del quartiere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.
Da vecchio, darò via pure il sedere.

ennio flaiano

mercoledì 16 gennaio 2008

il manuale del playboy

mercoledì 9 gennaio 2008

C'è una sola moda, la gioventù

Le uniche cose che vale la pena vivere sono la gioventù & l’amore.
Ovviamente, se è in grado di farlo nella loro pienezza, come le onde piacciono a chi sa nuotare.
A chi non può permetterselo, l'età del triste livellamento nella vecchiaia e nella calma, può essere un sollievo.

sabato 5 gennaio 2008

la macchina del disagio

giovedì 3 gennaio 2008

La Vanguardia

Se viene da chiedersi se è arte o è un errore, allora è avanguardia.
Infatti nei musei di arte moderna le sale in allestimento sono sempre segnalate.



mercoledì 2 gennaio 2008

Capire le donne

Tendendo verso Il livello zero di ogni conversazione, si possono riscontrare con frequenza gli stessi argomenti:
- calcio;
- commenti sui programmi televisivi;
- umorismo prefabbricato sul capire le donne.
Tralasciati per ovvie ragioni i primi due argomenti, del capire le donne già discettavano i Greci, che associavano la loro mutevolezza al prolasso dell'utero, da cui il termine isteria.
Ora, tutta questa complessità e mutevolezza delle donne, possiamo ricondurla ad un'unica frase:
- vorrei che tu esaudissi i miei desideri senza aver bisogno di dirteli.

In questa frase, si riassume il desiderio di tutti:
- meritare quello che non si vale;
- meritare più di quello che si vale.

L'incomunicabilità femminile dei propri desideri è dovuta all'impossibilità di motivarli, perché non adeguati alla propria condizione, e di spiegarli, perché spesso non li si conosce.
Sussiste infatti un trompe l'oeil della prospettiva per cui si tende ad autoconsiderarsi (e quindi valere) più di quello che si è, e al tempo stesso è nella natura umana (e dell'universo) il desiderio di espandersi oltre anche a quello che nemmeno si riesce a concepire.

Quindi la difficoltà di capire le donne altro non è che la traduzione della tensione dicotomica alla base del loro volere, un volere-oltre & un volere-aldilà, e ogni commento ulteriore è superfluo, a dimostrazione che alla base di una buona conversazione vi è l'ignoranza, e che giungere alla verità può essere complesso, ma una volta raggiunta la verità altro non è che un SI o un NO.