C'è stato un tempo che la gente per rinfacciarmi le cose mi diceva "cazzo, ma hai 30 anni".
Questa sera un mio capo, per cazziarmi che non sono andato al torneo aziendale, mi ha detto "ma cazzo, non ti devo dire io quand'è la partita, hai 35 anni".
Quelli che arrivano a 40 anni e non sono morti, bisogna ucciderli
Ugo Ojetti
giovedì 19 maggio 2005
Ripamonti Rulez, as usual
In una cascina di via Ripamonti, nella zona sud di Milano, scoperta una "fabbrica della droga". All'interno 1.800 piante di canapa indiana alte fino a un metro, molti semi, due chili di cocaina e il necessario per tagliarla; trovati anche 3.600 francobolli intrisi di Lsd, circa un chilo di hashish e 43mila euro in contanti. La perquisizione e' stata fatta ieri dai Carabinieri del comando provinciale. Sono state arrestate cinque persone. La cascina era un dormitorio di un gruppo di punkabbestia. Tra le stanze della cascina anche caschi protettivi, maschere antigas, coltelli, bastoni, fionde e spray urticanti.
mercoledì 18 maggio 2005
martedì 17 maggio 2005
Solide basi
Dal solito pistolotto di Curzio Maltese su La Repubblica:
E' un furbastro ormai scoperto e fastidioso, un arrogante alla fine, una Maria Teresa che risponde al popolo senza pane di mangiare brioches.
E' un furbastro ormai scoperto e fastidioso, un arrogante alla fine, una Maria Teresa che risponde al popolo senza pane di mangiare brioches.
domenica 15 maggio 2005
Il diario di Vanessa D. - 15 maggio
Invece di andare a scuola, oggi sono andata a trovare Daniele, a Motta di Costigliole, con lo scooter.
Quando sono arrivata, sulle scale sentivo odore di piscio di gatto e di fiori lasciati ad appassire, ho udito una porta aprirsi e ho scalato gli scalini a due a due, perché non volevo ritardare niente. Aveva lasciato la porta aperta e sono entrata chiamandolo piano; ho sentito dei rumori in cucina e mi sono diretta verso la stanza, lui mi è venuto incontro fermandomi con un bacio sulle labbra veloce ma bello, che mi ha fatto ricordare il suo sapore di fragola.
«Vai di là, arrivo fra un attimo», ha detto indicandomi la prima stanza a destra.
Mi ha afferrato le spalle e mi ha fatta voltare, mi ha scrutata attentamente e ha esclamato: «Come cazzo ti sei vestita?!».
«Vaffanculo, Daniele», ho risposto ancora una volta ferita.
Il telefono ha squillato e lui è uscito dalla stanza per rispondere; non sentivo bene ciò che diceva, solo parole smorzate e risate soffocate. A un certo punto ho sentito: «Aspettami lì. Vado a vederla e poi te lo dico».
Allora ha affacciato la testa dalla porta e mi ha guardata, è ritornato al telefono e ha detto: «Sta in piedi vicino al letto con le mani in tasca. Ora me la scopo e poi ti dico. Ciao».
È ritornato con il volto sorridente e io ho risposto con un sorriso nervoso.
Senza dire niente ha abbassato la persiana e ha chiuso a chiave la porta della sua camera; mi ha guardata per un istante e si è abbassato i pantaloni, rimanendo in mutande.
«Be'? Cosa fai ancora vestita? Spogliati, no?», ha detto con una smorfia sul viso.
Rideva mentre mi spogliavo e, una volta rimasta completamente nuda, mi ha detto inclinando un poco la testa: «Be'... non sei poi così male. Ho fatto un accordo con una bella figa». Non ho sorriso questa volta, ero nervosa, guardavo le mie braccia bianche e candide che splendevano per i raggi che filtravano appena dalla finestra. Ha cominciato a baciarmi sul collo ed è sceso man mano più giù, sui seni e poi sul Segreto, dove già il Lete aveva cominciato a scorrere.
«Perché non te la depili?», ha sussurrato.
«No», ho detto con lo stesso volume di voce, «mi piace più così».
Abbassando la testa potevo notare la sua eccitazione e allora gli ho chiesto se voleva cominciare.
«Come ti andrebbe di farlo?», ha chiesto senza indugiare.
«Non so, dimmi tu... non l'ho mai fatto», ho risposto con un pizzico di vergogna.
Mi sono sdraiata sul suo letto sfatto e dalle lenzuola fredde, Daniele si è messo sopra di me, mi ha guardata dritta negli occhi e mi ha detto: «Mettiti sopra».
«Non mi farò male stando sopra?», ho chiesto con un tono quasi di rimprovero.
«Non importa», ha esclamato senza guardarmi.
Mi sono arrampicata su di lui e ho lasciato che la sua asta centrasse il centro del mio corpo. Ho provato un po' di dolore, ma niente di terribile. Sentirlo dentro di me non ha provocato quello sconvolgimento che mi ero aspettata, anzi. Il suo sesso dentro provocava solo bruciore e fastidio, ma è stato doveroso per me rimanere incastrata a lui a quel modo.
Non un gemito dalle mie labbra, tese in un sorriso. Fargli comprendere il mio dolore sarebbe stato esprimere quei sentimenti che lui non vuole conoscere. Vuole servirsi del mio corpo, non vuole conoscere la mia luce.
«Dai, piccola, non ti farò male», ha detto
«No, tranquillo, non ho paura. Ma non potresti metterti tu sopra?», ho chiesto con un sorriso lieve. Con un sospiro ha acconsentito e si è buttato sopra di me.
«Senti qualcosa?», mi ha chiesto mentre cominciava a muoversi piano.
«No», ho risposto credendo che si riferisse al dolore.
«Come no? Sarà il preservativo?».
«Non so», ho continuato, «non sento nessun male».
Mi ha guardata disgustato e ha detto: «Tu, cazzo, non sei vergine!».
Non ho risposto subito e l'ho guardato stupefatta: «Come no? Scusa, che significa?».
«Con chi l'hai fatto, eh?», ha chiesto mentre si alzava frettolosamente dal letto e riprendeva i vestiti sparsi sul pavimento.
«Con nessuno, giuro!», ho detto forte.
«Per oggi abbiamo finito». '!
Il resto è inutile raccontarlo, diario. Sono andata viasenza nemmeno il coraggio di piangere o di urlare, solo con una tristezza infinita che mi stringe il cuore e lo divora piano piano.
Quando sono arrivata, sulle scale sentivo odore di piscio di gatto e di fiori lasciati ad appassire, ho udito una porta aprirsi e ho scalato gli scalini a due a due, perché non volevo ritardare niente. Aveva lasciato la porta aperta e sono entrata chiamandolo piano; ho sentito dei rumori in cucina e mi sono diretta verso la stanza, lui mi è venuto incontro fermandomi con un bacio sulle labbra veloce ma bello, che mi ha fatto ricordare il suo sapore di fragola.
«Vai di là, arrivo fra un attimo», ha detto indicandomi la prima stanza a destra.
Mi ha afferrato le spalle e mi ha fatta voltare, mi ha scrutata attentamente e ha esclamato: «Come cazzo ti sei vestita?!».
«Vaffanculo, Daniele», ho risposto ancora una volta ferita.
Il telefono ha squillato e lui è uscito dalla stanza per rispondere; non sentivo bene ciò che diceva, solo parole smorzate e risate soffocate. A un certo punto ho sentito: «Aspettami lì. Vado a vederla e poi te lo dico».
Allora ha affacciato la testa dalla porta e mi ha guardata, è ritornato al telefono e ha detto: «Sta in piedi vicino al letto con le mani in tasca. Ora me la scopo e poi ti dico. Ciao».
È ritornato con il volto sorridente e io ho risposto con un sorriso nervoso.
Senza dire niente ha abbassato la persiana e ha chiuso a chiave la porta della sua camera; mi ha guardata per un istante e si è abbassato i pantaloni, rimanendo in mutande.
«Be'? Cosa fai ancora vestita? Spogliati, no?», ha detto con una smorfia sul viso.
Rideva mentre mi spogliavo e, una volta rimasta completamente nuda, mi ha detto inclinando un poco la testa: «Be'... non sei poi così male. Ho fatto un accordo con una bella figa». Non ho sorriso questa volta, ero nervosa, guardavo le mie braccia bianche e candide che splendevano per i raggi che filtravano appena dalla finestra. Ha cominciato a baciarmi sul collo ed è sceso man mano più giù, sui seni e poi sul Segreto, dove già il Lete aveva cominciato a scorrere.
«Perché non te la depili?», ha sussurrato.
«No», ho detto con lo stesso volume di voce, «mi piace più così».
Abbassando la testa potevo notare la sua eccitazione e allora gli ho chiesto se voleva cominciare.
«Come ti andrebbe di farlo?», ha chiesto senza indugiare.
«Non so, dimmi tu... non l'ho mai fatto», ho risposto con un pizzico di vergogna.
Mi sono sdraiata sul suo letto sfatto e dalle lenzuola fredde, Daniele si è messo sopra di me, mi ha guardata dritta negli occhi e mi ha detto: «Mettiti sopra».
«Non mi farò male stando sopra?», ho chiesto con un tono quasi di rimprovero.
«Non importa», ha esclamato senza guardarmi.
Mi sono arrampicata su di lui e ho lasciato che la sua asta centrasse il centro del mio corpo. Ho provato un po' di dolore, ma niente di terribile. Sentirlo dentro di me non ha provocato quello sconvolgimento che mi ero aspettata, anzi. Il suo sesso dentro provocava solo bruciore e fastidio, ma è stato doveroso per me rimanere incastrata a lui a quel modo.
Non un gemito dalle mie labbra, tese in un sorriso. Fargli comprendere il mio dolore sarebbe stato esprimere quei sentimenti che lui non vuole conoscere. Vuole servirsi del mio corpo, non vuole conoscere la mia luce.
«Dai, piccola, non ti farò male», ha detto
«No, tranquillo, non ho paura. Ma non potresti metterti tu sopra?», ho chiesto con un sorriso lieve. Con un sospiro ha acconsentito e si è buttato sopra di me.
«Senti qualcosa?», mi ha chiesto mentre cominciava a muoversi piano.
«No», ho risposto credendo che si riferisse al dolore.
«Come no? Sarà il preservativo?».
«Non so», ho continuato, «non sento nessun male».
Mi ha guardata disgustato e ha detto: «Tu, cazzo, non sei vergine!».
Non ho risposto subito e l'ho guardato stupefatta: «Come no? Scusa, che significa?».
«Con chi l'hai fatto, eh?», ha chiesto mentre si alzava frettolosamente dal letto e riprendeva i vestiti sparsi sul pavimento.
«Con nessuno, giuro!», ho detto forte.
«Per oggi abbiamo finito». '!
Il resto è inutile raccontarlo, diario. Sono andata viasenza nemmeno il coraggio di piangere o di urlare, solo con una tristezza infinita che mi stringe il cuore e lo divora piano piano.
sabato 14 maggio 2005
venerdì 13 maggio 2005
Asti Porto Passepartout Lisbona Auday Scritturapura
Ad Asti, da ieri fino a sabato.
Passepartout Festival
Auday
Io sarò lì in giro venerdì sera, con la giacchettina fighettina che mi ha comprato il mio personal shopper Dvd.
P.S. ho visto che c'e' uno spettacolo non male, la lettura delle lettere di Pessoa a Ophélia, alle 22.30 al Michelerio.
Passepartout Festival
Auday
Io sarò lì in giro venerdì sera, con la giacchettina fighettina che mi ha comprato il mio personal shopper Dvd.
P.S. ho visto che c'e' uno spettacolo non male, la lettura delle lettere di Pessoa a Ophélia, alle 22.30 al Michelerio.
giovedì 12 maggio 2005
Chiedere di essere liberi dalla società è chiedere di essere liberi da se stessi; è una malattia da curare, o modificando i rapporti di proprietà come vogliono fare i socialisti, o eliminando la ragione critica come cercano di fare certe sette religiose (ma, se è per questo, anche i regimi comunisti e fascisti).
Isaiah Berlin
Isaiah Berlin
martedì 10 maggio 2005
fv scrive:
che cacchio fai on line?
dezzyboy scrive:
senti chi parla
fv scrive:
sono in ufficio
dezzyboy scrive:
sisisi
dezzyboy scrive:
a insaponarti la segretaria
fv scrive:
sarò in ufficio fino a domani mattina
dezzyboy scrive:
ahahah, cos'è, oltre alla consulenza fate anche il pane?
dezzyboy scrive:
il pane del consulente, lo vendete 500 euro al chilo?
fv scrive:
vendiamo proposte
che cacchio fai on line?
dezzyboy scrive:
senti chi parla
fv scrive:
sono in ufficio
dezzyboy scrive:
sisisi
dezzyboy scrive:
a insaponarti la segretaria
fv scrive:
sarò in ufficio fino a domani mattina
dezzyboy scrive:
ahahah, cos'è, oltre alla consulenza fate anche il pane?
dezzyboy scrive:
il pane del consulente, lo vendete 500 euro al chilo?
fv scrive:
vendiamo proposte
lunedì 9 maggio 2005
domenica 8 maggio 2005
Il sabato del Leumann Dandy


Alziamo ste mani, porcoddio!!!Alziamo ste mani, dai!
Ehi tu, perché non canti? Porcoddio canta!
La
gente
ci
chiede
chi
noi
siamo
e
noi
gli
rispondiamo
Siamo quelli della Maratona
Forza Toro olè!

sabato 7 maggio 2005
Le facce di Siniscalco
Senti, adesso vai fuori e gli spieghi che ci siamo persi lo 0,5 di PIL rispetto alle previsioni. Dì che è colpa degli interinali che facevano i conti, la congiuntura, inventati qualcosa.

Senti, quest'anno qui dobbiamo abbassare le tasse e raddoppiare la spesa con finanziamenti ad cazzum canis perchè altrimenti tra un anno ci mandano in mezzo a una strada. A proposito, ma tu stai mandando dei cv?

Senti, non eri tu che ti lamentavi che hai troppo lavoro? Da domani arrivano i rinforzi! Ti abbiamo nominato sottosegretario quell'ex-capitano dell'aeronautica, quello che si presenta bene.

Senti, sarcazzo perché ieri hai detto che non ci saranno nuove privatizzazioni. Ho deciso che buttiamo 10% Enel sul mercato, e si fa. Se ti chiedono fai spallucce.

Ah senti, quelli della scorta mentre facevano retromarcia con l'autoblu ti hanno distrutto la fiancata del Cayenne.

Senti, quest'anno qui dobbiamo abbassare le tasse e raddoppiare la spesa con finanziamenti ad cazzum canis perchè altrimenti tra un anno ci mandano in mezzo a una strada. A proposito, ma tu stai mandando dei cv?

Senti, non eri tu che ti lamentavi che hai troppo lavoro? Da domani arrivano i rinforzi! Ti abbiamo nominato sottosegretario quell'ex-capitano dell'aeronautica, quello che si presenta bene.

Senti, sarcazzo perché ieri hai detto che non ci saranno nuove privatizzazioni. Ho deciso che buttiamo 10% Enel sul mercato, e si fa. Se ti chiedono fai spallucce.

Ah senti, quelli della scorta mentre facevano retromarcia con l'autoblu ti hanno distrutto la fiancata del Cayenne.
venerdì 6 maggio 2005
giovedì 5 maggio 2005
mercoledì 4 maggio 2005
Nero Minimal Chic
Al tavolo dell'ennesimo ristorante giapp aperto alle colonne di San Lorenzo, chiacchero con il mio amico Raffa sulle dinamiche di coppia mentre lui nervosamente rosicchia zenzero rosa fluorescente come fosse pane: "Dez ce ne andiamo da questa città? Non succede mai niente!" mi dice con un tono un po' annoiato e un po' divertito.
Ho visto gente partire da milano per "non tornare più" penso, per poi incontrarli dopo qualche mese al solito posto, con la solita gente per il solito aperitivo…….ma come?! Mentre lei parla io mi distraggo e mi sorprendo ad osservare l'incontro casuale di due amici…: jeans nero, felpa new zealand nera, maglietta lamartina b/n.
Alla mia destra un coppia in evidentemente imbarazzo da prima uscita, anche lui in perfetto stile nero total look! Decido allora di fare una ricerca allargata e noto con un sottile filo di panico, che tutti gli uomini che mi circondano sono monocromatici, sembra quasi esistere una regola non scritta: nero è il non colore della divisa da indossare.
Mi risintonizzo sul discorso del Raffa che, sfumato per qualche secondo come sottofondo sonoro dei miei pensieri, e' tornato a volume normale proprio nel momento del suo epilogo: "Insomma Dez pensa vivere ai tropici, una spiaggia, zero smog niente traffico o targhe alterne, vita tranquilla, sole palme e relax!" ascoltandola mi vengono in mente una serie di immagini super colorate ed etniche che stonano decisamente con la cornice minimal-chic nero-milanese in cui siamo calati! Ritorno a bomba sulla teoria del MIB (men in black) forse il nero garantisce l'anonimato, non si rischia di apparire troppo, oppure così si è sicuri di non sbagliare…faccio un rapido check del mio abbigliamento e con il mio maglioncino giallo, le all stars bianco-sporco e i jeans da battaglia mi sento totalmente fuori luogo.
Mi viene voglia di catapultarmi a casa e fare il ripulisti del mio armadio per disfarmi di tutti quei vestiti troppo colorati rimpiazzarli con la divisa nero-chic che mi farebbe sentire (forse) uno di loro!
Ho visto gente partire da milano per "non tornare più" penso, per poi incontrarli dopo qualche mese al solito posto, con la solita gente per il solito aperitivo…….ma come?! Mentre lei parla io mi distraggo e mi sorprendo ad osservare l'incontro casuale di due amici…: jeans nero, felpa new zealand nera, maglietta lamartina b/n.
Alla mia destra un coppia in evidentemente imbarazzo da prima uscita, anche lui in perfetto stile nero total look! Decido allora di fare una ricerca allargata e noto con un sottile filo di panico, che tutti gli uomini che mi circondano sono monocromatici, sembra quasi esistere una regola non scritta: nero è il non colore della divisa da indossare.
Mi risintonizzo sul discorso del Raffa che, sfumato per qualche secondo come sottofondo sonoro dei miei pensieri, e' tornato a volume normale proprio nel momento del suo epilogo: "Insomma Dez pensa vivere ai tropici, una spiaggia, zero smog niente traffico o targhe alterne, vita tranquilla, sole palme e relax!" ascoltandola mi vengono in mente una serie di immagini super colorate ed etniche che stonano decisamente con la cornice minimal-chic nero-milanese in cui siamo calati! Ritorno a bomba sulla teoria del MIB (men in black) forse il nero garantisce l'anonimato, non si rischia di apparire troppo, oppure così si è sicuri di non sbagliare…faccio un rapido check del mio abbigliamento e con il mio maglioncino giallo, le all stars bianco-sporco e i jeans da battaglia mi sento totalmente fuori luogo.
Mi viene voglia di catapultarmi a casa e fare il ripulisti del mio armadio per disfarmi di tutti quei vestiti troppo colorati rimpiazzarli con la divisa nero-chic che mi farebbe sentire (forse) uno di loro!
lunedì 2 maggio 2005
Spazio SMS
Come tutte le migliori trasmissioni televisive, da oggi su E-blog è attivato il servizio SMS. Voi mandate i vostri SMS al numero 3395075865, e verranno pubblicati qui sul blog. Il costo è quello di un comune SMS, quindi costiamo meno di MTV e soprattutto non censureremo mai. Tutti i messaggi che conterranno la frase "vi prego, mandatelo ke è importante" saranno pubblicati prima degli altri.
domenica 1 maggio 2005
La stagione dell'amore

La stagione dell'amore
viene e va,
i desideri non invecchiano
quasi mai,
con l'età.
Se penso a come ho speso male
il mio tempo
che non tornerà,
non ritornerà più.
La stagione dell'amore
viene e va,
all'improvviso
senza accorgerti,
la vivrai,
ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni,
perdendole;
non rimpiangerle,
non rimpiangerle mai.
...ancora un'altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore,
nuove possibilità per conoscersi...
...e gli orizzonti perduti
non ritornano mai...
La stagione dell'amore
tornerà
con le paure e le scommesse
questa volta
quanto durerà.
Se penso a come ho speso male
il mio tempo
che non tornerà,
non ritornerà più.
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