domenica 27 gennaio 2008
giovedì 24 gennaio 2008
mercoledì 23 gennaio 2008
e posso dire la mia su fiorella mannoia
la cifra stilistica di un uomo italiano è l'essere terrone.
la cifra stilistica di una donna italiana è l'essere allo stesso troia e vergine.
il traduttore di questo impasto di sangue, pizza e furberia è ligabue: dall'elettrorock a sex and the city, il turbinio della serendipity compresso nel cervello di un telefonino, con un riff di chitarra, proprio quello che si ascolta sotto, sempre quello, come a dire, ecco è ligabue.
io posso dire la mia sugli uomini
Qualche giorno è molto meglio
qualche giorno non mi sbaglio
vedo chiaramente quel che c’è
le colline, le vetrine
la mia stanza da imbiancare
la + bella canzone di fiorella mannoia l'ha scritta enrico ruggeri, si chiamava quello che le donne non dicono.
enrico ruggeri adesso non c'è +, non ha + i capelli, non ha + gli occhiali, non è + senza pancia, paga l'affitto.
non è morto quando doveva, come avrebbe dovuto morire tardelli subito dopo il gol dell'82, o chiambretti subito dopo il divano in piazza.
la vita si trascina, e ligabue è qui a dircelo: prende la + bella canzone di ruggeri, cantata dalla + bella cantante italiana, e gliela riscrive uguale, ma peggio, e il meta fortissimo è:
edoardo, i giorni sono passati, e quelli che sono rimasti sono proiezioni di rivivere di ricordi di un passato inventato.
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
tutti dobbiamo pagare l'affitto, ruggeri in tv, ligabue lo fa scrivendo senza ritegno: la tazza di latte, una coperta di troppo, le amiche che ridono, serena dandini, le foto delle vacanze, un marocchino tenebroso, una notte a puerto escondido.
là dove c'è l'uomo, là è l'imbarazzo: questo è ciò che resterà della nostra presenza nell'universo.
Qualche giorno è proprio meglio
ogni minimo dettaglio
sento chiaramente quel che c’è
le risate, le sirene,
le sorprese di un aprile
questo cuore che va bene già com’è
e profumi e odori
le notti di maggio che diventano le sorprese d'aprile, il cielo d'irlanda che diventano le colline e profumi e odori, il caffè nero bollente che diventa una tazza di latte e una coperta di troppo: tutto il tempo sbiadisce e nella copia di ligabue svanisce.
solo una cosa, monolitica, enorme, colossale: la fica di fiorella mannoia, che passando il tempo diventa milf monumentale, come kylie minogue, + di lei, + di qualunque cosa.
la pornografia sentimentale di questa canzone che risveglia il terronico maschio ancestrale, che torna a casa sporco di carbone e possiede violentemente fiorella nella cucina anche lei sporca di carbone, questa cucina che va a carbone e fiorella che spadella cantando questa canzone e il maschio terronico italiano che la stantuffa e dice che minchia dici, che minchia di canzone canti, e gode vedendo la donna finalmente ridotta a oggetto e la donna che gode dell'essere oggetto, al tempo stesso troia e vergine nel suo essere donna d'aprile indecisa e risoluta, nuda in un maglione troppo grande di lui, il superterrone.
Le mie amiche sanno stare
dalla parte dell’amore
tanto ognuna sa comunque
quel che sa.
Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l’ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l’ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
la tazza di latte che scotta
e quella coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.
ecco, stiamo bene come stiamo, io con i milioni e voi coglioni, dice luciano.
chisse se la vita è venuta, è passata, e tu dai vetri, e tu che non hai capito un cazzo, ti abbiamo impiegato da unieuro e quindi hai vissuto, stasera in un pub siamo tutti scarlett o'hara, nel prendersi e nel lasciarsi la legittimità di essere parte degli esseri umani.
non è così, davvero, ma le canzoni sono accomodanti, al contrario della vita, finiscono prima.
E posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l’ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l’ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.
sabato 19 gennaio 2008
lamento del tabaccaio
Tu non mi credi? Ero buono e cortese.
Schiudi le orecchie, da bambino ero saggio,
credevo in Dio, amavo il mio Paese.
Guardami in faccia: ero serio e gentile.
Rispettavo le piante, i gatti. Ero vile.
Da vecchio, sarò l'onta del quartiere.
Da vecchio, tutte le voglio vedere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.
Perché mi guardi? Da bambino ero bravo.
Mi devi credere, ero savio e ubbidiente.
Da bambino, perdio, mi ti mangiavo
nello studio. Da bambino ero prudente.
Tu ridi, stronzo? Ero ben pettinato,
rispettavo le aiuole, i cani. Ero ordinato.
Da vecchio, sarò l'onta del quartiere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.
Da vecchio, darò via pure il sedere.
ennio flaiano
mercoledì 16 gennaio 2008
mercoledì 9 gennaio 2008
C'è una sola moda, la gioventù
Ovviamente, se è in grado di farlo nella loro pienezza, come le onde piacciono a chi sa nuotare.
A chi non può permetterselo, l'età del triste livellamento nella vecchiaia e nella calma, può essere un sollievo.
sabato 5 gennaio 2008
giovedì 3 gennaio 2008
La Vanguardia
Infatti nei musei di arte moderna le sale in allestimento sono sempre segnalate.
mercoledì 2 gennaio 2008
Capire le donne
- calcio;
- commenti sui programmi televisivi;
- umorismo prefabbricato sul capire le donne.
Tralasciati per ovvie ragioni i primi due argomenti, del capire le donne già discettavano i Greci, che associavano la loro mutevolezza al prolasso dell'utero, da cui il termine isteria.
Ora, tutta questa complessità e mutevolezza delle donne, possiamo ricondurla ad un'unica frase:
- vorrei che tu esaudissi i miei desideri senza aver bisogno di dirteli.
In questa frase, si riassume il desiderio di tutti:
- meritare quello che non si vale;
- meritare più di quello che si vale.
L'incomunicabilità femminile dei propri desideri è dovuta all'impossibilità di motivarli, perché non adeguati alla propria condizione, e di spiegarli, perché spesso non li si conosce.
Sussiste infatti un trompe l'oeil della prospettiva per cui si tende ad autoconsiderarsi (e quindi valere) più di quello che si è, e al tempo stesso è nella natura umana (e dell'universo) il desiderio di espandersi oltre anche a quello che nemmeno si riesce a concepire.
Quindi la difficoltà di capire le donne altro non è che la traduzione della tensione dicotomica alla base del loro volere, un volere-oltre & un volere-aldilà, e ogni commento ulteriore è superfluo, a dimostrazione che alla base di una buona conversazione vi è l'ignoranza, e che giungere alla verità può essere complesso, ma una volta raggiunta la verità altro non è che un SI o un NO.
venerdì 14 dicembre 2007
Giuseppe Genna, Catrame
giovedì 6 dicembre 2007
Il valore della vita
SGARBI COME E' AL SOLITO AVANTI 3000 KM
TUTTO QUESTO PASTICCIARE INTORNO ALLA VITA
CHE POI, BASTANO 2 CALCOLI E CAPISCI QUANTO VALI
BASTA CHE:
- DIVIDI LE TIPE CHE TI SEI FATTO FINO AD ORA (NO TROIE) PER LA TUA ETA';
- DIVIDI QUANTO GUADAGNI ALL'ANNO PER2 E PER LA TUA ETA' (SE STUDENTE, LA TUA MEDIA VOTO);
- MOLTIPLICHI I RISULTATI E POI DIVIDI DI NUOVO PER L'ETA'.
ECCO QUANTO VALI
FACCIAMO QUALCHE ESEMPIO
STUDENTE
23 ANNI
MEDIA VOTO 30= 30:23 = 1,3
TIZIE FATTE 40= 40:23 = 1,73
1,73 x 1,3= 2,24 :23 x 10 = UNA VITA AL 97%
EFFETTIVAMENTE E' UN GRAN GALLO
PRENDIAMO UN VECCHIO CHE HA SFONDATO
50 ANNI
TIZIE FATTE 100 = 100:50 = 2
STIPENDIO 250K ANNUI = 250:2:50 = 2,5
2 x 2,5 = 5 : 50 x 10 = UNA VITA AL 100 %, GRAN GALLO ANCHE LUI
PRENDIAMO ORA UN LOSER PROTOTYPE
30 ANNI
TIZIE FATTE 10 = 10:30 = 0,333
STIPENDIO 40K ANNUI = 20 : 30 = 0,666
0,333 X 0,666 = 0,222 :30 x 10 = UNA VITA AL 7%, LA MORTE
domenica 2 dicembre 2007
Nazismo & Società: caso Erba
raffaella castagna era brutta -> bellezza come gerarchia sociale -> discesa della gerarchia sociale -> marito extracomunitario -> vicini spazzini
il marito, azouz -> matrimonio di convenienza x l'ascesa
coniugi bazzi -> visione basica della vita -> lettura dei vicini come protoplasma antisociale -> risposta senza mediazioni sovrastrutturali -> eliminazione
azouz ne trae benificio, ma fortuitamente -> liberato dal vincolo ma fruitore dei benefici connessi ->non è comunque preparato alla sua elevazione
caduta
l'esaltazione dello stato delle cose è totale, la lateralità delle forme di vita minori, la loro inutilità
pangloss would love it
mercoledì 28 novembre 2007
il giorno che si sciolsero i madredeus
Il giorno che si sciolsero i madredeus
era un giorno come gli altri
ero al lavoro e c'erano delle cose che non sapevo fare
che avrei dovuto studiare 5 anni per saperle fare
e mi chiedevo cosa avevo fatto in quei 5 anni
e pensavo a quando, tra 5 anni, mi sarei chiesto
cosa stavo facendo adesso
che ero al telefono con adriana che mi diceva che si erano sciolti i madredeus
(adriana che ho conosciuto perchè a un certo punto della mia vita c'erano stati i madredeus)
i madredeus credevo dentro di me fossero già sciolti
(ma adriana no, anche se non volessi sarebbe sempre qui, come una canzone dei madredeus)
come quando qualcuno se ne va
ma tanto ormai non lo vedevi più
invece i madredeus no, anche loro erano rimasti sempre qui
erano i 21 anni ardenti quando ancora tutto è possibile
l'oceano delle possibilità
rispetto al mediterraneo della mia vita fino ad allora
e quella che è ora e sarebbe stata
21 anni, quel rossore dorato e scarlatto del mattino della vita
quelle grazie del cuore che ancora sogna e si inebria
dell'amore di speranza di quell'età, delle carezze della vergine
che lieve gli si schiude accanto
quando giravo lisbona nei posti
citati nei testi delle canzoni
e mi fermavo al cais das colunas, sugli scalini che degradano nel mare
il quarto lato della praça do comércio, che da tre lati ha i palazzi e il quarto lato è il mare
quei gradini che impercettibilmente scivolano nel mare
come il presente lentamente travolge
propositi e sogni, e senza accorgersi si diventa
quello che non si era pensato
niente di quello che ero allora
è rimasto adesso
anche se sempre lo stesso, ripasso
per le strade della città
lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi
chi non parla a chi non conosce
come fosse possibile non ripetere i percorsi
come fosse possibile capire tutti
come fosse possibile avere amori
e intanto non soffrire per quelli che finiscono
e soprattutto per quelli che non avremo mai
mi ricordo che immaginavo di scrivere i testi dei madredeus
e scrivevo una canzone che diceva
piccole cose, sono tutto quello che ti posso dare
ma un grande amore non è piccola cosa
che niente è più grande dell'amore
amare, amare, ma solo vale la pena
se tu vuoi ricambiare
che un grande amore non è piccola cosa
che niente è più forte dell'amare
è questa l'ora, che ho aspettato tutta la vita
è adesso, è adesso
domenica 25 novembre 2007
venerdì 23 novembre 2007
Shakira uberfica
ma la luce abbaglia, e l'insieme perde il tutto.
dimentica il suo culo per un attimo, solo per un attimo, un attimo solo, e pensa a quello che dice.
She's got the kind of look that defies gravity
She's the greatest cook
And she's fat free
passano gli aerei nella notte,
portano sfigati e persone bellissime,
portano i sogni e i pensieri,
portano il desiderio verso il tramonto.
di andare da un'altra parte, con altra gente
restando sempre gli stessi stronzi,
essere idea e restare di essere corpo,
la nostalgia di posti dove non si è mai stati.
il mio unico sogno
è una collisione nel cielo
io & shakira
esplodere e ricadere
come stelle & scintille.
shakira è stata in tutti i posti,
è tutti i corpi,
è le stelle,
sul suo aereo privato,
è il turbocapitalismo,
è petroldollari e sentimento,
è eternamente e infinitamente oggi
e intanto pensa
She's been to private school
And she speaks perfect French
She's got the perfect friends
Oh isn't she cool
She practices Tai Chi
She'd never lose her nerve
She's more than you deserve
She's just far better than me
Il san carlo dell'anima,
il dorsia del sogno
il posto dove non si arriva.
un prete che nel 1930 prendeva un aereo si sarà sentito più vicino a dio.
io quando sono in aereo penso di essere più vicino a shakira.
dio con simbolino un triangolino.
morire, sul'aereo farsi saltare, se il paradiso è vedere les champs élysées di shakira.
Hey hey
So don't bother
I won't die of deception
I promise you won't ever see me cry
Don't feel sorry
For you, I'd give up all I own
And move to a communist country
If you came with me, of course
And I'd file my nails so they don't hurt you
And lose those pounds, and learn about football
If it made you stay, but you won't, but you won't
malessere e perdizione nell'amore, l'amore illumina, e rende rilucente la propria nudità, la propria inadeguatezza.
andare a scuola, andare al lavoro, e non essere mai shakira.
adeguarsi intanto alle regole del mondo.
trovarsi soli, cambiare città.
fare nuovi amici, iscriversi al corso di latino-americano e poi passare a quello di tango.
quando è sera, tornare a casa.
i taxisti nella notte con cinquant'anni chissà perchè vivono ancora.
come fanno, forse hanno una famiglia da difendere, si inventano qualcosa per non sentirsi gli ultimi.
quando si è ultimi, l'ultima speranza è spostare il gioco, la scommessa, sacrificare tutto a dio.
quando tutto è perduto, quello è il momento di amare tutto, in cui si riesce ad amare tutto.
nella ricerca inesausta, nel desiderio e nell'amore, il senso.
quando mi sento perduto, io innalzo il mio amore a shakira.
So don't bother,
I'll be fine, I'll be fine, I'll be fine, I'll be fine
Promise you won't ever see me cry
And after all I'm glad that I'm not your type, not your type, not your type, not your type
Promise you won't ever see me cry
domenica 11 novembre 2007
la tristezza infinita dell'innamoramento
la totale inadeguatezza dell'esistenza
la distanza siderale delle stelle
il silenzio dell'inverno
il viversi nel ricordo
la proiezione nel desiderio
il sognante affidamento nel futuro che non c'è
la decadenza di ogni sentimento
l'evaporarsi di ogni entusiamo
il pomeriggio di ogni cosa
l'incomunicabilità della nostalgia
l'annullamento nel tempo
l'assenza di ogni speranza
l'improvvisa scintilla di un incontro
la felicità di un momento
un bacione di buonanotte per te
amore mio infinito e lontanissimo.