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mercoledì 8 agosto 2012
martedì 21 febbraio 2012
Sanremo è l'Italia del futuro

Eccola, l'Italia del futuro: un Paese di musichette mentre fuori c'è la morte. Però con un tocco di frociaggine, perché alla fine Platinette ci assolve da tutti i nostri peccati. Del resto siamo pur sempre la patria del cattolicesimo e del tengo famiglia, e questo è il massimo dell'avanguardia che possiamo permetterci: la locura, che in spagnolo indica la pazzia ma anche l'alienazione. Il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paillettes. Gigi D'Alessio e Loredana Berté sono la merda vecchia, Gigi D'Alessio e Loredana Berté col remix di Fargetta sono la merda nuova. E la gente che sale sul palco per ballare è l'immagine plastica dei barbari alla fine dell'Impero.
Da Sanremo possiamo trarre almeno due lezioni fondamentali:
1) Un Paese che si eccita per lo spacco inguinale di Hernan Crespo è un Paese senza futuro.
2) L'Italia è come il maiale: non si butta via niente. Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si conserva: "noi siamo ancora qua".
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