sabato 16 marzo 2013

I laureati














Ed eccoci alla seconda delle nostre lucide analisi. Stavolta affronteremo, a partire da alcuni casi di attualità, il tema della percezione sociale della laurea in Italia.

Come tutti ricorderete, sia Giannino che Crosetto hanno millantato lauree inesistenti. Giannino, poi, ci ha anche perso la faccia, e con essa la possibilità di portare in parlamento le sue truppe cammellate di dandy neoliberal, con annesse lauree finte, giacche finte e barbe finte con l'elastico. Un vero peccato. Grillo invece, che scemo non è, ha sempre rivendicato con orgoglio il suo analfabetismo e proprio su quello ha costruito la sua fortuna politica (ignorance is strenght diceva Orwell), arrivando anche a proporre l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Posizione particolarmente vincente in un Paese in cui pochissimi si laureano, e quei pochi sono anche visti come stronzetti aspirational da far lavorare gratis in un call center ammuffito, così imparano a credersi più intelligenti di noi. È la questione attualissima del cognitariato, di cui ci siamo occupati nella prima delle nostre lucide analisi. Per gli elettori del Movimento 5 Stelle, insomma, sarebbe stato semmai uno scandalo scoprire che Grillo una laurea ce l'aveva.

Adesso però scopriamo che anche la grillina Marta Grande ha mentito sul titolo di studio, spacciando per laurea il suo Bachelor of Arts, un semplice diploma universitario di primo grado che si ottiene negli USA al termine di un corso biennale e non ha valore legale in Italia. Ebbene, se perfino un'esponente di punta di un movimento che ha fatto dell'illiteracy la sua (vincente) bandiera politica non ha resistito alla tentazione di inventarsi una laurea, forse la nostra analisi non era del tutto corretta, e allora dovremmo fare un po' di autocritica. Forse, nonostante tutto, in Italia la laurea ha ancora un certo appeal (proprio perché quella vera la prendono in pochi). Forse, nella percezione comune, i laureati non sono così sfigati come pensavamo, e li fanno lavorare gratis proprio perché il denaro, che come tutti sanno è lo sterco del demonio, non si addice agli optimates. Forse, tutto sommato, l'Italia è un Paese un po' migliore di come ce l'eravamo immaginato.

giovedì 14 marzo 2013

ninfografica

ninfografica

lunedì 11 marzo 2013

Gli intellettuali



Inauguriamo con questo pezzo Lucide analisi, la nostra nuova rubrica a sfondo sociale, politico e culturale. Oggi ci occuperemo, come sempre, di Grillo, ma anche e soprattutto di Gaber, intellettuali, macellai, Bucknasty.

Come certamente avrete già letto da qualche parte, stavolta Grillo si è scagliato contro gli intellettuali organici di Repubblica che lo spingono a fare l'accordo di governo col PD, citando Gaber e il suo pezzo contro gli intellettuali. Ora, non è certo la prima volta che Grillo quando sente parlare di cultura mette mano alla pistola, per cui sarebbe troppo facile per noi schierarci contro di lui e a favore dell'intellighenzia militante. Non ci interessa nemmeno entrare nel merito del dibattito, lanciato da Christian Raimo, sull'eventuale qualunquismo di Gaber. Vorremmo solo scardinare, dati alla mano, la retorica fascistoide del radical chic, sfatare insomma quel luogo comune molto diffuso che contrappone il popolo povero e autentico agli intellettuali ricchi e stronzi.

In Italia gli intellettuali non sono ricchi per un cazzo, se gli va bene fanno i web editor da 800 euro al mese (meno di un operaio di primo livello) e se gli va male fanno i collaboratori esterni di Rivista Studio per 60 euro lordi a pezzo, mentre una donna delle pulizie non scende mai sotto i 10 euro l'ora e un macellaio guadagna in media 300k euro l'anno (ovviamente senza dichiarare niente, perché come è noto in Italia le fatture le fanno solo le fattucchiere). Gli studi di settore parlano chiaro. Pensate ad esempio al povero Bucknasty, che non solo è stato pagato 0,06 euro a parola per l'inchiesta di Vice sui tamarri di Garlasco, ma si è preso pure le botte dei tamarri stessi dopo che gli hanno sgamato il pezzo.

I veri proletari di oggi non sono gli operai e nemmeno gli extracomunitari, ma gli intellettuali (e non a caso si parla ormai di cognitariato). Sono loro le ultime vittime possibili della catena di montaggio post-industriale, sono loro gli ultimi eroi romantici in questa società che corre più veloce del demonio.

Detto questo, chiudiamo con un paio di video che come al solito dicono tutto.




no pain no gain misseri

no pain no gain misseri

mercoledì 6 marzo 2013

non si esce vivi dagli anni 80

Gli anni 90 non avranno nessun revival. Dopo gli anni 80 rivaluteremo direttamente gli anni zero, cioè di nuovo gli anni 80, e poi ancora gli anni zero etc. Insomma si creerà un loop per cui resteremo sempre negli anni 80.
Comunque l'unico lato positivo di tutta questa storia dei 5 stelle è che alle prossime elezioni si formerà per reazione il Partito dell'Aristocrazia Reazionaria e finalmente potrò andare a votare contento. "Votateci, e sarà l'ultima volta che lo farete".
raga io vi dico, ai tempi di if you wanna be my lover avevo predetto che le spice girls sarebbero diventate un fenomeno pop da disco d'oro, oggi come allora prevedo che grillo prenderà il potere e vivremo un ventennio fascista esagitato e ricco di slogan che fanno ridere solo i vecchi, poi non dite che non ve lo avevo detto

Il liceo a 5 stelle


La soluzione al quiz del post precedente non è la proposta numero 3, ovvero il fondo unico dei periti informatici come la maggior parte di voi ha ipotizzato (l'abbiamo inserita apposta per depistarvi), ma la numero 7: liceo a 5 stelle per gli adulti che non hanno ottenuto il diploma di maturità. Non l'abbiamo neanche esagerata, è riportata testualmente. La fonte è l'Huffington Post, dove si legge in particolare:

Ma le proposte sono molte e disparate: il ripristino del turn-over per i vigili del fuoco, la chiusura del museo di Cesare Lombroso a Torino, stabilire un tetto minimo e massimo per le pensioni, istituire un liceo a 5 stelle per gli adulti che non hanno ottenuto il diploma di maturità e via dicendo.

È sempre bello quando la realtà si rivela peggiore della sua rappresentazione. Nel frattempo, comunque, la commissione d'inchiesta sul New World Order si fa sempre più vicina...

lunedì 4 marzo 2013

Le prossime 10 proposte di legge del Movimento 5 Stelle














1) Il Gabibbo presidente della repubblica

2) Nuova legge elettorale: si vota direttamente su beppegrillo.it (anche per il papa)

3) Fondo unico dei periti informatici

4) Leggi grillissime: scioglimento di partiti e sindacati, introduzione delle corporazioni a 5 stelle, manganello e olio di colza per i dissidenti

5) Fuori dall'euro, si torna ai sesterzi

6) Reddito di cittadinanza: 1000 sesterzi al mese ma solo per gli italiani iure sanguinis (no generazione Balotelli)

7) Liceo a 5 stelle per gli adulti che non hanno ottenuto il diploma di maturità

8) Commissione d'inchiesta su scie chimiche, rettiliani, signoraggio, New World Order

9) Introduzione della Camorra nel PIL

10) La fattura la fanno solo le fattucchiere



(una è vera, indovinate quale)

sognatori

non ho niente contro i sognatori, purché single

legge elettorale

LA RIFORMA ELETTORALE NON PUO' PRESCINDERE DAL VOTO PER CLASSI, COME QUELLO CHE VENIVA PRATICATO NEL REGNO DI PRUSSIA SECONDO LA LEGISLAZIONE DEL 1849, CHE ATTRIBUIVA, DI FATTO, A CIASCUN VOTO UN PESO NUMERICO FORTEMENTE SQUILIBRATO: GLI ELETTORI DELLA PRIMA CLASSE, PARI A MENO DEL 5% DEL TOTALE, ESPRIMEVANO UN VOTO DI VALORE PARI A PIÙ DI 23 VOLTE IL VALORE DEL VOTO ESPRESSO DAGLI ELETTORI DELLA TERZA CLASSE (CUI ACCEDEVA CIRCA L'83% DEL CORPO ELETTORALE)

sabato 2 marzo 2013

la ggente

Sta andando al potere la gente. Mi fa più paura.
Beppe Grillo,1993

venerdì 1 marzo 2013

una vita al massimo

Io, per dire, le cose o le faccio al massimo oppure – e lo dico senza problemi – non le faccio. E infatti non le faccio
Alessandro Gori

giovedì 28 febbraio 2013

Conserva Acabada - João César Monteiro

papa closing party

papa closing party

mercoledì 27 febbraio 2013

la storia me la sono dimenticata

Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia, è la lezione più importante che la storia ci insegna. 
Aldous Leonard Huxley

lunedì 25 febbraio 2013

fine campagna elettorale

fine campagna elettorale

sabato 23 febbraio 2013

elezioni

se fossimo nel 1789 si potrebbe votare ingroia, nel 1889 giannino, nel 1989 grillo
 

Istruzioni rimborso IMU

Istruzioni Rimborso IMU PDL

mercoledì 20 febbraio 2013

cosa vogliono dirci i Baustelle

Fantasma, l'ultimo disco dei Baustelle, ha esordito al secondo posto in classifica. Questa settimana partono per il tour con l’orchestra dell'ensemble simphony di Massa Carrara con quattro date esaurite a Bari, Roma, Firenze (dove ci sarà anche lo staff di dezgeist) e Milano.

Baustelle

Tralasciato il solito giochino hipster / mainstream, è giunto il momento di chiedersi cosa vogliano dirci i Baustelle: Bianconi crede davvero in quello che scrive, o tutto in lui è costruito per darci l'idea che non lo sia? Ma soprattutto, cosa vuole davvero dirci? E' un semplice nichilismo post comunista ma assolutamente non post modernista, da liceale sdrucito che approfitta della maudit per limonare le figlie dei divorziati e ruba la cassa della festa di fine anno per comprarsi le canne, o vi è reale analisi e critica sociale?

Abbiamo provato a chiederlo a tre intellettuali, che per par condicio rappresentano aree differenti del panorama culturale italiano.

Non vi è in Bianconi l'intenzione di passare per spontaneo. La cattiva fede è la sua cifra stilistica, esibita e compiaciuta, quindi penso che sì, ci creda davvero. Non vedo né analisi né critica sociale, ultimamente vedo più che altro la filigrana del marketing come quando imponevano a Vasco gli occhiali con le lenti gialle, sono diventati un feticcio per categorie-target definite che istintivamente catalogherei così: professori di liceo che vogliono farsi le ragazzine, donne che frequentano speed-date, omosessuali singles, hipster con poca vita sociale, guia soncini. Comunque, pur facendo questi pensieri non me ne faccio minimamente condizionare, nella rete delle relazioni tutto perde senso, e loro continuano colpevolmente a piacermi, nonostante mi sia consumato le palle nello scacciare la sfiga. Ma non credo che bianconi porti sfiga davvero, mi sembra più che si travesta da becchino come il prestigiatore alle feste per bambini, insomma, il figurante di un parco a tema.
Riccardo C. Mauri, scrittore.

 


Essere Bianconi. I fenomenologi affermano che è impossibile capire davvero gli altri. I movimenti interiori di ognuno sono inaccessibili, comprensibili solo per metafore grossolane e inefficaci. Quando tu mi dici “mi sento triste”, non posso fare altro che immaginare la tua tristezza, paragonandola alla mia. Ma sono veramente la stessa cosa? Io mi chiedo come sia essere Bianconi e so che non lo saprò mai. Se fossi Bianconi, crederei ai miei testi? Ai miei riferimenti midcult (Fassbinder e il poliziottesco, Cattelan e l'eroina)? Al fatto di essere frontman, scrittore, intellettuale, timido ma affascinante, maledettino ma nemmeno troppo? E al fatto di esserlo in un tempo e in un luogo in cui pochi sono meglio di me, ma non per merito mio. Bisognerebbe provare a fare una fenomenologia di Bianconi. Non dei Baustelle, che sono un'emanazione di Bianconi (Bianconi au second degré AKA metaBianconi), non diversa dalla sua cacca del mattino. Ma proprio di Bianconi. Com'è essere lui? E anche, come sarà essere lui tra trent'anni, non più frontman, non più maledettino, che i poliziotteschi non se li inculeranno più nemmeno i nerd?
Riccardo Fassone, professore.


L’amore, l’universo, l’entropia e tutto quanto. Avete presente, no? La solita metafisica d’accatto alla portata di tutti. Facile, sicura, disponibile. Come quelli che pensano che nominare "malinconia" in un testo renda quella canzone malinconica. Suggestioni pompose e impalpabili buttate là come un rumore di fondo e che fanno calma piatta. Prodotti medi di media qualità per un pubblico con l'ansia di suggestionarsi l’Amazzonia in un Arbre Magique. Musica da chiacchiere in enoteca. 
Ma puoi decidere di rischiare la pelle e raschiare il fondo. Fregartene della metafisica e percorrere il filo del ridicolo. Raccontare il dolore senza nominarlo. Dire solo di cose che puoi vedere e toccare, perché è di quelle che è lastricata la via per l’inferno. Cose inutili e vili. E se riesci nell’ardua impresa di rimanere in equilibrio su quel filo senza cadere, improvvisamente sarà tutto il resto ad apparire ridicolo. Ad essere inutile e vile. L’amore, l’universo, l’entropia e tutto quanto.
I Baustelle non hanno bisogno di attaccarsi alle supercazzole di metafisica. Così giocano d’azzardo: ipermercati, penne Bic, fumetti neri, Festivalbar, trattamenti sanitari obbligatori e Hatù. La loro "malavita" non si nasconde, ma per dirci del dolore si racconta per nomi propri e blisterati. Canzoni come unghie che graffiano il gesso, senza bisogno di -ismi di sorta.
 Quella dei Baustelle è la cronaca di un dopobomba possibile. 
Quello che resta sono mozziconi di vita di personaggi borderline, donne killer, corvi, barboni antropofagi, bambini finiti in un pozzo artesiano, ragazze suicide, dandy e groupie. Storie nere che i Baustelle vestono di fiero pop, nell’accezione più nobile del termine e nella miglior tradizione del gruppo.
Melodie irresistibili, a presa rapida ma dal potenziale davvero inesauribile. Ritornelli killer come se non ci fosse domani. Pochi hanno innato un tale istinto creativo e una così grande capacità comunicativa. E’ il tocco di Bacharach e di Noel Gallagher. E, più di loro, ce l’ha Bianconi.
 I Baustelle mai presuntosi, sempre ambiziosi. Attraversano generi e aggettivi senza fermarsi, sempre bigger than life. Le loro canzonette sono femmine fatali. Ti avvolgono ma restano impossibili da trattenere e contenere. No, non puoi assumerne il controllo. Qual è l’ingrediente segreto del Rosso Antico? Di cosa sono fatte le nuvole? E rende La Canzone Del Riformatorio una scocca unica e non replicabile? E’ roba da rovinarsi la vita in cerca di un perché. 
Ogni loro canzone è un film e un feticcio perfetto. E sembra fissata nello spaziotempo nella sua unica versione possibile, come un dipinto di Edward Hopper. 
Alessandro Gori, scrittore.