lunedì 18 febbraio 2013

30 posti abbandonati


Abandoned Mill from 1866. Sorrento, Italy
italy
Eilean Donan Castle. Photo by pboehi
castle
Holey trinity by rustyjaw
trinity
Tunnel of Love, Kleven, Ukraine
tunnel
Abandoned power plant cooling chamber. Photo by richard gubbels
tower
Lighthouse
lighthouse
Goražde, Bosnia. Photo by Andrew Moore
bosnia
The Hotel del Salto, Tequendama
house
Oval skeleton of the House of the Bulgarian Communist Party. Photo by Dimitar Kilkoff
bulg
Swallowed by Nature, Taiwan. Photo by cock_a_doodle_do
green
Abandoned Power Plant. Photo by stevenbley
power
Curon Venosta, Italy
lake
Sunken Yacht In Antarctica
boat
Underwater statue of Jesus, Malta
jesus
Under a blue sky. Photo by Sven Fennema
blue
Winter sun. Photo by odin’s_raven
winter
Scale. Photo by Voreas
cold
Church, Gary, Indiana. Photo by eholubow
abd
Herdman’s Mill. Photo By Martino ~ NL
mill
Theater
teatro
The Abandoned City Hall Subway Stop
subway
Arbutus. Photo by Burningphotography
arbtus
Japan’s Abandoned Amusement Park
rollercoaster
St Dunstan-in-the-East EC3R. Photo by yorkshire stacked
duncan
St Etienne by Jurg Roessen
church
Ivy Ruins by John Neville Cohen
belgium
Buchanan Castle Corridor by Bora Horza
castle
#2357. Photo by Pheizy
abbandonato
Great white. Photo by andre govia
roses
Abandoned railroad in France
france
Lawndale Theater
masked
The very strange organ’s room. Photo By Bousure
room
snow
 

giovedì 14 febbraio 2013

il racconto di S. Valentino

dark valentino

La vecchia signora elargisce la serenità del suo sorriso a chiunque entra nella piccola bottega di pasticceria; pochi metri quadri rivestiti da un'antica boiserie in rovere intarsiato, pregna del profumo delle mandorle tostate e delle creme vellutate debordanti dai paffuti bignè.
Unico ornamento sono le targhe e i ritagli di giornale che testimoniano come sia riconosciuta quale “miglore pasticcera” della città.
Sta per chiudere il negozio al calare della sera, quando un giovane con occhi verdi, capelli ricci e rossi ed un simpatico viso lentigginoso entra di corsa nella bottega.
Lei sorride vedendolo affannato. Si passa la mano sulla crocchia grigia per sistemare le poche ciocche ribelli e si aggiusta il grembiule con i pizzi antichi.
“Scusi signora....ha ancora delle paste?....è il compleanno della mia ragazza..”.
“Sto chiudendo e ho riposto quasi tutto sul retro...ma vediamo cosa è rimasto. Vieni con me  così puoi scegliere nei vassoi”. Il giovane guarda gli occhi azzurri della nonna e pensa che da giovane doveva essere stata una bella donna, per un attimo immagina il suo corpo non ingobbito dal peso degli anni, i seni sodi e le gambe snelle.
Quando il giovane varca la porta si trova nel laboratorio della bottega. Piastrelle bianche immacolate, grandi tavoli d'acciaio su cui sono posati pentoloni enormi, sacchi di farina, frutti maturi, coni di zucchero su piani di legno, mattarelli lunghi e scaglie di cioccolato lo circondano, come fossero numi tutelari di un tempio.
La vecchia sorride: “assaggia questo è una delle mie ultime creazioni”. La pasta è una frolla dalla crosta brillante di zucchero, con piccole e umide ciliege candite. Mentre assapora la dolcezza dei frutti, ricordando il rosso cupo della loro pelle, lui sente improvvisamente le sue gambe che si intorpidiscono. Pochi secondi sono sufficienti perché cada a terra, incapace di rialzarsi, con la sensazione che il suo corpo sia completamente immobilizzato. La vecchia è sopra di lui. Lo guarda e sorride. Il ragazzo vorrebbe urlare ma anche la lingua è bloccata. Solo un filo di bava esce dall'angolo della bocca. La vecchia lo accarezza, lo guarda con tenerezza, come quaranta anni prima aveva osservato il volto di Marco, nella stessa posizione, nello stesso momento. Aveva amato molto Marco, anzi ormai poteva dire che era stato il suo unico amore.
La vecchia signora trascina il giovane verso il tavolo d'acciaio alzando intorno a sé una nuvola di farina. E' stanca, fa molta fatica, pensa tra sé che ormai è giunto il momento di andare in pensione, dovrà chiudere la bottega perché il suo corpo non regge più di fronte al peso di tanto lavoro.
Sul tavolo sono posti una serie di coltelli con lame piccole e grandi, zigrinate o lisce, dai manici di olivo o di acciaio. Ne prende in mano uno con l'impugnatura di legno e la lama a forma di vela di nave. Si avvicina alla mano del ragazzo e sfiora la sua pelle. Rammenta quando Marco le aveva preso la mano la prima volta, le sovvengono la forza e la dolcezza di quell'atto, ricorda come le erano sembrate belle le sue dita, eleganti e affusolate. Con gesto deciso la lama trancia il primo dito  del ragazzo. Il dolore che l'uomo prova non è descrivibile, ma solo percepibile dai suoi occhi, dove si può intuire cos'è l'inferno senza che dalla sua gola possa uscire un solo rumore per raccontarlo.

Le altre dita entrano presto nella grande ciotola di marmo bianco. Dieci piccoli arti. Dieci frammenti di quel corpo che con il suo sangue sta allagando il pavimento.
La vecchia signora prende delle tenaglie di ferro nero e guarda con tenerezza il giovane. Evoca nella sua mente i baci di Marco, quando le loro lingue si toccavano e lei esplorava la sua bocca con quelle labbra così carnose e seducenti. La donna apre con forza la bocca del giovane e comincia a strappare  i denti del ragazzo. La bocca si muta presto in una poltiglia di carne sanguinolenta.
La signora riflette sul fatto che le tenaglie sono oggetti utilissimi per svariati usi, chiunque dovrebbe sempre tenerle a portata di mano. Così guarda un'ultima volta quegli occhi verdi così limpidi e ricorda di come aveva pianto la prima volta che aveva fatto l'amore con Marco e aveva sentito il suo sguardo perdersi in quello di lui.  Con le pinze afferra il bulbo è lo strappa gettandolo nel vassoio di marmo. La signora pensa che è strano come si assomigli il rumore dell'occhio gettato nel vassoio con quello che fanno le seppioline sbattute nella farina per la panatura.
Il relitto umano è ormai ridotto a fontana di sangue.
Quando abbassa i pantaloni e vede il cazzo ricorda di quando Marco la scopava con dolcezza, dicendole che l'amava, che non l'avrebbe abbandonata. Ricorda quando lo prendeva in bocca e succhiava avidamente la cappella, mentre la lingua si soffermava ad assaporarne il gusto, aspettando ansiosamente di poter ingoiare il suo piacere.
Un giorno, mentre stava preparando dei pasticcini nel laboratorio, lui le aveva detto con voce noncurante che la lasciava, che semplicemente di lei non voleva più saperne.
In quell'istante  aveva deciso che quel corpo sarebbe stato per sempre suo. Si girò di scatto e con un solo fendente piantato in mezzo al cuore lo avevo ucciso. Una piccola goccia di sangue era uscita dal suo torace. Il corpo si era accasciato a terra con gli occhi ancora stupiti di chi non ha compreso che quello è il suo ultimo istante.
Mentre amputava il cazzo e i coglioni del ragazzo sospirava, rammentando quanto aveva amato Marco e quanto era bello il suo membro.
La ragazza aveva straziato il  corpo, velocemente macinato e impastato con le farine più selezionate e le uova più fresche e poi divorato interamente la prima produzione di pasticcini che l’avrebbero resa famosa per il resto della vita.
La vecchia signora pensò che era proprio tardi e doveva ancora pulire tutto. Meno male che questa sera in tv davano “C'è posta per te”, è bello emozionarsi vedendo che le persone sanno perdonare ed amarsi ancora.

mercoledì 13 febbraio 2013

PRETTY VACANT

Innanzitutto una carrellata degli highlights di questo papato:




















E ora le 15 frasi più sentite al bar dopo la notizia delle dimissioni:

1) Berlusconi prendi esempio
2) Vedrai che adesso esce fuori qualcosa sullo IOR
3) Eh guarda caso proprio in campagna elettorale, è una scusa per non farci parlare della crisi
4) Adesso Monti prenderà il 40%
5) Vabbè tanto questo papa non mi piaceva, era meglio quello di prima
6) Tra l'altro pare sia gay
7) Comunque l'ultimo di Moretti è stato profetico
8) Meno male dai, così adesso si parla solo di questo e Berlusconi non rimonta più
9) Adesso è il momento di un papa nero/gay/donna
10) Il prossimo papa bisogna eleggerlo su internet
11) E' stato un gesto di grande dignità
12) Ma chi se ne frega del papa, ma parlate di cose serie, la crisi lo spread il calcio la figa
13) Comunque se non era per la latinista in Vaticano nessuno se ne sarebbe mai accorto
14) Come prossimo papa vedrei bene Benigni
15) Però che imbarazzo che ha sbagliato a scrivere la lettera di dimissioni in latino...

Conte urla "t'ammazzo" a Bonucci

Conte urla "t'ammazzo" a Bonucci from Vecchiasignora.com on Vimeo.

martedì 12 febbraio 2013

le posizioni esistenziali in analisi transazionale

Le posizioni esistenziali sono quattro e descrivono come una persona vede sé e gli altri. I segni + e - riportati nelle descrizioni seguenti indicano un'asserzione positiva o negativa riferita alla posizione esistenziale:
 Io sono OK; tu sei OK: + + (posizione esistenziale sana, che induce ad un comportamento assertivo)
 Io sono OK; tu NON sei OK: + - (comportamento aggressivo)
 Io NON sono OK; tu sei OK: - + (comportamento passivo, servile; depressione)
 Io NON sono OK; tu NON sei OK: - - (futilità, cinismo)

La posizione esistenziale di un soggetto può cambiare con il passare del tempo, anche breve.

Esistono anche le "posizioni a tre", che esaminano la valutazione che l'individuo effettua nei confronti di sé stesso, del suo interlocutore e degli "altri" [10]:
 Io sono OK; tu sei OK; loro sono OK: + + + (posizione aperta, socievole, democratica)
 Io sono OK; tu sei OK; loro NON sono OK: + + - (posizione snobistica, demagogica)
 Io sono OK; tu NON sei OK; loro sono OK: + - + (posizione dello scontento, polemica)
 Io sono OK; tu NON sei OK; loro NON sono OK: + - - (posizione solitaria, arrogante)
 Io NON sono OK; tu sei OK; loro sono OK: - + + (posizione masochistica, depressiva)
 Io NON sono OK; tu sei OK; loro NON sono OK: - + - (posizione subordinata)
 Io NON sono OK; tu NON sei OK; loro sono OK: - - + (posizione dell'invidia servile)
 Io NON sono OK; tu NON sei OK; loro NON sono OK: - - - (posizione pessimistica, cinica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_transazionale

lunedì 11 febbraio 2013

Benedetto XVI

Benedetto XVI: colui che fece per lo IOR il gran rifiuto

le gioie del papato

sabato 9 febbraio 2013

Santoro-Berlusconi 0-10



No comunque è pazzesco, Berlusconi in vent'anni ha fatto di tutto, ha distrutto lo stato sociale, la scuola, le pensioni, ha rovinato l'Italia e c'è ancora gente che lo vota, rendiamoci conto, questo qui in vent'anni non ha fatto niente e c'è ancora gente che gli crede... Parla parla e poi non fa niente... Dice che taglia la spesa pubblica e poi non la taglia, dice che ammazza lo stato e poi non lo ammazza... Vabbè dai, meno male che alla fine non lo ammazza davvero!
È sempre un io che dice noi

venerdì 8 febbraio 2013

c'est la vie



c'est la vie
di simone rovellini

giovedì 7 febbraio 2013

Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e profondo. 
Antoine de Saint-Exupéry

laponal


Bach, Buxtehude e la figlia

Nell'ottobre 1705 il ventenne Johann Sebastian Bach si fece concedere un permesso di quattro settimane (diventate poi quattro mesi) dai suoi superiori della Bonifaciuskirche di Arnstadt, presso la quale era organista, per andare a sentire Dietrich Buxtehude.
Bach compì un viaggio a piedi di circa quattrocento chilometri per arrivare a Lubecca, dove assistette alle Abendmusiken nella Marienkirche.
 Non è chiaro se Buxtehude e Bach si siano presentati: Johann Nikolaus Forkel, nella sua biografia bachiana, indica che Bach «fu ascoltatore segreto di questo, ai suoi dì, famosissimo e davvero bravo organista».
 La bizzarra ma inequivocabile definizione di ascoltatore segreto, un dettaglio che gli fornì Carl Philipp Emanuel Bach, il quale ascoltò il racconto del viaggio a Lubecca direttamente da suo padre Johann Sebastian, fa supporre che i due non si siano incontrati.
Johann Sebastian Bach, desideroso di apprendere «i fondamenti della sua arte», probabilmente preferì ascoltare Buxtehude in segreto, nella navata della chiesa, senza salire sulla cantoria per presentarsi, in modo da poterne carpire i segreti del mestiere (artifici, tecniche di improvvisazione, passaggi di destrezza, combinazioni di registri), che forse Buxtehude custodiva gelosamente e non avrebbe rivelato.
Altre fonti riportano che a quell'epoca l'anziano Buxtehude meditasse di ritirarsi e da due anni stava cercando un suo successore alla carica di organista della Marienkirche. Aveva però posto come clausola che chi avesse voluto essere suo successore avrebbe dovuto sposare Anna Margaretha, sua figlia poco avvenente. Georg Friedrich Händel e Johann Mattheson, che si erano recati a Lubecca nel 1703, avevano ricevuto la stessa offerta, ma, dopo aver visto la figlia di Buxtehude, avevano rifiutato ed erano ripartiti il giorno successivo. Anche Bach rifiutò.
Bach tornò ad Arnstadt nel febbraio 1706, con quindici settimane di ritardo. I superiori della Bonifaciuskirche, dopo il suo ritorno, notarono che: «Dopo questo viaggio eseguiva stupefacenti variazioni sui corali e vi mescolava armonie estranee a tal punto da confondere i fedeli. In futuro, se vorrà introdurre un tonum peregrinum, dovrà tenerlo per un tempo sufficientemente lungo senza passare troppo presto ad un'altra tonalità, né, come ha iniziato a fare, suonare subito dopo un tonum contrarium».

mercoledì 6 febbraio 2013

torniamo alla poesia civile degli anni cinquanta che affrontava i grandi temi della società

io lo so, amico cecere luiggino di anni quarantaquattro,
che mentre svolgi il tuo lavoro di secondo macchinista
sull’espresso della valvaraita lanciato in piena corsa
ricordi la tua terra lontana, le preziose vestigia
della civiltà greca inondate dal sole,
gli arancini fritti con capperi e rognone,
le serene giornate trascorse alla pesca del polpo.

lo so che in quei momenti la tua tenuta da lavoro
si impregna di lagrime roventi e amare
e pensi: ma se proprio dovevate metter su una linea
per dar lavoro a me e al mio amico cafiero enzino detto pummarola
(che peraltro sono otto mesi che si dà malato
ma non potete licenziarlo per via della camusso)
non potevate perdio farcela un po’ più vicino a casa
per risparmiarci gli struggenti dolori dell’emigrante?

ci abbiamo provato, amico luiggino, dio sa se lo abbiamo fatto
abbiamo dato incarico a tuo cugino cecere potito detto tricchetracche
ma lui faceva le rotaie tutte storte
per i vagoni usava vecchie corriere prese allo sfascio
e al posto delle carrozze bar ci metteva bische clandestine
gestite dalla cosca pozzolillo-ciricò.
così dopo aver stanziato trentacinque miliardi della cassa del mezzogiorno
con l’aggiunta di fondi strutturali e contributi per la pesca e l’allevamento
non abbiamo potuto far altro che arrenderci
e lasciare senza treni il vostro sud così bello e sfortunato.

è vero, ti abbiamo strappato alla tua terra
ma qui hai potuto costruire il tuo futuro,
comprarti una casetta dignitosa arredata con gusto,
sposare lomonaco giusy detta la chiattona
e goderti ogni sera, quando rientri a casa stanco,
la sua eccellente parmigiana di marenzane.

non so, amico luiggino, se un giorno i tuoi figli
cecere christian di anni diciassette
e cecere britney detta manco li cani
potranno tornare al paesello che ti ha visto crescere
riportando con sé i principi di igiene e di compliance fiscale
appresi in quel nord che vi pareva così grigio e ostile
e portando così il loro piccolo ma prezioso contributo
al tanto auspicato progresso civile del mezzogiorno.

non so se in un mattino baciato dal sole
approderanno nella vostra stazione ferroviaria nuova di zecca
che nel frattempo avremo provveduto a costruire con i fondi straordinari
per la promozione del turismo nelle zone siccitose.
lo spero tanto, ma per adesso non è aria
meglio se si procurano un visto per l’australia

martedì 5 febbraio 2013

hollywood in campagna

hollywood in campagna

lunedì 4 febbraio 2013

Madredeus-A Sombra 2012


il lavoro nobilita lapo elkann

il lavoro nobilita. persone come lapo elkann pagano e perdono soldi pur di poter dire che fanno qualche lavoro.

berlusconi rimborsa l'imu

berlusconi rimborsa l'imu

domenica 3 febbraio 2013

GoDaddy Bar Refaeli Super Bowl Commercial


venerdì 1 febbraio 2013

Да здравствуют товарищи Ленин и Джяннино!

lenin giannino