sabato 26 febbraio 2005

Il posto dove portate la tipa a cena non deve mai costare + della roba che ha indosso.
Se seguendo questa regola l'unico posto dove portarla a cena risulta essere McDonald's, scopatela e basta.

giovedì 24 febbraio 2005

Ma il cielo è sempre più blu

Ma il cielo è sempre più blu è un'antologia della poesia italiana, di un ieri che è oggi.
Lello Voce e Aldo Nove non sono riusciti a farla pubblicare, per cui hanno deciso di renderla scaricabile online copyleft.
Non è sempre bella da leggere (ci sono Labranca e Scarpa, c'è la Genti, il sublime Raimo già letto su e-blog, ma c'è purtroppo anche Frankie Hi Nrg), però è proprio quello che intende essere, una fotografia del presente italiano.
Divertente l'ultimo capitolo, sui sogni, da compilarsi a cura del lettore, perché nemmeno i poeti possono sognare i vostri stessi sogni.

mercoledì 23 febbraio 2005

Paris val bene una messa

Immagini dal telefonino di Paris Hilton

martedì 22 febbraio 2005

quella è la vita

sì va beh, però non ti compri la lamborghini, ma al limite neanche un proiettore barco per vederti stalker.
e neanche un impianto a valvole come si deve per sentire il 4'33".
e nemmeno le opere complete di artaud (gallimard) in un pomeriggio insieme a 4 paia di church's e 8 cd di Arvo Part senza sfondare il tetto della carta.
quella è la vita.
Quello è ciò che intendo.
Altrimenti è la catena di montaggio, altrimenti davvero è meglio morire giù dalla tromba delle scale.
io dico, o quello o la tromba.

Scale

poi è chiaro che non ti ammazzi perchè devi dare da mangiare al gatto, che ti guarda e non capisce.
che ne sa il gatto del concettuale ?
ma ha ragione lui

Ildeboscio

venerdì 18 febbraio 2005

Adiós, Omar Sivori

giovedì 17 febbraio 2005

Contemporaneità

Contemporaneità

Adoro questa foto, perché c'è tutto: questi anni '00, l'ultima giovinezza, l'eccitata e fremente voglia di arrivare, il timore di non farcela, l'ansia di essere sempre al meglio di chi ce l'ha fatta, l'invidia di chi si trova ai margini, l'amore che non ha ragione né mai ce l'avrà, la corporeità dell'esistenza e l'astrattezza del sentimento, l'ordine e il caos.
Lo Ying-Yiang della contemporaneità.

lunedì 14 febbraio 2005

Dio

Non
si
sa
se
c'è


(Dio esiste, basta non andare a cercarlo)

domenica 13 febbraio 2005

Adriana

Teresa Salgueiro, italian tournée

Teresa Salgueiro

27 febbraio - 2 marzo: Catania, Roma, Milano

sabato 12 febbraio 2005

Le persone eleganti non sudano in giacca neanche ad agosto ballando

domenica 6 febbraio 2005

Le sottili ali di una farfalla

Omero duemila anni fa scriveva molto meglio di me, senza avere un blog né un pc.
E Virgilio scrisse l'Eneide che era l'emulazione fallita dell'Iliade, e manco sapeva cos'era il trash (1).
Oppure vedo i filmati di Mexico '70 e mi sembra che siano lentissimi a giocare, oppure come sia stato possibile che mio nonno non abbia comprato terreni intorno a Milano, che era evidente che si sarebbero rivalutati, e se lo avesse fatto ora starei qui a godermi i suoi soldi. E un giorno me lo dirà mio nipote, perché ancora intorno a Milano ci sono terreni, e ce ne saranno fino a quando Milano sarà la periferia di Berlino, e Torino di Milano.
E nel corso di una stessa vita, riguardandosi indietro, ci si chiede come mai non si sia riusciti a conquistare lei, proprio lei che ci piaceva, tra tutte le altre. Lei che comunque è poi uscita con altri migliori di noi, ma anche altri peggiori di noi, e perlopiù altri come noi, ma non noi.
Ma in ogni trattativa, per poter ottenere ciò che vogliamo dobbiamo poter dare l'idea che ci potremmo rinunciare, e a lei non potevamo rinunciare, per cui proprio con lei abbiamo sbagliato e l'abbiamo persa.
Invecchiare è aver sempre meno tempo / sempre meno possibilità di fare sbagli, come la farfalla che avanza sulla trappola di carta collosa nel tentativo di sollevarsi, ora con una ora con l'altra zampa, e più rimane invischiata.
Eppure sembra così sottile la distanza tra chi ce l'ha fatta e noi, la fragilità delle ali di quella farfalla, infinitamente più fragili, ma di fronte all'infinito fragili allo stesso modo di una spina dorsale che a un semplice scontro in auto si spezza oppure no, e tu rimani paralizzato oppure no.
Dalle stelle che ancora brillano seppur già spente (ma il ritardo è tale che ancora arriva la luce) tutto è così indistinto, e all'interno di uno stesso ufficio è così difficile distinguere l'armonica logica geometrica di un bilancio a regola d'arte e un semplice elenco di numeri disposti nello stesso ordine che però non danno nessun risultato: muri insormontabili come battiti d'ali di farfalle che generano il caos di tsunami, male per gli uomini ma in realtà un semplice passaggio negli avvicinamenti e separazioni della Terra, e l’enorme differenza è soltanto una labile differenza di punti di vista. (2)
Ma tutta questa perfetta percezione della teoria della relatività non aiuta per niente quando la verità alla velocità della luce trafigge te e non qualcun'altro.
La vita è ingiusta perché non sono gli uomini il suo parametro di giustizia. (3)

(1) L'Eneide è una versione trash di un poema epico. Roma non aveva un poema che la celebrasse, come l'Iliade o l'Odissea, così il compito di scriverlo fu affidato a Virgilio.
TOMMASO LABRANCA, Elogio delle brutte copie Gioia nr. 5 dell'8 febbraio 2005
(2) FERNANDO SAVATER, Lo Tsunami è cattivo solo per noi uomini, La Stampa del 5 febbraio 2005, pag. 26
(3) NEIL GAIMAN, The Sandman.

venerdì 4 febbraio 2005

mark ryden chiara

Chiaraaa by Mark Ryden

giovedì 3 febbraio 2005

La Recherche? Meglio La Stampa

Storie di gente giovane, mix di euforia, impotenza ed energia della giovinezza, il sommarsi in quell'età di brandelli d'infanzia e utopie sull'avvenire, di rivolte e di errori, di vitalità ancora ingenua, di speranze e tristezze.
Lietta Tornabuoni

Le multinazionali sono impersonali, entità astratte. Eccoli lì invece, in carne ed ossa, gli operai della vecchia Waya, con poche certezze e tante paure oramai da toccare con mano.
Roberto Gonella

mercoledì 2 febbraio 2005

Carmelo Bene feat. Edmondo de Amicis

Io amo i poveri, e se lei è un povero, le dò il benvenuto!
Mi dica, lei è muratore, bigliettario sulle ferrovie, o guida carriole in industriosi cantieri edili?
In ogni caso io non esiterei a stringerle la mano, e se posso darle un aiuto, amico mio...A un tipo come lei possono servire un vestito usato, del tutto decoroso, sia ben chiaro, o giovarle una buona cioccolata con le cialde...e se lei mi sporcasse di onesta calcina il divano del salotto, io farei mostra di non accorgermene...Io amo i poveri, i poveri sono le brioches dell'anima.

domenica 30 gennaio 2005

anacronismo

Anacronisti: Ubaldo Bartolini

sabato 29 gennaio 2005

Antonio Variações

Il disco + venduto (e + bello) attualmente in Portogallo si chiama Humanos, ed è un disco che raccoglie inediti di Antonio Variações.
Antonio Variações fu il primo caso di AIDS in Portogallo, nel 1984: la sua morte creò problemi (non volevano nemmeno lasciarlo seppellire, ma cremarlo), uno dei pochi che gli rimasero accanto fu Pedro Ayres Magalhães, il fondatore dei Madredeus, che poi scrisse una canzone su di lui che parlava di un'ombra che si aggirava per Lisbona, e con quella canzone si mise alla ricerca di una cantante che potesse cantarla, e trovò Teresa Salgueiro.
Queste ultime canzoni di Antonio Variações hanno tutte una forza strana, un'attitudine radiosa che commuove:
la colpa non è del sole, la colpa non è della spiaggia,
se il mio corpo si è bruciato,
la colpa è della voglia
che ho di abbracciarti,
la colpa non è del vento
se la mia voce si sta spegnendo,
la colpa è del lamento
che soffoca il mio cantare,
la colpa è della volontà
che vive dentro di me


cambia vita, se non sei soddisfatto
la vita non è un castigo che devi vivere
sei sempre in tempo a cambiare


Muda de Vida mp3

giovedì 27 gennaio 2005

Fino a 24 anni non avevo mai baciato una ragazza. Il passo successivo fu, ovviamente, sposarsi.
Robert Crumb

C'è un'ora, c'è un'ora precisa

C'è un'ora, c'è un'ora precisa
che un migliaio di persone sta per uscire per strada.
C'è un'ora, vero le sette e mezza del mattino,
che un migliaio di persone sta per uscire per strada.
Siamo nell'anno di grazia del 1946,
a Lisbona, a uscire per strada.
Usciamo? Ma sì, usciamo!
Usciamo: persone tutte uguali, gente-gente, occhi, nasi, bocche,
gente felice, gente infelice,
un banchiere, cassieri disoccupati,
sarti, telefoniste, venditrici,
gli uni con gli altri, gli uni addosso agli altri,
tossendo, sorridendo, aprendo i soprattutto,
passando per i bagni pubblici per prendere l'elettrico,
gente in ritardo in relazione al traghetto per Barreiro
che infine ancora là sta, fischiando stridentemente,
gente in lutto, normalmente silenziosa,
ma obbligata a parlare al vicino di fronte
sulla piattaforma veloce dell'elettrico in marcia,
gente educata al seguito di funerali,
e una madre triste che accetta due dolci per la sua bambina.
In un'ora, tutto questo: Lisbona e molto di più.
Umanità cordiale, insomma,
con tutte le conseguenze
di tutto quello che è
uscire per strada.

E io?
Io, niente.
Io, io, è chiaro...

MARIO CESARINY, Louvor e simplificação de Alvaro de Campos, Nobilíssima visão
muito simplificado por Duarte Dez

mercoledì 26 gennaio 2005

Scritto, Aldo Nove

C'è uno squarcio commovente in un racconto di Aldo Nove su Nazione Indiana:
Non ho capito perché abbiamo questi buchi dove le persone entrano nella forma più scurrile di loro padre e escono se stessi. Deve essere la vita. Io comunque non ci penso sempre, alla figa, vado in giro per la mia città e guardo le strade che crescono di volume, o altre cose ugualmente confuse che avevo in mente prima di iniziare a scrivere.
Però il romanticismo che c’è nel baciarsi quando si è innamorati è meglio di morire dimenticati da tutti nella stanza di un motel che costa poco, con i calzini rossi in un letto freddo ad aspettare la morte è terribile, meglio baciarsi e incontrare le lingue.


Poi purtroppo parte come al solito con l'accozzaglia di stranezze e non finisce più; Blog Discount, nel suo corso di scrittura mediocre, le chiama idee geniali.

lunedì 24 gennaio 2005

Solo chi veramente sa, sa quando può permettersi di dire che non sa.